Quei giovani che non si arrendono

Si è tenuto a Contigliano (RI), dal 31 agosto al 2 settembre, il campo “Invictus”, organizzato dal movimento giovanile Gioventù Identitaria . L’evento ha scelto come simbolo quello degli Arditi non solo per ragioni storiche e commemorative (1918 – 2018), ma anche e soprattutto per suggerire un parallelo tra due generazioni alle prese con tempi diversi e sfide diverse che richiedono però la stessa forza, lo stesso coraggio, la stessa capacità di puntare il nemico, guardarlo negli occhi e andare all’assalto dello stesso. Nella tre giorni reatina giovani dai 18 ai 30 anni hanno discusso di identità, sovranità, ambiente, Europa, istruzione, solidarietà e cultura analizzando da più parti i danni causati dal mondialismo e dal liberal-liberismo e proponendo un modello “alternativo al sistema” attraverso un documento che verrà pubblicato nei prossimi giorni.

Due cose sono emerse su tutte. La tradizione che fu della destra sociale non è morta ma è quanto mai viva. Oltre a tanti giovani provenienti da tutta Italia infatti sono stati presenti “giovani” delle passate generazioni come Felice Costini, Antonio Tisci, Claudio Barbaro, Gloria Pasquali, Cesare Mevoli e il segretario nazionale del Movimento per la Sovranità Gianni Alemanno. È stato possibile quindi fare esperienza pratica di ciò che significhi la parola Tradizione, ovvero trasmissione di ideali e valori vitali di generazione in generazione, di padre in figlio. A tal proposito toccante e densa di significato è stata la testimonianza di Antonella Mattei, sorella dei fratelli Mattei uccisi nel rogo di Primavalle, che sono ancora oggi l’esempio di cosa significhi seguire fino in fondo un’ideale.

La seconda considerazione è che il successo della Lega, che ha cavalcato le battaglie che furono proprie della “destra sociale” sin dall’MSI, ci suggerisce che i tempi sono cambiati! Il popolo è con noi, in Italia e in Europa assistiamo ad un risveglio dei popoli e delle identità, ad un desiderio diffuso di recuperare il senso della vita della nazione contro il nichilismo imposto non dall’Europa, che anzi proprio ora sembra ridestarsi e tornare alla propria natura e missione di unione dei popoli, ma dall’UE a trazione capital-finanziaria.

Fondamentale in tal senso è stata la chiusura del campo affidata a Gianni Alemanno e Brian Carelli. In questo momento storico, pur non essendo leghisti, è necessario e doveroso da parte nostra difendere Matteo Salvini dagli attacchi delle èlites che minacciano le nostre stesse idee. Inoltre l’altro dovere di noi identitari è quello di tracciare la strada per un nuovo dialogo con il mondo della destra, purchè ciò avvenga nella condivisione di valori non negoziabili per costruire un modello che sia realmente alternativo non solo dal punto di vista economico e sociale ma anche e soprattutto  dal punto di vista antropologico.

Risveglio dei giovani e risveglio dei popoli nel solco della tradizione sono stati quindi i temi fondanti, l’Italia e l’Europa hanno ancora una speranza!

Michele Giordano – Gioventù Identitaria Milano

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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