Savona sconfigge la Ue, lo dice la Teoria dei giochi (e BundesBank gli regge il gioco)

Continua il nostro aggiornamento dal fronte di guerra Savona-UE. Per anticiparvi l’esito del conflitto in essere, abbiamo deciso ricorrere al più importante strumento matematico-probabilistico di analisi delle opportunità: la “teoria dei giochi”.
La suddetta teoria è una disciplina che si applica sia in contesti di conflitto (i partecipanti non possono accordarsi sulla strategia più conveniente per entrambi), sia d’interazione strategica (si può trovare un accordo per pianificare strategie congiunte).
Grazie ad essa, capirete meglio come mai gli Dei dell’Olimpo hanno già decretato la vittoria di Savona, dei Dioscuri (Di Maio e Salvini) e dell’intero Governo Gialloverde.
A tal fine, studiamo le mosse di Governo e BCE per individuare le perdite che essi registreranno dall’incrocio delle caratteristiche che possono assumere la politica fiscale e quella monetaria, le quali possono essere:
– Restrittive;
– Espansive.
Savona, sin dal suo insediamento, aveva tutto l’interesse ad espandere l’output produttivo del paese attraverso l’ampliamento, a deficit, del bilancio pubblico.
Giovedì 25 ottobre, a Skytg24, egli afferma:
“abbiamo ereditato 5 milioni di poveri, cosa dovevamo fare? Dire è colpa dei governi precedenti e poi lasciarli al loro destino? No! Abbiamo deciso di dare una risposta!”
Chiaro l’intento di rilanciare l’asfittica recente crescita italiana per dare adeguate risposte agli elettori.
Purtroppo, la BCE, invece, interpreta il suo mandato solamente nell’ottica di mantenere la stabilità monetaria, tradendo i trattati europei dove si parla di pieno impiego.
Draghi, a TGCom24, rilascia una dichiarazione altamente conflittuale: “La BCE non aiuterà l’Italia, lo spread alto fa male”.
Si comprende che, date le suesposte affermazioni, possiamo ragionevolmente attenderci le seguenti manovre:
1) Una manovra espansiva del governo;
2) Una manovra restrittiva della BCE.
Tali decisioni determineranno le seguenti perdite:

Politica GOVERNO GIALLOVERDE
  Tipo politica: RESTRITTIVA ESPANSIVA
 

 

 

 

Politica BCE

RESTRITTIVA (PER BCE)

A Maggio l’Europarlamento cadrà in mano ai Populisti;

 

Alto livello proteste politici oggi in europarlamento;

 

Forte perdita di attrattività della UE (già compromessa causa Brexit)

(GOVERNO)

Minore crescita rispetto al potenziale  ma immagine verso elettori al riparo da perdite

ESPANSIVA  

 

Se invece la BCE avesse tenuto un approccio differente, di collaborazione interattiva, avrebbe portato entrambi i partecipanti ad una situazione migliore.
La posizione “Politiche Monetarie Espansive-Politiche Fiscali Espansive”, avrebbero garantito perdite inferiori per la BCE e nulle per il Governo Gialloverde.
La UE, con tale manovra, avrebbe impedito l’onda populista all’Europarlamento 2019, anche se, facendo ciò, avrebbe scaricato sulla Merkel l’onere di una pesante futura battaglia elettorale con AfD:

Politica GOVERNO GIALLOVERDE
  Tipo politica: RESTRITTIVA ESPANSIVA
 

 

 

 

Politica BCE

RESTRITTIVA  

 

 

 

ESPANSIVA  

 

 

 

(PER BCE)

Protesta commissari UE;

 

protesta Elite tedesca;

 

Incremento

Rischio Elezioni Tedesche

per Merkel

 

(NS GOVERNO)

Nessuna perdita

Per inciso, un simile atteggiamento viene suggerito persino dal Financial Times, giornale tra i più elitari al mondo, nell’articolo:
“La BCE dovrebbe ripensare a porre fine allo stimolo monetario”
FT invita la Banca Centrale ad una maggiore flessibilità dei piani, dati i segnali di rallentamento dell’economia europea, e a continuare quegli stimoli monetari che hanno aiutato il sistema a riprendersi dalle crisi del passato.
BCE, invece, ambirebbe a mantenersi autonoma dalla politica, a gestire anche l’Italia e convincere il governo italiano ad attuare la politica fiscale restrittiva con la scusa dell’iperinflazione.
Nel suo discorso alla Banca Centrale Belga egli fa presente che il Governo Italiano fa parte di quei governi che vorrebbero “i rubinetti della BCE sempre aperti”, mentre secondo il suo parere, “senza banche centrali indipendenti si torna all’inflazione anni 70”.
Purtroppo per Draghi e per la BCE, la sua miglior strategia non è quella in cui lei ottiene il suo massimo risultato, ossia quella in cui il Governo Gialloverde cede, fa lo Tsipras 2.0, e i rubinetti della BCE continuano ad esser chiusi, visto che i Gialloverdi non cederanno mai:

