Mittal rinuncia: solo lo Stato può salvare l’ILVA

È ufficiale: AncelorMittal ha notificato ai commissari straordinari dell’ILVA la volontà di rescindere l’accordo per l’affitto con acquisizione dell’acciaierie di Taranto.

Oltre al mancato scudo legale e ai provvedimenti del tribunale di Taranto, argomenta ArcelorMittal, anche “altri gravi eventi, indipendenti dalla volontà di ArcelorMittal, hanno contribuito a causare una situazione di incertezza giuridica e operativa che ne ha ulteriormente e significativamente compromesso la capacità di effettuare necessari interventi presso Ilva e di gestire lo stabilimento di Taranto”.

I sindacati sono allarmati. “La decisione di ArcelorMittal è inaccettabile. L’incontro con il Governo, che chiediamo da settimane, diventa ormai urgentissimo”, afferma la segretaria generale della Fiom-Cgil, Francesca Re David, in una nota. “Una decisione che assume un carattere grave per le conseguenze industriali, occupazionali e ambientali. È da tempo che noi evidenziamo forti preoccupazioni rispetto alla realizzazione dell’accordo. Il comportamento del governo è contraddittorio e inaccettabile: con il Conte 1 ha introdotto la tutela penale parallela agli investimenti e con il Conte 2 ha cancellato la stessa norma dando all’azienda l’alibi per arrivare a questa decisione”, sostiene Re David.

La realtà è solo una: solo lo Stato, con un intervento pubblico, può salvare contemporaneamente la produzione dell’impianto – essenziale per tutte le filiere industriali italiane – e la salute dei cittadini. Nessun gruppo privato può avere la forza economica e la volontà imprenditoriale per un simile progetto, dove gli interessi del sistema Italia prevalgono sui risultati finanziari della singola impresa.  Ma i paraocchi ideologici del neo-liberismo potranno far comprendere tutto questo? Oppure si accetterà passivamente questa ennesima mazzata per la politica industriale italiana?

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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