L’EUREXIT accelera nonostante l’italian troika [Tria, Conte e il suo partito istituzionale]

“….Ma a breve tutto cambierà!——Tutto ciò che è imperfetto è mutevole e si trasforma, anche la UE muterà, ed in modo sostanziale”.

Così iniziava uno dei nostri precedenti aggiornamenti dal fronte di guerra gialloverdi-Eurousurai. Oggi, ad elezioni europee avvenute, è tempo di aggiornare il nostro bollettino poiché tante sono le novità intervenute dal nostro ultimo appuntamento.

Ieri mattina su Omnibus La7 il sociologo Aldo Giannuli affermava:

“esiste oggi un team di tecnici, fedeli alla UE e ai conti in ordine, arroccati intorno al Colle, poi esistono i due vicepremier”

Se ne sono accorti tutti oramai che Conte corre una gara tutta sua, una gara che, a dire della Stampa, secondo i sondaggi di Antonio Noto vale un 12% di voti (sottratto a PD e M5S), quello che la Stampa chiama il:

“Partito Istituzionale”.

Non è un caso che, nel corso della visita del Premier in oriente (Vietnam) egli sia stato scorto dialogare amabilmente con Enrico Letta che, dopo tale colloquio, lo ha endorsato descrivendolo come:

“intento nello sforzo di garantire la stabilità italiana dei conti nel quadro europeo e lo spirito di contenimento rispetto a Salvini”

Piace la sua linea morbida sull’Europa e sono apprezzati i suoi toni bassi.

D’altronde che egli fosse un pavido e non esattamente quello che servirebbe al nostra paese proprio ora si era capito dal messaggio a reti unificate di lunedì scorso e dalle successive dichiarazioni sui quotidiani:

“Conte non vuole essere il primo premier Italiano a subire una procedura di infrazione”

Gli italiani si sono accorti del fatto che anche Tria abbia tradito il popolo Italiano, remando giacobinamente contro il paese, a favore della rocca (Partito Istituzionale):

“Minibot della Lega, la bocciatura di Tria”

Riporta il Fatto Quotidiano.

“Al debito non servono, se sono moneta sono vietati”

Frase rubata al grande Draghi, neanche fosse il suo personale pappagallo, e che certifica il suo tradimento. Un uomo piccolo piccolo, inutile al popolo, privo di spina dorsale e servile con i mercati.

Il Quirinale ha infiltrato il suo partito nel Governo.

Ma la guerra oramai è iniziata, la UE è sulla strada del disfacimento e i miniBot andranno avanti. Secondo l’agenzia Market News International il Tesoro, nonostante abbia negato, starebbe lavorando ai miniBot per abbattere il debito pubblico. La versione finale dei medesimi sarà in arrivo a Settembre 2019. Oltre ai miniBot pare che il tesoro stia predisponendo anche Voucher e Coupons.

Vi è poi sempre viva l’alternativa della moneta elettronica.

Il 19 aprile scorso Repubblica riporta la notizia dell’avvio nella distribuzione delle tessere bancomat per gestire il Reddito di Cittadinanza:

“Card per il RDC, consegnate le prime tessere ai beneficiari”

Sono già partite le prime 500.000 tessere.

Vi rammento che CDP, nel progetto gialloverde, rappresenterà la nuova Banca d’Italia nonché l’intero sistema bancario con il quale il Pubblico lavorerà.

Secondo, e non meno importante, punto è l’approvazione del Parlamento dei MiniBot.

Il 5 giugno 2019 lo Studio Cataldi pubblica:

“Approvati i miniBot: vantaggi e svantaggi”

nel quale riporta che essi consentirebbero alle PA di pagare i propri debiti con le imprese private. Essi potrebbero addirittura aiutare ad azzerare il deficit e a far abbattere il debito pubblico.

Contro di essi si sono scatenati esperti e politici, come ad es.:

“Minibot, Roventini: Una follia, sarebbe un disastro per l’Italia” (ADN Kronos, 08/06/2019).

