La grande vittoria nella piccola Umbria

Ha tremato un attimo la voce di Enrico Mentana, quando ieri notte ha esclamato “dobbiamo constatare che i sovranisti sono al 49,5%”. Alla fine saranno un poco meno i voti della Lega sommati a quelli di Fratelli d’Italia, ma il dato c’è tutto. L’Umbria – la piccola Umbria che secondo Conte valeva meno della “provincia di Lecce” – non solo ha azzerato un potere di sinistra che durava da mezzo secolo, non solo ha ridotto al lumicino i 5 Stelle, ma ha incoronato il Polo sovranista, lasciando a Forza Italia e alle Liste civiche solo le briciole di questa vittoria.

È incredibile con quanta superficialità e distrazione il fronte governativo si è infilato sotto questa mannaia, senza neppure tentare qualche distinguo. Giuseppe Conte non è riuscito a resistere al suo narcisismo ed è comparso in Umbria, mettendosi perfino a palleggiare a casa dello stilista Brunello Cucinelli. Forse si era veramente convinto di poter fare la differenza. Il PD e l’M5S hanno pensato che mettendosi insieme sarebbero riusciti a parare il colpo, dopo essersi massacrati fino alla fine in quella regione. Hanno inventato l’ennesimo candidato civico, lo sbiadito Vincenzo Bianconi, che non ha attratto nessuno e che è servito solo a demotivare gli ultimi attivisti di partito.

Adesso l’ultima frontiera dei grandi giornalisti di sistema – quelli che questa estate avevano dato per morto Salvini e che di recente hanno preteso di confinare la Meloni a piccolo fenomeno di borgata – è quella di attribuire la vittoria del centrodestra alle virtù moderate e civiche di Donatella Tesei. Virtù senz’altro significative, ma poco influenti sul risultato finale. Basta guardare le modeste percentuali della lista civica della Tesei e di Forza Italia, per capire che gli umbri innanzitutto hanno voluto votare sovranista.

È il segnale, il piccolo grande segnale che la valanga sovranista ha ricominciato a scendere implacabile sui vecchi poteri della nostra Repubblica. I difensori dello status quo non si rendono conto di quanto sono lontani dal sentire popolare, di quanto il loro demonizzare i temi sovranisti – dalla critica all’Europa alla chiusura all’immigrazione – sia soltanto un boomerang che amplifica e rende ancora più dirompenti questi problemi. Mattarella, che ha voluto pervicacemente questo ridicolo Governo Conte bis, la gerarchia ecclesiastica, anche in questa occasione schierata decisamente contro i partiti sovranisti, la cultura dominante, che continua a inseguire utopie tramontate in ogni parte del mondo, il mondo confindustriale e finanziario, che non seduce più nessuno, devono riflettere.

Forse sarebbe meglio anche per loro, porre fine a questa buffonata e permettere al popolo italiano di votare subito.

Pubblicità

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Per maggiori info, leggi la nostra Cookie Policy e la nostra Privacy Policy.

Chiudi