Quando non è Repubblica a paragonare il sovranismo al nazismo

È incredibile, ma è avvenuto: ad evocare lo spettro ideologico del Nazional-socialismo per demonizzare Salvini e la Lega, non è stata Repubblica e il PD, ma il Direttore del principale giornale di centro-destra, Alessandro Sallusti.

Sallusti mette le mani avanti e si dice certo che non è questo “il punto di approdo che hanno in testa Giorgetti e Salvini”, ma cionondimeno il nostro amico equipara l’incontro tra populismo e sovranismo (che lui chiama “nazionalismo”) all’incrocio ideologico tra socialismo e nazionalismo che nel secolo scorso fece da base alle esperienze totalitarie “di destra”.

Ebbene, vogliamo tranquillizzare lui e tutte le anime belle del “liberalismo” spiegando che queste equazioni ideologiche non tengono da nessun punto di vista.

Innanzitutto perché il totalitarismo del secolo scorso postulava una totale negazione dei valori della democrazia, mentre oggi populismo e sovranismo partono proprio dalla necessità di rivitalizzare la democrazia, riportando al centro di ogni decisione la sovranità popolare. Se c’è oggi una forza totalitaria e anti-democratica è la tecnocrazia neo-liberista, secondo cui il dominio del Mercato non può essere condizionato dalle istanze e dalle spinte popolari, demonizzate appunto come “populiste”.

Secondo poi, perché la differenza tra nazionalismo e sovranismo è molto netta: mentre il nazionalismo vuole imporre il dominio della propria nazione sulle altre, il sovranismo vuole difendere la sovranità nazionale e popolare di tutte le nazioni, rifiutando ogni forma di dominio e d’imperialismo. Ed è proprio per questo che noi critichiamo una UE ormai egemonizzata dal nazionalismo della Merkel.

Infine, nel sovranismo non c’è nessuna traccia né di antisemitismo né di razzismo: Salvini persino esagera nel dare sempre e comunque ragione a Israele, anche quando le scelte di Netanyahu sono discutibili; in più il primo senatore di colore della storia italiana è Toni ChiKe Iwobi, eletto nelle liste della Lega (mentre il responsabile del Dipartimento sull’immigrazione del Movimento Nazionale per la Sovranità è il nostro Paolo Diop, cittadino italiano di origine senegalese).

Quindi perché fare questi accostamenti? Perché usare la vecchia arma di demonizzare l’avversario, tanto cara alla sinistra? Forse che Berlusconi, quando era in auge, non ha subito abbastanza questo modo devastante di fare polemica politica?

Se invece vogliamo attenerci ai fatti, il problema posto da Giorgetti alla convention di Fratelli d’Italia è la semplice constatazione che il centrodestra, come si è configurato durante la seconda Repubblica, non è più riproponibile. Non solo: bisognerebbe anche riflettere sulla fine di quella esperienza politica, che non può essere solo scaricata sui “traditori” di turno. Berlusconi fu “deposto” dalla carica di Presidente del Consiglio da una congiura politico-finanziaria preparata dal Quirinale e dall’asse franco-tedesco, perché le sue scelte nel Mediterraneo e con la Russia andavano nel segno della nostra sovranità nazionale e perché la politica economica italiana non rispettava i vincoli di Bruxelles.

E allora il punto è questo: o le forze che appartenevano al vecchio centrodestra si ritrovano attorno a una prioritaria rivendicazione di sovranità nazionale e popolare, o è inevitabile che la Lega faccia da sola o con chi ci sta. Se poi, come è accaduto il 4 marzo, i numeri dovessero mancare, è altrettanto inevitabile che Salvini – pur di evitare un ennesimo governo tecnico o un nuovo Nazzareno con il PD – si allei con una forza populista come i 5 Stelle, con tutto il carico di contraddizioni che questa alleanza comporta.

Se ne facciano una ragione tutti i nostri vecchi amici del centro-destra: oggi il primo punto di discrimine è se accettare che l’Italia sia una colonia, oppure se dobbiamo riprenderci in mano il nostro destino, contestando radicalmente le logiche della Globalizzazione e i diktat di Bruxelles. Noi ci auguriamo che il massimo numero di forze politiche si ritrovino attorno a Matteo Salvini nel dare forza a questa opzione politica, in modo da poter fare a meno delle contraddizioni dei 5 Stelle. E crediamo non da oggi che questa nuova alleanza, più che centro-destra, debba definirsi un “Polo Sovranista” (dove ci sarà spazio anche per i “liberal-nazionali”, visto che il PLI oggi ha eletto due parlamentari nelle liste della Lega).

Per quanto riguarda il Sovranismo, diamo appuntamento al nostro Seminario di sabato e domenica prossimi intitolato “Le chiavi di Casa” per definire bene cosa significa questo termine, fuori da ogni demonizzazione ed equivoco ideologico. Sarà proprio il Sovranismo – e non Berlusconi o Salvini – a sdoganare definitivamente le idee della Destra.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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