Politica GOVERNO GIALLOVERDE
  Tipo politica: RESTRITTIVA ESPANSIVA
 

 

 

 

Politica BCE

RESTRITTIVA (PER BCE)

ridotte proteste politici attualmente in europarlamento;

 

limitate proteste di qualche parlamentare Bundenstag

(NS GOVERNO)

Paese in recessione;

 

 

Fine dei populismi;

 

Allontanamento da Tump, Brexiteers e Putin

ESPANSIVA  

 

 

 

bensì, non potendo manovrare l’esercito avversario, si ha l’Equilibrio di Nash quando, sebbene solo al fine di guadagnare tempo prima dello smantellamento della UE, BCE aprirà i rubinetti per soddisfare i Gialloverdi, trasformando le prossime elezioni tedesche in un inferno per la Merkel, regalando, forse, il Bundenstag agli anti-euro tedeschi (AfD).
Capite bene che qualunque decisione la BCE assuma, porti alla fine dell’Eurozona, al massimo può spostare avanti nel tempo la data della sua dissoluzione.
Che la mossa sul deficit di Savona porta allo smantellamento di UE ed Euro se n’è accorto anche Massimo Franco (Direttore de il Corriere) il quale ha recentemente affermato:
“non è che la bocciatura il Governo se la sia cercata?”
E non è un caso che Savona, ieri, sempre nel corso dell’intervista di Skytg24, abbia affermato:
“Se lo spread sale e la BCE non interviene …… noi la manovra NON la cambieremo, quello che abbiamo detto è che RIESAMINEREMO IL CONTESTO NEL QUALE CI PONIAMO, il contesto in cui si muove la manovra, non la manovra stessa”
Cosa significa riesaminare il contesto? Significa aver capito che la UE non è una vera unione ma un Impero dal quale sottrarsi. E sottrarsi significa secessione! Come?
Facendosi buttare fuori!
La posizione dei Gialloverdi è di una tale forza che Salvini può permettersi di pronunciare le parole riportate da Agorà Rai3:
“se insistono a tirare schiaffoni a caso mi verrebbe voglia di dare più soldi agli italiani”.
Come Salvini fa capire che è persino possibile alzare la posta nel gioco contro gli Eurocrati, in Germania, Alice Weidel, leader di Alternative Fur Deutschland, inizia la scalata al Bundenstag sfruttando la paura da strapotere italiano.
Nel pezzo dell’Huffington Post, dal titolo “L’estrema destra tedesca prende le distanze da Salvini: Manovra folle, a spese della Germania”, ella riporta quello che è il pensiero più diffuso in Germania, sul nostro paese:
“La folle manovra degli italiani a spese della Germania: perché dobbiamo pagare noi per i ricchi italiani?”
E mentre in Germania cominciano a capire che l’Italia non si piegherà mai, in UK Nigel Farage, che conosce benissimo il populismo italiano, l’ostinazione dei tedeschi nonché la proverbiale ristrettezza mentale della loro Elite, arriva a confessare a Fox Business:
“Italia e Ue sono in rotta di collisione, entro breve la UE si dissolverà”.
A questo punto, poiché Farage ha altissima credibilità a Bruxelles, i “parassiti” dalle inutili presenze all’europarlamento avvertono tremare la terra sotto i loro piedi.
Il 24 ottobre Huffington Post pubblica il seguente articolo:
“L’Ue critica l’Ue: la bocciatura italiana non passa sotto silenzio a Strasburgo, in plenaria sotto accusa le istituzioni Ue….sul banco degli imputati per la crescita dei populismi il Commissario Timmermans e il Presidente Tusk: ci trascinate nel burrone”.
La tedesca Gabriele Zimmer, capogruppo di Sinistra Unitaria/Sinistra verde, critica l’austerity imposta dalla Commissione UE all’intero continente in quanto ritenuta alla base dell’esplosione dei populismi.
La capogruppo della Linke al Bundenstag, Sahra Wagenknecht, si spinge oltre:
“gli Italiani non vogliono essere governati da Bruxelles e non vogliono nemmeno essere governati da Berlino……se vuoi distruggere la UE allora devi fare esattamente quello che sta facendo Bruxelles”.
Come detto nel precedente articolo, i Commissari Ue e la BCE sono all’angolo.
Anzi, possiamo pure andare oltre: sono commissariati!
Se la UE facesse salire lo Spread, costringerebbero il popolo tedesco e quello francese a investire tanto denaro nell’OMT per salvare le banche di un popolo, quello italiano, troppo importante e suffcientemente risoluto a non farsi dominare alla maniera dei greci.
Il gioco Governo-BCE, “dilemma del prigioniero”, in pratica pone la seguente problematica al continente intero:
– le economie forti devono cooperare con quelle in difficoltà, fornendo loro aiuti;
– o le economie deboli devono soccombere e farsi imporre misure di rigore cedendo quote di sovranità?

