Aquisgrana. Il Governo si svegli! E’ ora di cambiare la politica estera

Che intenzione ha il Governo, davanti all’accordo di Aquisgrana che sancisce la fine dell’Unione Europea (così come noi la conosciamo) e fa venire a galla i veri dominus politici che governano la sovrastruttura eurocratica? Qual è, in altre parole, l’azione che l’Italia intende intraprendere per neutralizzare i potenziali effetti nefasti di questo accordo sia a livello europeo e sia a livello internazionale?

La verità è che l’accordo di Aquisgrana è profondamente deleterio per il nostro paese. E lo è politicamente, perché lo marginalizza ancora di più nel panorama europeo e internazionale; e lo è anche da un punto di vista economico, poiché l’accordo tra Francia e Germania è un accordo volto a depredare gli altri paesi europei e in particolar modo l’Italia delle sue industrie e del controllo del sistema bancario. Inoltre è pericoloso, perché pone le basi per un’egemonia non solo economica ma anche militare sul continente, salvo naturalmente il consenso degli Stati Uniti, oggi certamente negato, ma in futuro chissà.

Gli inglesi lo avevano capito da un po’; la Brexit non arriva per caso. Ma noi? Che intenzioni abbiamo noi? Il Governo non sembra particolarmente preoccupato – almeno pubblicamente – per questo accordo, il cui scopo è in realtà duplice: il primo lo abbiamo visto; il secondo è fermare l’avanzata populista in Europa, blindando le future politiche europee a tutela degli interessi franco-tedeschi. Ecco perché credo sia necessario un cambio di passo fondamentale del nostro Governo nella direzione di una rimessa in discussione di alcuni ministeri chiave: e precisamente del ministero degli esteri e dell’economia, sostituendo Moavero e Tria con due profili molto più in sintonia con le istanze sovraniste e molto più vicini ai due partiti di maggioranza. In altre parole, due profili che risultino in forte discontinuità con la politica estera ed economica passata. Altrimenti non si esce da un sostanziale immobilismo (preludio del fallimento) al quale questo Governo sembra essere inchiodato, in un contesto nel quale le linee di politica estera ed economica sembrano ancora legate al vecchio andazzo eurofilo dei precedenti Governi.

Salvini e Di Maio hanno la giusta occasione per rimettere in discussione alcune scelte fatte a maggio e consolidare l’asse con gli Stati Uniti di Trump. Per farlo, però, non bastano le dichiarazioni roboanti anti-macron sui social. E’ necessario cambiare l’azione politica di questo Governo, dargli una forte sterzata in chiave sovranista e cambiare le carte in tavola! Diversamente, Aquisgrana ci scaricherà addosso un quintale di pastasciutta e l’asse franco-tedesco ce la mangerà in testa, distruggendo quel che resta della nostra sovranità e della nostra economia. Il vero o presunto “neocolonialismo” francese in Africa, rispetto a questa prospettiva, sembrerà pura democrazia.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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