Sovranismo psichico e rivoluzione francese

Il Titanic affonda, ma l’orchestra continua a suonare e la borghesia altolocata continua a ballare. Questa non è la fotografia italiana del Censis, ma è la mia. Mentre gli italiani affogano nella palta eurinomane, costretti a litigare a Bruxelles per uno zerovirgola di deficit, mentre la recessione arriva e promette di mangiarsi quel poco che ancora riusciamo a produrre, emerge da un rapporto – questo sì del Censis – una fotografia sconfortante degli italiani, i quali sarebbero affetti da una sorta di “sovranismo psichico”, perché delusi e affranti da un sistema politico ed economico che non gli eleva socialmente, che non permette loro di progredire economicamente.

Non voglio, onestamente, fare una critica al rapporto del Censis. Che fondamentalmente dice anche il vero, nel senso che fotografa una realtà di profonda delusione e di profondo malessere (e non è una bugia). Seppure – e anche questo è vero – l’analisi non vada alla radice del problema e non affronti, dunque, la questione dal punto di vista corretto: l’iniquità dell’Unione Europea, le sue regole assurde, la desovranizzazione e dunque la falsa positività dell’ideale europeista. Semmai, pur di evitarlo, connota il malessere italiano come “sovranismo psichico”, quasi che quella sbagliata sia la percezione degli italiani e non la realtà che li circonda.

Ma la verità è che non c’è percezione, ma c’è realtà. Il malessere non è un’illusione, ma è frutto di politiche sbagliate e di atteggiamenti servili in Europa. È frutto soprattutto del tradimento costante della Costituzione del 1948, che propone un modello economico diametralmente opposto a quello eurista imposto a forza nel nostro ordinamento.

Il sovranismo degli italiani, dunque, non è psichico. Il sovranismo è politico e il suo scopo è nobile, poiché rappresenta la prosecuzione di ciò che è iniziato nel 1946: mettere al centro dell’azione politica italiana i valori programmatici cristallizzati nella Costituzione italiana. Il sovranismo, in questi termini, ha davvero poco a che vedere con la psiche e le illusioni, semmai queste sì alimentate da un’idea fallace di Europea unita, che negli anni ha mostrato il suo vero volto di iniquità e ingiustizie mercantiliste.

Anche i francesi – che in realtà sono stati con i tedeschi i maggiori beneficiari dei vantaggi europei – lo hanno pienamente capito oggi. Ed ecco perché nelle strade di Parigi il “sovranismo psichico” di cui parla il Censis è diventato sovranismo di lotta e di protesta contro l’arroganza delle élite che governano la Francia.

La verità è che per dirla con Vico, siamo davanti ai corsi e ai ricorsi della Storia, e in questi corsi e ricorsi, le élite politiche e culturali continuano, imperterrite, a suonare una musica diversa da quella ballata dal popolo, che prima o poi si stancherà e cambierà orchestra.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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