Poiché le parole pronunciate dai nostri governanti sono state:
“riteniamo che il rafforzamento dell’economia italiana sia anche nell’interesse dell’intera economia europea…” (il cui vero significato, da leggere dietro la facciata, è: ”se non fosse così ditecelo che ce ne andiamo”);
ed ancora:
“pur riconoscendo la differenza delle rispettive valutazioni, il Governo italiano continuerà nel dialogo costruttivo e leale così come disciplinato dalle regole istituzionali che governano l’area Euro” (da leggersi come: “occhio che continuiamo a parlare quanto volete ma ormai noi ci dedichiamo solo alla crescita, ossia faremo come Macròn e se punite noi dovrete punire anche lui….parliamo quanto volete ma li ci fermiamo!”)
sembra scontato poter affermare che la “debole” economia italiana ha scelto di non farsi imporre alcuna cessione di quote di sovranità e, anzi, di chiedere l’assoluta cooperazione delle economie forti, in caso contrario sarà SECESSIONE!
Ribadiamo il concetto. Non solo i Gialloverdi non arretreranno di un millimetro, ma se Ue e Germania insistessero con la richiesta di cessioni di sovranità, essi picchieranno ancora più duro (vedi dichiarazioni di Salvini sopra riportate).
E non pensino gli Eurocrati di spaventarli con spread e SSM (richieste di aumento del capitale in banca causa crollo valore iscritto a bilancio dei titoli di stato italiani), poiché essi faranno di tutto per risolvere anche questo problema.
Non a caso, sia Salvini, sia Di Maio hanno fatto capire che sarebbero pronti a sostenere le banche col capitale necessario:
“Matteo Salvini: Sosterremo le banche, costi quel che costi” (Huffington Post di oggi, 26 ottobre 2018).
“Salvini: Nessuna banca fallirà, il governo le salverà” (Il Messaggero di oggi, 26 ottobre 2018).
“Spread, Salvini avverte: Difenderemo le banche costi quel che costi” (Il Giornale di oggi, 26 ottobre 2018).
“Il Governo supporterà le Banche senza prendere denaro dalle tasche degli italiani” (Luigi Di Maio 26 ottobre 2018)
“la situazione delle Banche in Italia è sotto controllo, qualora una ricapitalizzazione fosse necessaria, essa potrà esser effettuata in vari modi” (Luigi Di Maio – 26 ottobre 2018)
E tra i vari modi per intervenire nel sistema bancario vi sono le nazionalizzazioni e il rifinanziamento ……. con la Lira o …….con la Lira ma ……..vi sarebbe anche la Lira.
La cosa incredibile è la “Nemesi”. La situazione consente oggi al popolo italiano di vendicare l’onta subita dai greci nel corso del loro commissariamento da parte della Troika. L’Italia ha la possibilità di alzare le richieste ai burocrati di Bruxelles esattamente come questi fecero con i Greci il giorno dopo il referendum. Draghi, Moscovici, Juncker e Dombrovskys non dovevano accendere le polveri, ora hanno una granata tra le mani ben incollata con dell’Attack.
Ovviamente questo loro lo hanno compreso e ora, per la nota teoria dei giochi, saranno costretti a cercare il dialogo con l’Italia.
Ma, come dice Caparezza “…è tardi per tornare sui miei passi”!
Di Maio nei giorni scorsi si è precipitato a dire:
“Non vogliamo uscire dall’Euro. Lo ribadiamo io e Salvini (Di Maio)” (Askanews 22 ottobre 2018),
ma noi sappiamo benissimo che il vero significato è:
“Non vogliamo uscire dall’Euro, vogliamo che ci buttate fuori”!
A questo punto qualcuno dei lettori potrebbe storcere il naso e dire che è tutto pura fantasia. Bene, considerate questi due nuovi elementi.
