Immigrazione: il grido d’allarme dell’Ammiraglio

È un ammiraglio della nostra Marina militare, Nicola De Felice, fino a un anno fa responsabile territoriale e logistico della Marina Militare in Sicilia, a lanciare l’ultimo grido d’allarme sulla svolta politica del governo Conte sull’immigrazione.

“Le linee programmatiche del governo Conte-bis e le avventate affermazioni della Cei – ha scritto l’Ammiraglio De Felice su Il Tempo – fanno capire come il problema dell’immigrazione clandestina stia di nuovo per essere affrontato in maniera ipocrita e superficiale. Aprendo indiscriminatamente i porti non potremo che aspettarci gravi ed insanabili conseguenze sociali e collettive per l’intera comunità cristiana. I mercanti di esseri umani in Libia, nelle regioni subsahariane e nel Corno d’Africa stanno già raccogliendo massicce adesioni di questi «naufraghi a pagamento», aumentando insperatamente il prezzo per il trasbordo in Italia, unico scalo europeo in ossequio alla direttiva franco-tedesca.”

Ma l’ammiraglio non risparmia critiche neanche alle gerarchie ecclesiastiche: “Questo atteggiamento fa sì che tra i fedeli cristiani si ingeneri una grande confusione tra l’applicazione del diritto umanitario del sacrosanto soccorso in mare e l’altrettanto sacro ed indissolubile dovere dello Stato di far rispettare l’ordinamento giuridico internazionale e l’ordine pubblico nelle acque territoriali.” E conclude con un appello alla competenza e al realismo: “In mare tutti indistintamente devono rispettare le leggi concordate tra le parti se si vogliono evitare morti e disastri. Lasciamo dunque che del problema se ne occupi chi sa andare per mare, per buona pace delle omelie della domenica, dei dorati corridoi ginevrini dell’Unhcr o delle commedianti dichiarazioni del Presidente del parlamento europeo.”

Quindi, la chiusura dei porti e il blocco navale non sono follie irrealizzabili frutto della fantasia di demagoghi e razzisti. Parola di Ammiraglio, di uno che sa cosa vuol dire andare per mare.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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