Il suicidio costituzionale

Alla fine la Corte Costituzionale ha varcato le colonne d’Ercole: sostituendosi al legislatore, ha deciso di aprire la porta all’eutanasia e al suicidio assistito. E ovviamente ha pensato bene di mettere al centro di ogni decisione altri magistrati: i giudici che dovranno stabilire caso per caso la sussistenza delle condizioni di non punibilità per chi “aiuta” gli altri a morire.

Il Centro Studi Livatino, da sempre in prima linea sulle questioni giustizia che investono i valori non negoziabili, ha parlato senza mezzi termini di “Confusione, incoerenza e arbitro nella decisione della Consulta”. Anche la CEI per una volta non ha parlato di immigrati, esprimendo “sconcerto e distanza da quanto comunicato dalla Corte Costituzionale”.  “La preoccupazione maggiore – scrivono i Vescovi italiani – è relativa soprattutto alla spinta culturale implicita che può derivarne per i soggetti sofferenti a ritenere che chiedere di porre fine alla propria esistenza sia una scelta di dignità.”

Gioisce il radicale Marco Cappato, accompagnato dalla figura drammatica di Valeria Imbrogno, fidanzata di dj Fabo, che registra una significativa vittoria nella sua allucinante battaglia.

Ora tutte le coscienze che hanno veramente a cuore il diritto alla vita devono sollecitare il Parlamento a fare una legge che escluda la non punibilità del suicidio assistito, prevedendo nei casi limite una ipotesi attenuata di reato per i familiari che cedono di fronte alle sofferenze del malato. Altrimenti la prospettiva è quella descritta da Alfredo Mantovano: “Il film lo si vede già nelle nazioni dove il suicidio assistito è legalizzato, ossia Olanda, Belgio e Lussemburgo. L’Italia ora è il quarto Paese su 28 membri della Ue che, in virtù di questa sentenza, dichiara non punibile il suicidio. In Olanda le cause di morte per eutanasia sono al 4,4% e si uccidono anche i bambini. Si parte con l’autodeterminazione e si arriva con le “esigenze di bilancio”. Chi non è in linea con gli standard, perché costa molto al servizio sanitario nazionale, viene eliminato».

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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