Ronaldo dribbla il fisco spagnolo: e ringrazia la flat tax di Gentiloni

Nel gran clamore che ha causato il trasferimento di Cristiano Ronaldo alla Juventus, c’è un aspetto non secondario. E lo ricorda l’edizione odierna di Marca, uno dei quotidiani sportivi spagnoli più letti. Con il portavoce del ministero delle finanze di Madrid, Jose Maria Mollinedo, che ricorda al campione portoghese che “il suo trasferimento alla Juventus non cambia i suoi problemi con l’erario: anche in Italia un eventuale mandato d’arresto sarebbe esecutivo”.

Il riferimento, dall’inconfondibile sapore della minaccia, è al contenzioso da 17 milioni di euro aperto tra CR7 e il fisco iberico. E apre anche una lettura dei fatti diversa: sostanzialmente il retrotesto che arriva dalla Spagna è che Ronaldo si sarebbe accasato alla Juve per pagare meno tasse. Gioverà infatti ricordare che la flat tax, contro cui si scagliano i dem, è stata inserita l’anno scorso, cioè nel 2017, più precisamente a marzo, dal governo Gentiloni: con una differenza rispetto a quella che la Lega intende varare, cioè che quella targata Gentiloni-Padoan è riservata ai ricconi stranieri, con pagamento fisso a centomila euro.

Gli juventini, per carità, ringraziano (d’altronde l’ex premier è di fervente fede bianconera). Gli italiani inseguiti dalle cartelle di Equitalia un po’ meno.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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