Il viaggio di Conte a Mosca, il suo precedente viaggio alla Casa Bianca, l’annunciato prossimo incontro tra Putin e Trump, il viaggio di Tria (prima) e Di Maio (poi) in Cina lasciano intendere due cose:
1) Russia e USA stanno razionalmente, non emotivamente, dalla parte dell’Italia in quanto significa stare dalla parte del dollaro, quale valuta per futuri scambi petroliferi, contro un traballante euro;
2) Trump e Putin interverranno per ridurre il potere della BCE nell’imporre politiche fiscali ai paesi sottomessi al dominio franco-alemanno (che quindi perderebbe il suo potere sui paesi satelliti)
Non è un caso che Standard & Poor, tra le pieghe del documento di valutazione del rating del nostro paese, abbia detto che il problema dell’Italia è dato proprio dal cambio fisso (euro) che le rende impossibile la vita come non accade per le grandi nazioni industrializzate (“S&P ci avvisa che Rating e Outlook italiani sono colpa dell’euro” – www.scenarieconomici.it)
E adesso entra in gioco la Bundesbank. Essa ha compreso che se l’Italia resta nell’euro ma sottoscrive liberamente trattati internazionali con Usa, Cina e Russia, vuol dire che non è né controllabile, né sanzionabile. In pratica, i Gialloverdi diventano una lama affondata nella carne viva tedesca che può essere dolorosa e potente come la “Lancia del Destino” (Lancia di Longino).
Secondo voi, la BuBa poteva rimanersene ferma in un angolino a subire l’attuale strapotere contrattuale degli Italiani?
Ovviamente no! Consapevole del pericoloso tunnel nel quale si sono infilati, parte al contrattacco onde convincere gli italiani della bontà di un’uscita dall’Euro, prima ancora di esser buttati fuori (nel medio termine).
Karsten Wendorff, importante membro della Banca Centrale tedesca propone ad ogni italiano di dare del denaro (obbligatoriamente) per acquistare BTP, poiché gli italiani hanno abbastanza ricchezza per poter fare questa operazione. Per inciso, non si tratterebbe di una patrimoniale poiché chiunque ci guadagnerebbe, in fondo è difficile oggi avere un 2-3% netto sul denaro lasciato in banca. BuBa propone dunque un equo scambio fra lo stato e i cittadini che quello stato compongono. Ovviamente la regola vale anche per chi non ha i soldi.
Come è possibile? Direte voi!
Chi non ha risparmi, secondo Wendorff, deve andare in banca per farseli prestare mettendo a garanzia proprio i BTP acquistati.
Alla fine il denaro lo metterebbero sempre le banche italiane ma vi sarebbe una garanzia reale data dalla ricchezza dei cittadini.
Il diavolo si nasconde nei dettagli: affinché le banche italiane possano prestare ai cittadini i soldi per acquistare i BTP chi li darebbe? La BCE? No!
E allora chi li dovrebbe mettere? Ma Bankitalia, ovvio. Bankitalia potrebbe stampare lire!
Pertanto, il senso dell’articolo tedesco riportato dal Sole 24 Ore (“Patrimoniale al 20%, il piano della Bundesbank per dimezzare il debito italiano”) non è una patrimoniale (ordoliberista), bensì un cortese invito ad uscire dall’euro e a risolversi i problemi italiani completamente da soli ritornando alla lira.
Capito?
Bundesbank, esattamente come Savona, sta lavorando per uno smantellamento amichevole dell’Euro. Si capisce bene che siamo alle ultime battute di una claudicante struttura sovranazionale.
Savona ha vinto!
Umberto Eco amava dire:
“Mentire riguardo al futuro produce la storia”
E in questi giorni tutti stanno mentendo.
A riveder…… le Lire.
Ad maiora.

Pubblicità

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Per maggiori info, leggi la nostra Cookie Policy e la nostra Privacy Policy.

Chiudi