Elezioni politiche in Spagna, perché il successo dei sovranisti era un successo annunciato

E’ andata male a Pedro “elguapo” che ha provato a ri-convocare le elezioni politiche in Spagna con il suo governo in visibile difficoltà, puntando in maniera chiara a voler accrescere il consenso del suo partito e di quello degli alleati. Le cose non sono andate proprio come Sanchez auspicava, il PSOE perde un punto percentuale e tre seggi così, come perdono i partiti di centro sinistra suoi alleati ben lontani dal conseguire i 176 seggi necessari per una maggioranza stabile per governare. La vera novità di queste elezioni invece è costituita dalla straripante vittoria dei sovranisti di VOX, guidati da Santiago Abascal, che rispetto alle politiche di un anno fa passano dal 10 al 15% da 24 seggi a 52, terza forza politica in Spagna. Molti in Italia si stanno arrovellando per comprenderne i motivi, invocando lo spettro dell’ascesa del partito xenofobo e franchista e populista, in realtà per chi segue la politica interna spagnola il successo di VOX appare solo una conferma di quel che accade in Spagna da un più anno a questa parte.

Accade che il governo Sanchez e il centro sinistra spagnolo abbiano affrontato con troppa leggerezza e moderatismo la questione dell’indipendenza catalana, che negli ultimi mesi in Spagna è stata protagonista rispetto a tutti i temi economici e sociali, il tentativo di referendum, le tensioni separatiste in Catalogna hanno creato un vero caso politico culturale e costituzionale in Spagna e Sanchez e il centro sinistra hanno goduto spesso dell’appoggio, a volte determinante dei partiti della catalogna, questo ha comportato una visibile difficoltà nell’affrontare con durezza il problema, fino ad essere schiacciato e per certi versi sostituito dalla magistratura che con la condanna dei leader separatisti a 100 anni di carcere complessivi hanno di fatto contribuito ad acuire il problema sfociato con il recente assedio dell’aereoporto di Barcellona.

Il movimento sovranista VOX inizia a crescere al sud, tanto che già un anno fa fu determinante per sconfiggere il centro sinistra in Andalusia, regione a statuto speciale della Spagna che con i voti dei sovranisti per la prima volta dopo 36 anni hanno portato il centro destra al governo, hanno raccolto e declinato in maniera chiara e coerente quella visione di “unità nazionale” cara a tutti i patrioti spagnoli, manifestando in maniera netta e comprensibile a tutti gli elettori che l’unità della Spagna non solo è garantita dalla Costituzione ma è sacra perché afferma un’identità millenaria, lo ha fatto con azioni legali intraprese nelle sedi giudiziarie, lo ha detto nelle piazze e nelle manifestazioni, al punto che pur di approfittarsi di ipotetici revanscismi e di trarne profitto mediatico Sanchez trasforma in un dato politico da campagna elettorale la riesumazione e il trasferimento delle spoglie di Franco dalla Valle di Los Caidos, ma evidentemente l’azione è stata controproducente, Vox oggi è una realtà per la politica spagnola con la quale si dovrà fare i conti, una forza politica che di fatto ha prosciugato elettoralmente Ciudadanos di Albert Rivera e il suo atteggiamento ondivago, e mira a sostituire in chiave sovranista e identitaria la politica sbiadita e moderata di Pablo Casado, attuale leader di un Partito Popolare che ha smarrito sia la centralità di cui era capace Mariano Raioy sia la sua linea dura sui localismi e le tensioni sui separatismi.

Contrariamente a quanto afferma certa politologia di maniera sinistrorsa di matrice eurocratica, la vittoria di VOX, non si basa su un populismo agitato per contrastare la crisi sociale, oggi la Spagna cresce più di ogni altro paese del blocco mediterraneo, o su temi economici, lo spread è a 65 punti, ne sull’immigrazione di massa, problema che seppur esiste è stato completamente offuscato in campagna elettorale, ma si innesta su un bisogno, sulla voglia di un sogno, sull’idea di una nazione che per anni è stata punto di riferimento di mezzo mondo, e che invoca la sua unità, oggi minacciata non solo da pericoli interni, quel bisogno di unità e di certezza che oggi milioni di spagnoli esigono dalla classe politica, che di fronte al risorgere dei localismi spesso foraggiati anche da alcune elite europee rischiano di frammentare ed annientare l’idea di nazione e svuotarla di qualsivoglia connotato. Vox, rimette al centro dell’offerta politica il sogno e la visione della grande Spagna una e unita che non fa sconti a chi attenta alla costituzione e mina all’unità nazionale e all’identità di un popolo.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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