Roventini! Neanche parlassimo di Keynes!

Chi come me era bambino nel 1975 rammenta la comparsa dei primi miniassegni dell’Istituto Bancario San Paolo, seguito poi da moltissime altre banche, in tagli da 50, 100, 150, 200, 250, 300 e 350 lire.

Tutti li accettavano ed erano considerati come moneta, esattamente come si faceva con i gettoni del telefono:

ma quello che più importa è che essi siano effettivamente la principale arma di difesa dallo spread in caso di attacco da parte di Bundesbank e Bce.

Non è un caso che sul Die Welt abbiano scritto:

“la diffusione di questi titoli di piccolo taglio, il cui valore sarebbe garantito dalla possibilità di usarli per pagare le tasse, porrebbe di fatto le basi per l’adozione di una nuova moneta nel Bel Paese” (da La valuta parallela dell’Italia è esplosiva per la zona euro – Voci dall’Estero del 7 giugno 2019).

L’articolo continua affermando:

“l’Italia negozierebbe da posizione di forza con la UE …..decidendo anche di andarsene”.

Insomma la guerra sta volgendo alla fine e forse la rivolta di Conte e Tria contro Salvini (ma anche contro Di Maio) serve proprio a depotenziare le armi in nostro possesso per trattare con la Troika Europea.

In pratica, abbiamo una quinta colonna europea in casa. Una vera e propria Italian Troika”

Attenzione, di questo se ne sono accorti anche oltre oceano, non è un caso che su Zerohedge ieri sia uscito il seguente articolo:

“Salvini faces Italian Troika protecting EU”

Nel quale si riportano le seguenti frasi:

“Prime Minister G. Conte and Economy Minister G. Tria are in open revolt against the coalition leaders over the upcoming budget fight with the EU”

Ormai Conte dopo l’ultima sparata televisiva (a reti unificate) ha gettato la maschera: è una vera e propria quinta colonna della Merkel in Italia.

Ma oramai la guerra di liberazione del paese è divenuta il nuovo D-Day (Sbarco in Normandia), non a caso Q è stato avvistato per la prima volta ad un comizio di Salvini:

 

E sempre Salvini sta cercando di sottrarre a Conte i rapporti con la UE:

“Paolo Savona, altre ombre su Conte: Perché proprio adesso? Teoria devastanbte su Salvini, Di Maio e rimpasto” (Libero 09/06/2019).

In esso si legge “suona strana a Palazzo Chigi la fretta con la quale Matteo Salvini chiede a Conte di nominare ora il ministro alle Politiche UE, poltrona vacante dalla nomina di Savona alla Consob lo scorso Marzo”-

Conte si è rivelato, si è venduto al nemico e il suo compito oggi è compromettere la Politica Economica dei Gialloverdi per depotenziarne la crescita del bacino di voti durante le elezioni. Salvini ha capito che Conte lavora per la Merkel e per il Colle.

Ma Salvini e Di Maio non sono soli in questa guerra, la battaglia è su scala planetaria e le forze in gioco sono davvero tante.

L’orizzonte si allarga se osserviamo lo Spygate Occhionero denominato, la bomba per il complotto contro il Presidente Trump:

“Operation Charlemagne, The Silent Ones, and EyePyramid. Italy’s role in framing Trump” (su Neonrevolt.com).

Il 10 gennaio 2017 La Stampa riporta la seguente notizia:

“Operazione EyePyramid: la polizia di Stato individua una centrale di cyberspionaggio in danno di Istituzioni e Pubbliche Amministrazioni, Politici ed Imprenditori. Arrestati un ingegnere nucleare e sua sorella”

L’idea di base è che essi avrebbero spiato Renzi e Draghi:

“Cyberspionaggio: come funzionava EyePyramid, usato per spiare Renzi e Draghi”

Invece, come riporta il sito di Blondet, forse è Renzi che aiutò Obama e Clinton contro Trump:

“Renzi aiutò Obama contro Trump nel Russiagate” (www.maurizioblondet.it).

