Eurexit e golpe francese (Gli investimenti di Savona e la Banca Pubblica)

Torna il vostro “oscuro portavoce del governo” (Ansa dixit), l’unico portavoce al mondo che non conosce un solo ministro in carica e non frequenta i palazzi romani, per decodificarvi gli eventi di politica nazionale e geopolitica a cui avete assistito in questo ultimo mese.

Come già anticipato qualche settimana fa, l’Italexit si è oramai evoluta in Eurexit e quanto accade nel vecchio continente ha strettissime correlazioni con eventi che si verificano nel nuovo continente.

Vi avevamo già detto della guerra in atto negli USA fra i Dem, capitanati dalla portavoce alla Camera Nancy Pelosi, e Trump.

Bene, questa è la medesima guerra in atto da questa parte dell’oceano.

In entrambi i continenti abbiamo personaggi che lottano come leoni per far sopravvivere un globalismo che oramai ha segnato il suo tempo, una sinistra fuori moda e fuori tempo, screditata agli occhi dei cittadini ed una destra rimasta la sola ad incarnare le esigenze delle comunità locali (gente che chiede solo di esser protetta dalla furia del neoliberismo sfrenato e della bancocrazia mondialista).

La follia che alberga nelle menti dei liberaldemocratici si comprende molto bene osservando i leader LIB-DEM Usa e UE, come ad esempio Nancy Pelosi, una che il giorno di San Valentino augura buon Thanksgiving Day agli americani tra lo stupore dei suoi più stretti collaboratori:

“thefederalistpapers.org: Nancy Pelosi senior moment think thanksgiving day in february”

Il più importante esponente Dem attuale, tolta la giovane Ocasio Cortez, mostra notevoli cedimenti del cervello legati all’età.

Ma anche di qua dell’oceano abbiamo brillanti esempi di menti offuscate, solo questa volta dalla medesima cecità che colpì gli ultimi oligarchi dell’ex Urss prima del crollo. Uno per tutti, Tusk, il Presidente del Consiglio Europeo, che augura l’inferno per i politici che hanno optato per la Brexit dura e pura:

“Il Giornale.it: Brexit scontro Londra/Ue, Tusk inferno chi l’ha voluta così”

Ovvio che personaggi del genere spingano la gente verso chi si discosta completamente dal loro modo di essere.

Ma cominciamo con l’unire i puntini per comprendere il corso degli eventi.

I primi 2 elementi su cui vorrei farvi riflettere sono:

  • La presentazione della prima card di gestione del reddito di cittadinanza;
  • Le parole del Presidente della Cassa Depositi e Prestiti.

Il 4 febbraio il Fatto Quotidiano riporta la seguente informazione:

“Reddito di cittadinanza, Di Maio presenta sito (per ora solo informativo) e prima card: Altro passo per smentire critiche”

In tale pezzo si richiama la stretta collaborazione con CDP:

La card “numero 1” – Contestualmente il ministro del Lavoro e vicepremier svela anche la carta sulla quale da aprile verrà corrisposta la somma. Una normale carta bancaria, del tutto simile ad una ricaricabile. Gialla, con i numeri a rilievo e il logo delle Poste. Sarà assegnata al titolare che richiederà il reddito di cittadinanza, ma non avrà sopra il nome e soprattutto si mimetizzerà con le altre normali carte di credito per rispetto della privacy” 

Andando oltre si prevede la stampa di 3 milioni di tessere.

Ora io vi voglio aggiungere un paio di perle.

Numero 1, la Zecca dello Stato ha a disposizione macchinari in grado di realizzare ben 8 milioni di tessere bancomat al mese (il che significa coprire in 3 mesi i dipendenti pubblici e i pensionati, ossia coloro che riceverebbero su bancomat salari e pensioni nelle nuove lire elettroniche). Una simile potenza di stampa consente di coprire il fabbisogno di bancomat, per l’intera popolazione attiva italiana, in 6 mesi.

TrustThePlan!

 

Numero 2, la trasformazione di CDP nella Banca Pubblica:

“Il rilancio di Cassa depositi e Prestiti: spinta da 200 miliardi sulla crescita.

