Gilet Gialli e nuovo Sacro Romano Impero

Aquisgrana, Franchi e Germani, in chiave moderna, firmano un trattato che unisce le due sponde del Reno in materia di politica, sia interna all’UE che estera, tecniche e spese militari nonché getta le basi giuridiche per una costituzione di nuova gendarmeria da usarsi in seno all’Unione Europea.

Più nel dettaglio, il trattato franco-tedesco, è una vera e propria alleanza al fine di creare una potenza egemonica in seno all’Unione Europea, nonché una vera e propria minaccia della democrazia e la stabilità degli altri Paesi membri, in primis l’Italia.

Tra i punti del patto di Aquisgrana, Macron e Merkel si parla della costituzione di un Consiglio franco-tedesco di difesa e sicurezza comune, di un Consiglio dei ministri franco-tedesco, di partecipazione su base regolare di membri del governo francese o tedesco ai Consigli dei ministri dell’altro Stato; arriviamo poi all’articolo 6 del patto e qui si parla di “unità comuni per operazioni di stabilizzazione in paesi terzi”: cosa vuol dire? I casi sono due: o sono solo chiacchiere oppure si tratta di aver gettato le basi giuridiche per la costituzione di una sorta di polizia comune sovranazionale o comunque franco-tedesca in grado di proiettarsi su teatri di disordine pubblico nei vari Stati europei -Francia in primis- dove sabato il popolo francese è pronto a scendere per l’undicesima volta in piazza contro il presidente Macron.

A tal proposito abbiamo intervistato un membro del movimento dei “Gilet Gialli” francesi: Yvan Yonnet, che ha “rappresentato” i neo-rivoluzionari francesi in un incontro col mondo della stampa italiana avvenuto a Roma alcuni giorni fa.

D.:  Dieci week end di protesta, l’undicesimo è in arrivo: quali sono gli obiettivi che il movimento dei “Gilet Gialli”?

R.: Il Movimento dei “Gilet Gialli” ha due obiettivi: un aspetto democratico, ossia, una revisione della democrazia francese che non è soddisfacente, la necessità di trovare una maggioranza a partire dall’istituzione di una nuova Costituente e poi c’è un obiettivo sociale e sovrano: eliminare la povertà.

D.: “La France en marche” “La Repubblique en marche” due nomi leggermente diversi per una contiguità comune di intenti?  E se sì, siete voi i nuovi partigiani?

R.: “La Franche en marche” e “La Repubblique en marche” sono due slogan. Sarebbe necessario uno sviluppo intellettuale su questi due movimenti. Non c’è molto da ricordare da queste due espressioni. Siamo partigiani con questo movimento,?…… questi sono termini usati da Macron più o meno sotto mentite spoglie e non vogliamo più sentire parlare di Macron.

D.: La sinistra italiana ed europea ama Macron, ma è noto che oggi il nazismo è ben gestito dall’antifascismo: cosa dice a chi sostiene che siete violenti e provocatori pagati da potenze straniere?

R.: La sinistra italiana non sembra gradire Macron, soprattutto considerata la posizione di Di Maio a favore dei “Gilet Gialli” e considerato che l’M5S rappresenta la sinistra italiana….., la definizione destra/sinistra è ancora molto azzardata.

Per quanto riguarda la violenza, abbiamo visto un’altra presentazione molto chiara questo fine settimana a Bordeaux con un dimostrante che è stato colpito alle spalle da un flashball, ed ora in coma, e possiamo parlare di vera violenza con  6 milioni di disoccupati, 9 milioni di poveri. Questa è la vera violenza che viene generata da Macron, ecco perché siamo in strada a manifestare.

Per quanto riguarda il nostro finanziamento da parte di potenze straniere, è semplice controllare ed il mio conto in banca non trabocca.

D.: Come giudica, in generale, l’Unione Europea?

R.: Per quanto riguarda l’Unione europea, se non si abbandona questo sistema e questa moneta, è un’illusione pensare di sradicare la povertà: questa Unione Europea condanna i popoli all’austerità perpetua.

Tipo simpatico il Yvan, preparato politicamente ed è stato un piacere disquisire anche per un attimo della storia della Rivoluzione del 1789 ma la cosa che mi ha rallegrato è il fatto che il Partito Democratico, in Francia, venga percepito non come un partito di sinistra bensì che sta dall’altra parte, ossia contro il popolo e contro la democrazia. Effettivamente un partito che abbraccia gli ideali di un movimento politico che usa lo stesso slogan della Francia di Vichy, certo non è un partito di sinistra. PD en marche vers…Agli elettori l’ardua sentenza, e destinazione.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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