Salvini indagato: “Aspetto il procuratore a braccia aperte”

Mentre nella notte è iniziato lo sbarco di tutti i 137 migranti dalla nave Diciotti, la polemica infiamma la nazione. E cresce l’indignazione dopo che si è diffusa la notizia che il ministro dell’Interno Matteo Salvini è indagato. Il fascicolo aperto nei giorni scorsi per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio dalla Procura di Agrigento non è più a carico di ignoti e oltre al leader della Lega è indagato anche il capo di gabinetto del Viminale. Una nota dell’autorità giudiziaria siciliana ha chiarito. “La Procura della Repubblica di Agrigento, al termine dell’attività istruttoria compiuta a Roma, ha deciso di passare a noti il fascicolo relativo al mancato sbarco degli immigrati dal pattugliatore U. Diciotti, già iscritto per i reati di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. Iscrivendo due indagati e trasmettendo doverosamente i relativi atti alla competente procura della Repubblica di Palermo per il successivo inoltro al cosiddetto tribunale per i ministri della stessa città. Tale procedura – continua il comunicato – prevista e imposta dalla legge costituzionale 16/1/89 n.1, permetterà, con tutte le garanzie e le immunità previste dalla medesima legge, di sottoporre a un giudice collegiale specializzato le condotte poste in essere dagli indagati nell’esercizio delle loro funzioni. Uno dei quali appartenente ai qualificati soggetti indicati dall’articolo 4 della norma costituzionale. Come è noto infine ogni eventuale negativa valutazione delle condotte di cui sopra, dovrà essere sottoposta alla autorizzazione della competente Camera”.

Già ieri sera, dalla piazza di Pinzolo, il ministro Salvini ha comunque tuonato: “Indagano un ministro che difende i confini del Paese: è una vergogna ma non ci fermeranno. Aspetto con il sorriso il procuratore di Agrigento, voglio spiegargli le mie ragioni. Aspetto un procuratore che indaghi i trafficanti e chi favoreggia l’immigrazione clandestina. Gli ricordo che gli scafisti comprano armi e droga che poi viene spacciata magari fuori dalle scuole dei nostri figli”, ha detto il segretario della Lega. “Bisogna buttare fuori le correnti dalle aule e se qualcuno vuole fare politica per il Pd si candidi. Pensate. Hanno quattro milioni di processi arretrati  e hanno indagato Salvini: serve la riforma della giustizia”.

Tutto ciò avviene peraltro dopo che il governo Conte ha sbloccato la situazione sulla destinazione degli immigrati della Diciotti, che sono sbarcati nella notte dal pattugliatore della guardia costiera ormeggiato nel molo di Levante del porto di Catania. Dopo l’identificazione saranno trasferiti con dei bus nell’hot-spot di Messina in attesa della successiva distribuzione tra Chiesa Italiana, un centinaio, Albania e Irlanda, una ventina ciascuno.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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