L’amministratore delegato Palermo: un piano per l’Italia. Guzzetti: prudente gestione del risparmio postale. Il ministro Tria: l’obiettivo è riportare la quota di investimenti pubblici al 3% del Pil” (Corriere della Sera, 5 novembre 2018)

Ed ancora:

“L’Ad Palermo: In 3 anni Cdp diventerà partner strategico di 60mila Pmi” (Sole 24 Ore 13 febbraio 2019).

In esso si legge:

“…andremo di più dove le imprese vivono, producono, vendono……è organizzata così la francese Caisse de dépots, attraverso la Banque publique d’investissement e la Banque des territoires”

Insomma, si stanno gettando le basi per il famoso Piano Savona di rilancio del paese per mezzo degli investimenti e per la concretizzazione del progetto previsto nel contratto gialloverde di creazione di una nuova di Banca Pubblica, una nuova Banca Centrale.

Con riferimento al Piano degli Investimenti, il 23 gennaio 2019 Savona viene invitato da Confindustria Energia ad un evento nel corso del quale le società di settore rendono partecipe il ministro del loro piano di sviluppo 2019-2030. 11 anni di lavori di manutenzione del vecchio (impianti esistenti) e realizzazione del nuovo (nuove infrastrutture) per un valore di 96 miliardi di euro capaci di avere ricadute sul territorio per 305 miliardi.

Questi investimenti, volti a svecchiare il settore energetico italiano, a spostarlo verso un’economia a basse emissioni, è di circa 8 miliardi di euro l’anno. Ad essa possiamo aggiungere gli extra-investimenti programmati da Cassa Depositi e Prestiti (15 miliardi nel solo 2019) e vediamo che la crescita potrà sicuramente farsi sentire e anche pesantemente nella seconda metà del 2019. Chiaro che servono però un adeguato clima politico e un quadro di certezza di tenuta del governo. A ciò non giovano le vicissitudini catanesi di Salvini e Di Maio.

Per concludere, terminato il suo lavoro (quale Ministro di rottura dei rapporti Italia-Ue), Savona viene oggi premiato con la promozione alla Consob:

“Savona alla Consob, ok da cdm” (Adnkronos del 5 febbraio 2019).

Ora la saga a questi dedicata si evolve in Saga Gialloverde.

In una fase iniziale delle attività di governo, i 2 ragazzi avevano bisogno dell’autorevolezza di un personaggio importante come Savona. Oggi, acquisita sicurezza e fiducia nei propri mezzi, verificata la bontà degli amministratori schierati nei vari ministeri e la tenuta a fronte dei temuti bollenti mercati, i due giovanotti sono perfettamente in grado di andare avanti da soli. E a quanto pare lo stanno facendo egregiamente.

Di Maio gli scorsi giorni è andato a trovare uno dei capi dei Gilet Gialli, Calenchon, bypassando l’Eliseo. Come segnala Agi.it, Calenchon ha affermato che con tale mossa:

“Di Maio straordinario, ha fatto tremare Macron”

Immediatamente, il Presidente francese, uno il cui nuovo motto dovrebbe essere:

“Génération mutiléè par Macron”,

uno che dovrebbe esser processato per crimini contro l’umanità (visto come tratta i propri cittadini), ha richiamato in patria l’ambasciatore.

Quelli del PD sono andati su tutte le furie, non a caso tra le loro fila è pieno di decorati con la Legion d’Honneure, ma dopo qualche giorno in cui nessuno in Italia si è minimamente interessato di tale fatto, Macron ha chiamato il Presidente Mattarella per pregarlo di riprendersi l’Ambasciatore, al quale evidentemente mancavano tantissimo i nostri fascistissimi bidet.

Scrive Clairemont Ferrand, autore su Silenzi e Falsità:

“Macron va in ginocchio da Mattarella: l’Italia è rispettata in Europa……è andato in ginocchio dal Presidente Mattarella ad implorare di riprendere i contatti”

Non è da meno Matteo Salvini che il 13 febbraio a Montecitorio afferma: (fonte AdnKronos) – “L’ambasciatore francese tornerà prima o poi, tornerà. Lo aspettiamo, a braccia aperte”, oppure quando risponde a Verhofstadt, colpevole di aver dato del burattino a Conte:

“Euroburocrati preparate gli scatoloni”.

