Cara Greta, solo il sovranismo può salvare il pianeta

Il discorso di Greta Thumberg al vertice ONU sull’Ambiente è stato di straordinaria durezza. Ha trattato i “grandi del Mondo” come degli irresponsabili e li ha minacciati con accenti giacobini. Ha tracciato una frontiera di guerra, quasi di odio, tra le vecchie e le nuove generazioni. Ma soprattutto ha indicato un futuro di morte certa per l’Umanità.

Greta sta molto  antipatica alla gente di destra e viene indicata da tutti  i sovranisti come un’”arma di distrazione di massa” rispetto ai reali problemi creati dalla Globalizzazione. Come dare torto alla nostra gente? Vedere personaggi come Obama che si fanno fotografare insieme a lei, guardare come i media progressisti pompano le sue manifestazioni per strumentalizzarle contro le sovranità nazionali, fa veramente rivoltare lo stomaco.

Ma attenzione! Questo non può voler dire non accorgersi di quanto sia pericoloso lo sfruttamento e l’inquinamento ambientale provocato dal capitalismo globale. Difficile pensare che il cambiamento climatico sia una favola per scienziati, quando vediamo in ogni stagione aumentare i disastri climatici in tutto il mondo.

Il problema va rovesciato rispetto a come lo rappresentano Greta e chi la sponsorizza. Questi signori ci dicono che per salvare il Pianeta bisogna imporre delle regole ambientali a livello globale e da questo traggono l’ennesimo alibi per tentare di mettere sotto accusa le sovranità nazionali in Europa e in Occidente. Peccato però che alcuni dei principali inquinatori, come la Cina e molti paesi emergenti, se ne fregano di queste direttive e vanno in direzione diametralmente contraria. Risultato? Le regole “globali” vengono applicate soltanto dagli europei (Trump si è chiamato subito fuori) diventando un ennesimo vantaggio competitivo per le economie emergenti. Produrre osservando le regole energetiche ed ambientali costa molto di più. Risultato: le industrie europee chiudono e delocalizzano proprio in quei paesi dove le regole sono più labili. L’Ilva di Taranto in Cina sarebbe una specie di isola ecologica!

Quindi le tante invocate regole globali contro le emissioni, invece di migliorare la situazione, la peggiorano, premiando in senso competitivo i paesi più inquinanti e creando disoccupazione e recessione qui da noi.

E allora? Allora solo il sovranismo, e il conseguente protezionismo, ci può salvare. Imponiamoci tutte le regole giuste contro l’emissioni, contro l’utilizzo della plastica, per la produzione sostenibile dell’energia, ma insieme imponiamo dazi contro quelle economie che queste regole non le seguono. Combattiamo con i dazi sia il dumping ambientale che il dumping sociale, ovvero costruiamo delle barriere commerciali contro chi strutta l’ambiente e i lavoratori. Semplice no?

Eppure provate a fare questo discorso a Greta e ai suoi “gretini”, li vedrete immediatamente scappare lanciando anatemi contro l’oscurantismo sovranista, nemico della Santa Globalizzazione. Sarà un caso che alcune delle più potenti multinazionali e le personalità politiche più liberal sono i principali sponsor di Greta Thumberg?

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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