Pagano seimila euro in Libia per essere sfruttati in Italia

È uno spaccato assai distante dalla narrazione dei poveri migranti che scappano da fame e guerra, quello che emerge da una recente operazione anticrimine. I carabinieri di Alassio hanno smantellato ieri un sodalizio criminale di 6 bengalesi che favoriva l’immigrazione clandestina in Italia dalla Libia. La mente era un commerciante, loro connazionale, che si faceva pagare 6 mila euro per raggiungere via mare le coste italiane, dove ottenevano un permesso di soggiorno per motivi umanitari, che consentiva loro di giungere in Liguria.
Era l’inizio dello sfruttamento. Ad Alassio, i migranti lavoravano nelle attività dell’indagato, obbligati a prendere in affitto un posto letto presso una delle abitazioni che lo stesso aveva in locazione. Gli immigrati che provavano a ribellarsi, venivano minacciati e perseguiti con vere e proprie spedizioni punitive. Le indagini dei carabinieri sono scattate in seguito alla denuncia di un bengalese, stanco delle minacce e dei soprusi, tra cui i continui aumenti mensili per la locazione del posto letto.
Che dire? Episodio di cronaca che lascia veramente interdetti, anche e soprattutto perché èi incredibile che a cittadini del Bangladesh sia consegnato un foglio che attesta protezioni umanitarie, pur non avendo la loro nazione di provenienza alcuna guerra in corso. Incredibile poi che per farlo debbano passare dalla Libia, un vero non senso geografico. Infine, che paghino seimila euro per entrare in Italia, la dice lunga su quale sia il motore che muove tanti cuori appassionati attorno alle politiche dell’accoglienza a tutti i costi.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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