Insomma direi che i due giovanotti sanno farsi rispettare e sono oramai maturi per spiccare il volo.

E’ chiaro che la vita dei due baldanzosi gialloverdi non sarà facile, a breve sarà pubblicato un durissimo Country Report dove il richiamo all’austerity sarà all’ordine del giorno. Secondo il Macroeconomista Calus Vistesen il crollo della crescita richiederà una nuova manovra finanziaria, probabilmente, secondo Munchau partirà una nuova richiesta di un altro giro di misure pro-cicliche che determineranno ancora più recessione. Con questo desolante quadro salirà di livello lo scontro delle forze di opposizione del paese:

  • Partito dei Francesi;
  • Partito delle Banche.

Chiaro l’intento di ribaltare il risultato delle elezioni per far tornare al potere i servi dei francesi e rimanere attaccati alla fallimentare Piccola Europa (il cui cuore è rappresentato dal nuovo Parlamento Franco-Tedesco).

Non a caso Martina (PD), nonostante le continue sberle, afferma ancora:

“l’unica sovranità possibile è quella europea” dichiarazione che disconosce l’art. 1 della costituzione.

Da qui l’idea di un Golpe francese.
In questo senso possono essere inquadrate le parole di Jacques Attali riportate da Il Giornale l’11 febbraio 2019:
“L’attacco di Attali: “L’unica soluzione è un nuovo governo in Italia”
Così come quelle di Giampaolo Pansa pronunciate a Piazzapulita (La7):
“L’unica alternativa a questo governo è un governo di tecnici sostenuto dai militari”.
In pratica un governo dal programma manganellate e flashball, esattamente come fa il governo Macron coi francesi.

Non sono nuovi i Liberal-Democratici a queste uscite, pensate che proprio oggi (ieri per chi legge) l’FBI conferma di aver pianificato la destituzione di Trump subito dopo il licenziamento di Comey:

“USA: McCabe (ex capo ad interim dell’FBI), ipotizzammo rimozione Trump con venticinquesimo emendamento”

Purtroppo per il Partito dei Francesi, Macron non ha chance alcuna di sopravvivere essendo bloccato dal debito pubblico francese, come evidenzia Pierre Jovanovic sul suo sito “Moutons Rebelles”, Macron potrà solo continuare massacrando i suoi cittadini i quali continueranno a ribellarsi poiché lo psicopatico non ha altra strada che:

“svuotare le tasche dei francesi”.

Continuare ad appoggiare Macron (un sociopatico che riesce persino a far dimenticare gli orrori di Pinochet) è un grandissimo errore, chi considera la Francia un paese amico ed alleato commette un gravissimo errore. La Francia è un paese colonialista e ama avere solo servi sciocchi, dei veri vassalli. Chiunque agisca fuori dal suo controllo fa andare su tutte le furie la sua élite e diventa oggetto di ritorsioni politiche di non poco conto.

Non a caso, onde isolare i gialloverdi, Macron (con la Merkel) pianificò l’adesione alla Frankrukkia della Spagna. Peccato però che, proprio mentre ciò accadeva, gli iberici facevano cadere il governo, spianando probabilmente la strada alla destra anti-immigrazionista di Vox.

Su Gli Occhi della Guerra si legge:

“Il fronte anti-Italia si dissolve. Macron e Merkel perdono la Spagna”.

Ma di queste cose nei telegiornali non ne sentirete mai parlare.

