Savona il distruttore (la fine dell’Eurozona sempre più vicina)

Quando Commissione UE e Germania si accorgeranno dei carri armati (schierati da Savona) in difesa del  nostro apparato produttivo, spesa pubblica alle stelle,  capiranno di non avere armi contro l’Italia e di dover procedere ad un smantellamento concordato dell’Eurozona.

Folkerts-Landau, in un pezzo di questi giorni, dice che:

1. l’Italia non recederà dal 2,4% di deficit
2. non esiste alcuna soluzione europea a breve
3. il nostro paese ha buoni conti pubblici.

Quale idea trasmette, quindi, Folkerts-Landau, ossia il tedesco rappresentante dell’élite? Tenerci nell’Euro? No! Egli, come del resto la Bundesbank e Berlino, vuole una uscita ordinata.

Secondo questo economista, uno scenario stile 2011 genererebbe troppo caos in UE, quindi, con calma ed in modo pianificato, si deve tornare alla lira, la Bce non deve forzare la mano con lo Spread.

Juncker e Draghi, in pratica, sono commissariati.

Draghi commissariato? Ma non era potentissimo?
Il Sor Mario, come visto ieri,  ha scelto la parte anglofona dello schieramento mondiale, e quindi, oltre a non poter fare molto contro l’Italia, ben poco vorrebbe fare:
“deeper euro zone integration, now under discussion”
Draghi ha capito che l’unione europea non si concretizzerà mai.

” … could help mitigate the differing views on fiscal policy…. For this, respect of the rules is essential as the openness for changes to deepen integration”
Draghi sa che l’Austerità, OGGI, serve per convincere Berlino, DOMANI, a fare bilancio unico che, FORSE, servirà a qualcosa!

In pratica, Draghi NON DICE che l’Austerità fa bene alla nostra crescita, ma solo che serve a farsi ammirare da Berlino onde convincerli che potremmo unirci davvero.

Ma la certezza che l’unione si faccia e funzioni non esiste!

Quindi Draghi in pratica si chiama fuori!

Chi potrebbe volerci combattere? Restano gli Eurocrati, i quali, per quanto commissariati, non possono permettersi di perdere la faccia con Berlino, Vienna e Amsterdam. Quelli di Bruxelles ci recapiteranno la procedura di infrazione e faranno di tutto per procurarci il downgrade. Odiano un governo che li ha sfidati.

Savona è consapevole di questo rischio, ma è altrettanto certo che Draghi non vorrà e non potrà seguire più di tanto i biechi compagni di viaggio.
Draghi ha già spedito in recessione la manifattura (vedi dati auto), con il monitoraggio delle banche (SSM), qualora chiedesse ad altre banche le stesse coperture sui crediti non performanti pretese da Mps, potrebbe far saltare l’intero sistema bancario in una sola notte. Egli potrebbe imporre aumenti di capitale a fronte del crollo nel valore dei Btp generando un bagno di sangue (azzeramento valore azioni).

Ma Savona sa però che, qualora partissero downgrade, spread, e bail-in, il contagio si allargherebbe a tutta UE (salvo chiusura banche e controllo Capitali) e il salvataggio dell’Italia (con Omt) costringerebbe i tedeschi a sborsare tantissimi soldi. Un simile scenario non piacerebbe affatto ai tedeschi.

A quel punto delle due l’una :
1) o Bce si arrende e fa lo scudo anti spread;
2) o Bce fa il minimo essenziale per guadagnare tempo in attesa di uno smantellamento concordato.

In entrambi i casi noi imboccheremo la nostra nuova strada.

A breve accadrà questo.
1) Trump vincerà le elezioni midterm,
2) a Dicembre Trump assumerà il  governo della FED (che oggi gli rema contro vista la maggioranza attuale dei governatori Obamiani),
3) l’Italia tornerà alla lira peggandosi provvisoriamente al dollaro (prendendo 1.000-2.000 miliardi dalla Fed senza problemi)

Questo fatto farebbe:
a – schizzare verso l’alto la nuova moneta tedesca
b – svalutare il dollaro verso l’Euro.

Trump avrebbe così salvato l’italia (dall’invasore Franco-Tedesco) e regolato la truffa sul cambio che la Germania ha portato avanti verso gli Usa.

E noi? E noi probabilmente faremo gli inglesi: accordi bilaterali com tutto il mondo.

Ragazzi, Savona ha già vinto la guerra, il mondo intero, adesso, sarà il nostro nuovo confine.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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