Pare che membri dell’Intelligence italiana siano stati contattati dalla Clinton affinché penetrassero nei server Usa degli Occhionero, vi depositassero mail (segrete) della stessa e avvisassero l’FBI. Questo, irrompendo nei luoghi dove si trovavano i server, avrebbero trovato mail riservate della Clinton e, collegando gli Occhionero a Trump, avrebbero accusato Potus per il Russiagate costringendolo alle dimissioni.

Guarda caso, il fatto accade 2 mesi dopo che Renzi venne ricevuto in pompa magna alla Casa Bianca, con tanto di tappeto srotolato e di foto con Obama.

Centrale nel progetto Russiagate pare fosse anche la Link University di Roma, dove un collaboratore volontario di Trump, tale Papadopoulos viene incastrato (sempre con materiale riferito alla Clinton) da tal Mifsud.

Come afferma lo stesso Papadopoulos, sembra che tutte le strade portino a Roma:

“Speciale Italygate, tutte le strade del Russiagate che portano a Roma: i casi Mifsud e EyePyramid”

Nel suo libro “Deep State Target” il consulente politico definisce l’Italia epicentro della cospirazione antiTrump.

Sia Occhionero che Papadopoulos fanno tantissimi collegamenti con la Link University oltre che con Renzi e Gentiloni (al tempo di Renzi Ministro degli Esteri).

Se queste storie fossero vere allora lo scandalo CSM che imperversa nei TG oggidì non sarebbe quello che ci raccontano! Perugia avrebbe in mano non un banale caso di scalata al Potere (e di corruzione ai fini personali) da parte di un giudice italiano, tal Palamara, ma uno scandalo di portata mondiale che trascinerebbe giù i precedenti governi Renzi e Gentiloni nonché l’intero establishment politico del PD (apertamente schieratosi con la Clinton in sede elettorale, e successivamente con lo spygate, e particolarmente attivo contro Trump).

Per una lettura più dettagliata di queste cose vi rimando al blog “Il Cappello del Pensatore”.

La lotta per la liberazione sarà lunga e piena di insidie, ma come avrete ben compreso dalla lettura del pezzo, Lògos (altrimenti detta Coscienza Collettiva) è della nostra parte e la vittoria non può che essere nostra:

In Italia, nonostante tutti ritengano oramai inevitabile la rottura dei gialloverdi:

“al ritorno dall’oriente Conte troverà qui il vero Vietnam” (De Angelis a Piazzapulita)

in realtà il governo viaggia spedito. InUsa, dove sanno molte più cose dei nostri giornalai da strapazzo, si afferma:

“after weeks of freezing and quarrels during electoral campaign for the europeans, the two vice presidentes are now talking each other again” (Zerohedge).

I due si parlano e si fidano l’uno dell’altro. Non è un caso che siano volati, e stiano volando, dal governo Trump con una mezz’ora di “buco”, per un incontro (non ufficiale) con Potus (il Presidente per etichetta ufficialmente potrebbe ricevere solo Conte ma di questi si fida ben poco).

Siamo sicuri invece che i 2 possano fidarsi dei rispettivi colleghi-luogotenenti (Aledibba e Giorgetti)?

In Danimarca le elezioni sono state vinte dalla sinistra:

ma con un programma identico a quello contenuto nel contratto gialloverde:

  • No migranti;
  • No austerity;
  • Sensibilità ambientale.

In Finlandia è iniziata la rivolta contro l’austerity:

“La Finlandia rinnega l’austerity: al via piano di investimenti pubblici” (it.insideover.com).

Come vedete, la UE sta davvero cambiando, le cose precipitano con una velocità che non ha pari. E’ la fine, le classi subalterne stanno prendendo il sopravvento e tutto è nato per un banale atto di coraggio in una strana estate di colui che (pur essendo stato accantonato) è ancora l’artefice del coraggio che contraddistingue i gialloverdi: Paolo Savona!

Ad maiora.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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