Purtroppo, quelle che sono all’opera nei 2 continenti sono forze del male, forze che per espandersi e dilagare, diffondono una nuova concezione dell’umanità, dell’uomo, individualista e tendente all’Homo Deus. Essi hanno al loro servizio i media e le aziende di produzione di spettacoli cinematografici, televisivi e musicali e con essi corrompono le menti con messaggi subliminali sempre più evidenti. Il caso San Remo è da manuale, Virginia Raffaele sdogana più volte la parola Satana dal palco del festival come si trattasse di una cosa normale. Il caso vuole che un esorcista si appresti a segnalare il problema e che Matteo Salvini colga la palla al balzo per lanciare (per la prima volta) un messaggio che in America è oramai all’ordine del giorno: “Capisco e condivido le preoccupazioni espresse da Don Aldo Bonaiuto. Non bisogna sottovalutare il problema delle sette sataniche……”

E’ il segnale che anche in Italia, come in USA, parte una ben determinata battaglia. Sono i primi segnali di un certo schieramento del governo Conte con Trump e il popolo americano, entrambi non più intenzionati a tollerare questi Globalisti. In pratica Matteo Salvini ha fatto capire che sa tutto di quanto covi sotto la cenere, piano piano egli porterà tutti quanti a scoprire quanto è profonda la tana del Bianconiglio. Anche il nostro governo adesso punta inesorabilmente a drenare la palude. Salvini ancora una volta si è dimostrato consapevole e determinato a mettere in risalto i temi che tutti, piano piano, dovranno conoscere.

Per quanto concerne il Partito delle Banche, dobbiamo sempre tenere bene a mente il pericolo di una BCE in mano ai globalisti, leggi Black-Rock e altre grandi banche private, essa può in ogni momento mettere in difficoltà stati e cittadini. Tale Banca Centrale, secondo i Piani di Trump e Bannon, va scalata e riportata sotto il controllo della politica.

Secondo i cittadini americani che hanno sposato questo piano, come ad esempio l’insignificante Elisabeth Warren (che seguo su twitter), la globalizzazione schiavizza gli esseri umani. Secondo la sua sensazione, una volta con un solo reddito (anche minimo) una famiglia di 3 persone viveva bene, oggi con un reddito minimo (anche se a tempo pieno), una madre con un bimbo non potrà mai uscire dalla povertà.

Sempre un anonimo cittadino USA, tal Travis Dixon, chiede che Trump prenda il controllo della FED (#AuditTheFed) in quanto le banche centrali private distruggono le nazioni.

Il dramma?

Quando la Banca Centrale fissa bassa inflazione i contratti di lavoro devono adeguarsi all’ottenimento di questo obiettivo (piegandosi verso il basso). Invece per Travis l’inflazione renderebbe la vita molto più sostenibile.

Insomma, dovunque nel mondo occidentale i cittadini hanno capito che è necessario abbattere il sistema e riportare Fed e Bce sotto il controllo della Politica (populista).

Che il problema sia mondiale è certificato anche dal fatto che Steve Bannon su Il Fatto Quotidiano afferma:

“Anche i Gilet Gialli possono far parte di The Movement”.

Ogni paese del mondo occidentale ha oggi lo stesso cancro: l’indipendenza della Banca Centrale!

E non pensiate che il problema non riguardi anche questo governo. Un articolo uscito in America, su Zerohedge, riporta il seguente articolo:

“Salvini calls for elimination of Italy’s Central Bank and prison time for fraudsters”.

Trump, Bannon, Salvini e Conte sanno benissimo di che pasta è fatto il loro nemico, di cosa siano capaci i globalisti. Essi possiedono la Fed, si stampano il denaro, si finanziano le guerre a spese dei cittadini americani e a tutto vantaggio delle aziende di mercenari e dell’apparato industriale di cui sono i principali azionisti.

Anche di recente Trump ha smascherato i banksters Neocon e il loro modo di agire. Il caso è quello del Venezuela e delle minacce d’impiego forze militari per rovesciare il governo chavista. A protezione di Maduro, Cina e Russia hanno spedito armi e milizie,

“ARMI E GRANO DALLA RUSSIA IN AIUTO DEL VENEZUELA” (da Politicamente scorretto del 28 gennaio 2019)-

I Neocon Usa volevano affossare con un colpo di Stato Maduro, Trump, consapevole che dietro Maduro vi erano e vi sono Cina e Russia, ha prima mostrato al mondo la faccia del falco che ambiva a portare a termine l’operazione pianificata da Obama, John Bolton, e poi lo ha scaricato. Su Il Faro di Roma nel pezzo:

“Venezuela. I falchi Usa preparano l’opzione militare (di G. Colotti)”

si riporta:

“Dice che John Bolton, assessore per la sicurezza di Trump, ha avuto l’incarico di incendiare di violenza il Venezuela, uccidere Maduro e provocare un intervento militare per formare un governo di transizione”.

