Carige, decreto del governo: ipotesi nazionalizzazione

Una via nuova per “salvare le banche”. E cioè trovare garanzie attraverso la nazionalizzazione. Aprendo, va da sé, con l’Unione Europea anche un dibattito su come far sì che non siano proprio le regole comunitarie ad esporre i risparmiatori ai rischi di tempeste finanziarie cicliche.

Il governo Conte ha insomma preso di petto la vicenda Carige, con un Consiglio dei ministri che ieri sera ha inaugurato davvero un nuovo corso in questo delicatissimo aspetto dell’economia. Palazzo Chigi ha illustrato così le sue scelte, in una nota ufficiale diffusa ieri sera: “Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Giovanni Tria, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti su Banca Carige S.p.a. – Cassa di risparmio di Genova e Imperia e a tutela della clientela e dei risparmiatori. Le misure previste nel decreto si pongono in linea di continuità con il provvedimento di amministrazione straordinaria recentemente adottato dalla Banca Centrale Europea. L’obiettivo è di consentire ai Commissari di assumere le iniziative utili a preservare la stabilità e la coerenza del governo della società, completare il rafforzamento patrimoniale dell’Istituto già avviato con l’intervento del Fondo Interbancario dei Depositi, proseguire nella riduzione dei crediti deteriorati e perseguire un’operazione di aggregazione. In tale ottica, le misure previste dal decreto forniscono ai Commissari un quadro operativo che consente di trarre pieno beneficio dalle opportunità gestionali offerte dall’amministrazione straordinaria. In particolare, viene prevista la possibilità per la banca di accedere a forme di sostegno pubblico della liquidità che consistono nella concessione da parte del Ministero dell’economia e delle finanze della garanzia dello Stato su passività di nuova emissione ovvero su finanziamenti erogati discrezionalmente dalla Banca d’Italia. In stretto raccordo con le istituzioni comunitarie, le garanzie previste saranno concesse nel pieno rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato. In considerazione degli esiti del recente esercizio di stress cui la banca è stata sottoposta, viene inoltre prevista la possibilità per l’Istituto di accedere – attraverso una richiesta specifica – a una ricapitalizzazione pubblica a scopo precauzionale, volta a preservare il rispetto di tutti gli indici di patrimonializzazione anche in scenari ipotetici di particolare severità e altamente improbabili (cosiddetti scenari avversi dello stress test)”.

Nei fatti, i risparmiatori sono così stati messi al riparo dal bail in, che tanti danni aveva fatto a Banca Marche, Carichieti, Carife, Etruria. Non così per gli azionisti: ma sono i rischi del “mercato”.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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