Patriottismo e sovranismo per una nuova destra costituzionale. Qelsi c’è!

Dopo diversi anni sono entusiasta di tornare a scrivere per Qelsi. Soprattutto sono felice che questo piccolo e grande quotidiano online – che personalmente ho visto nascere nell’ormai lontano 2010 e che in passato ha rappresentato una voce critica contro la propaganda di un certo tipo di sinistra di opposizione e di governo – abbia deciso di intraprendere la difficile e irta strada del patriottismo e del sovranismo costituzionale. Ma era chiaro che certe avvisaglie – diciamo sovraniste – erano già evidenti quando cessai di scriverci, e proprio per il mio piccolo e indubbio contributo. Non mancano infatti miei articoli del 2014 che parlavano già allora (quando pochi ne parlavano) di vulnus alla sovranità economica, politica e monetaria. Ma all’epoca Qelsi era comunque solo l’acronimo di “Questa E’ La Sinistra Italiana”, e dunque non esprimeva, almeno non coscientemente, una linea sovranista (che allora era roba da iniziati), essendo ancora legata a una contrapposizione tradizionale tra sinistra-socialista-liberal e destra-liberista-sociale.

Oggi Qelsi è diventato l’acronimo di Questa E’ La Sovranità Italiana. E questo è un passo significativo e importante. Poiché, in questo caso, la linea sovranista diventa la linea ufficiale di questo quotidiano. Soprattutto, però, in questo modo Qelsi si spoglia di quella vetusta caratterizzazione di quotidiano di destra tradizionale, per diventare il giornale della sovranità italiana, nel quale – si spera – verranno ospitati un giorno i migliori pensatori e opinionisti sull’argomento. Che non sempre possono essere collocati a destra. E ciò perché il pensiero sovranista è un ideale trasversale che accomuna, attraverso un filo invisibile, sensibilità politiche diverse, ma unite verso un unico obiettivo: la riconquista della sovranità italiana, il ripristino della piena vigenza della Costituzione del 1948 primigenia, e dunque la riaffermazione dell’indipendenza e della piena sovranità della Repubblica, così come stabilita all’art. 1 della nostra carta fondamentale.

Ecco dunque la rivoluzione copernicana operata da questo quotidiano, da sempre orientato a destra e del quale sono onorato di essere un collaboratore: sposare pienamente la Costituzione e i suoi valori e renderla il centro dell’agire politico, per delineare poi la cornice ideale nella quale far germogliare quella che io chiamo la destra costituzionale, la cui azione politica, seppure rientri e deve rientrare perfettamente nel quadro delle sensibilità e delle istanze identitarie e di tutela della cultura italiana (che io stesso sostengo, promuovo e auspico), si realizza nell’ambito (del rispetto) dei valori e dei principi costituzionali. Dunque uscita dall’euro (con ripristino della moneta nazionale) e possibilmente da questa Unione Europea, tutela del lavoro, realizzazione della piena occupazione, recupero del modello economico costituzionale, tutela del risparmio, abolizione del pareggio di bilancio e abrogazione dei cosiddetti vincoli esterni previsti all’art. 117 Cost., che rendono di fatto la nostra, una Repubblica sotto tutela e parzialmente sovrana.

In questo contesto e per questi obiettivi, Qelsi, indubbiamente, ha assunto un impegno divulgativo gravoso che, a mio avviso, richiederà nel tempo una struttura giornalistica (soprattutto sul lato economico) solida e contributi intellettuali importanti: giuristi, economisti e politici che condividano, promuovano e cerchino, nei loro rispettivi ambiti, di tenere viva la fiamma del patriottismo costituzionale.

Naturalmente vorrei ricordare alla direttrice, l’amica Silvia Cirocchi, che non mancheranno i detrattori e le critiche. Al netto degli euristi, dei neoliberisti e dei mondialisti che tutti i giorni predicano contro la sovranità nazionale, demonizzandola come becero nazionalismo e statalismo (!), e che certo non faranno mancare i loro affondi, sono quasi certo che al coro si uniranno o potranno unirsi alcune voci critiche provenienti dal mondo sovranista, soprattutto di sinistra. Bisognerà lottare contro i primi e bisognerà far capire ai secondi che la battaglia che si combatte è la stessa, seppure da prospettive politiche e sensibilità culturali differenti. Ed ecco perché – e qui lo ripeto – Qelsi dovrà sforzarsi di ospitare nelle proprie pagine anche quelle realtà sovraniste che non necessariamente possono essere inquadrate nel recinto ideologico della destra identitaria. Del resto, come disse qualcuno, la guerra da combattere è troppo importante perché sia utile soffermarsi sul colore della maglietta del tuo alleato.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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