L’Ungheria non piega la testa: “Difendiamo i nostri confini”

Hanno avuto a che fare con i carri armati sovietici, non si piegheranno davanti ai mostri di carta di Bruxelles. Gli ungheresi hanno rispedito al mittente le minacce di sanzioni di Strasburgo.  Il Parlamento magiaro, su iniziativa del gruppo Fidesz (partito del premier Viktor Orbàn), ha votato una risoluzione che rifiuta il rapporto e il voto dell’Europarlamento, invitando il governo a “non cedere al ricatto” e a rifiutare “le accuse ingiuste contro l’Ungheria”.

“Il Parlamento europeo ha condannato le leggi e decisioni di questo Parlamento, eletto democraticamente e competente per le materie, trasgredendo le proprie competenze e violando la sovranità di un Paese”, dice la risoluzione, che ripete la tesi del Governo di Budapest: tutto si deve alla politica di non supina accoglienza verso i migranti. “Difendiamo i nostri confini e non permetteremo che ci tolgano questo diritto”, afferma la risoluzione. Che fa riferimento pure a un retroscena da approfondire: il rapporto Sargentini, dal nome della deputata verde che lo ha firmato, sarebbe stato adottato attraverso una “truffa” non contando cioè le astensioni.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Per maggiori info, leggi la nostra Cookie Policy e la nostra Privacy Policy.

Chiudi