E le ministre israeliane sono liete di essere “fasciste”

Due donne, esponenti del Governo israeliano, decisamente controcorrente. La prima è stata Ayelet Shaked, ministro della Giustizia israeliana del Governo Netanyahu ed esponente del partito della “Nuova Destra”. Durante la recente campagna elettorale ha diffuso uno spot in cui si cosparge di un profumo chiamato “Fascism” dicendo che per lei “odora di democrazia”.

Poi è stata la Signora Miri Regev, Ministro della Cultura e dello Sport dello stesso Governo, a diffondere la sua foto con su scritto “Sono felice di essere una fascista!”.

Certo, si tratta di una reazione polemica e paradossale alla campagna progressista contro il Governo Benjamin Netanyahu, giudicato troppo spostato a destra. Lo stesso Netanyahu è stato spesso paragonato a Mussolini, per il suo nazionalismo ultra-identitario.

Ma il fatto che queste ministre, invece di fuggire spaventate di fronte a queste accuse, reagiscano in modo così sfrontato e provocatorio in piena campagna elettorale, dimostra una cosa importante. Che anche in Israele ci si sta stancando dell’uso strumentale e onnicomprensivo del termine “Fascismo”, utile solo per demonizzare chiunque infrange i dogmi dal “politicamente corretto”. Cosa ne dirà Emanuele Fiano?

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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