Trump ha lasciato che Bolton mostrasse al mondo la crudeltà dei Neocon quindi ha lasciato cadere nel nulla la cosa, Syria Style. Donald ha smascherato il residuo Neocon ancora da drenare.

La paura di esser licenziati (Neocon) o sottoposti al controllo e comando del Tesoro Usa (Fed) ha portato ad un secondo tentativo di colpo di stato, dopo quello dell’FBI, questa volta di tipo finanziario.

La Fed sta tentando con ogni mezzo possibile di far cadere Trump spedendo in recessione gli USA solo che oramai i cittadini hanno capito che è essa a fare da freno all’occupazione e all’inflazione. Cosa analoga avviene in Europa con la Bce. Se essa è dalla tua parte l’economia sopravvive, se la Bce decide di rovinare una nazione la piega facilmente.

Vi ricordo che a Gennaio la Bce è stata determinante per le ottime performance dei Bond Italiani. Una BCE attiva sul mercato aiuta il governo italiano, se invece si ritira dal mercato, lo spread sale.

E quando lo spread sale escono fuori i nemici del governo, quelli sopra indicati, come ad esempio Carlo Cottarelli. Non appena lo spread è salito anche solo di 40 punti, il pensionato d’oro se ne esce con tweet del tipo:

“il più alto aumento in una settimana negli ultimi 4 mesi. Si ricomincia. Non si può andare avanti così”

Come se il bel tomo non sapesse che tutto dipende dalla Bce.

Pensate che secondo il Giornale delle PMI del 26 novembre 2019:

“Banche: Unimpresa, prestiti alle aziende crollati di 36 miliardi negli ultimi 12 mesi”.

Ciò significa che in previsione del QE della BCE le banche hanno chiuso i rubinetti alle imprese italiane con 9 mesi di anticipo spedendo l’economia in recessione.

La genesi della recessione italiana va dunque ricercata nel ritmo di creazione di moneta da parte della BCE. In una unione mercantile come la UE, servono molti miliardi l’anno in riserve bancarie (a costo zero) affinché si smuovano gli investimenti e i consumi interni, sì da alimentare la domanda aggregata e sostenere l’economia. Se la Banca Centrale chiude i rubinetti, l’economia di tutti i paesi UE va in recessione.

Come vedete, per sostenere il Golpe e riportare al potere il Partito dei Francesi, il Partito delle Banche si è dato e si sta dando molto da fare!

Ma torniamo agli USA, le mosse di Powell stanno rallentando l’economia USA, si parla di far scendere la crescita molto sotto il 3%. Ma i cittadini americani hanno capito che tutto è esclusivamente volontà della Fed e i passi di dicembre di Powell si stanno ritorcendo contro l’istituzione che egli guida.

I mercati a gennaio hanno cominciato ad andare male (le borse) e la Fed è dovuta tornare sui suoi passi. Aveva promesso altri aumenti dei tassi nel 2019 ed invece alla fine si è arresa. Non li farà più. Durante l’ultimo incontro Powell-Trump il governatore deve aver capito che Trump e i Rep non aspettano altro che la Fed compia un errore per sottoporla ad audit politico (prima volta da quando cento anni or sono essa nacque) e metterla al servizio del Tesoro Usa.

Secondo voi, come si evolveranno le cose nel nostro continente con la BCE dopo le elezioni, in particolar modo se dovessero vincere i populisti?

Ora spero vi sia chiaro che prima di passare all’Eurexit va drenata la palude (del mondo) da questi globalisti affinché non gli si lasci in mano nessuna leva di comando che consenta loro di riorganizzarsi e ripartire all’attacco.

TrustThePlan and Eurexit.

Ad maiora.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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