Non ci sarà nessuna patrimoniale, ma…

La maggioranza e il Governo hanno escluso più volte l’idea di una patrimoniale. Non ci sarà nessuna tassa sui patrimoni o sulla casa. Se non fosse che probabilmente sarà davvero così, si potrebbe pensare che la notizia smentita due o più volte, sia in realtà una notizia confermata. Ma, occhio: fermo restando che non ci sarà una gabella sul patrimonio, non significa che ci verrà risparmiata a gratis, come certa propaganda governativa vorrebbe.

Il quadro macroeconomico italiano è pessimo, il PIL è in picchiata, e le regole dell’Unione Europea sono quelle che sappiamo: stupide (ma in realtà, vista dalla prospettiva tedesca, sono geniali). Devi abbattere il debito pubblico e devi raggiungere il pareggio di bilancio. Non c’è scampo: o rispetti le regole o sei fuori (e niente fondi UE). E siccome questo Governo non intende uscire dal seminato eurista (figuriamoci!), ecco che la strada è obbligata: le regole devono essere rispettate; per quanto siano inique e altamente dannose per la nostra economia, esistono e devono essere osservate. Dunque ammesso non si faccia la patrimoniale (il sogno proibito degli ordoliberisti), è necessario trovare una alternativa per scongiurarla.

E qui ci si può sbizzarrire un po’. Se non sarà patrimoniale, saranno tagli. Tagli alla spesa pubblica, forti ridimensionamenti dei servizi pubblici, riduzione delle prestazioni assistenziali. Oppure (che non è affatto meglio) cessioni e privatizzazioni (ci si vende l’argenteria), ma anche i soliti aumenti fiscali sulle imposte indirette minori (accise, tasse e altre gabelle che tempestano la vita quotidiana del cittadino), e perché no?, persino l’aumento dell’IVA qualora non si riesca a far quadrare i conti in nessun altro modo, quanto meno senza dare il colpo di grazia allo stato sociale.

Insomma, gira che ti rigira, la tovaglia, come da una ventina d’anni a questa parte, risulta essere sempre troppo corta. O tiri a sinistra, scoprendo il fianco destro o tiri a destra, scoprendo il fianco sinistro. Nell’euro non puoi coprire tutto, non puoi tenerti capra e cavoli. Solo chi vuole illudersi può pensare che sia possibile. In altre parole, se anche si volesse scongiurare la patrimoniale, le opzioni non potrebbero che essere quelle sopra evidenziate (o altre ben peggiori), anche perché questo Governo – diciamocelo chiaro e tondo – non ha la forza, la volontà e la determinazione per scegliere l’opzione nucleare: l’Italexit. Sicché, esclusa la patrimoniale (per questioni d’immagine e di consenso), la scelta non potrà che cadere su qualcos’altro che non necessariamente sarà meglio di una tassa sui patrimoni, se non nella percezione alterata degli italiani.

Ecco perché le rassicurazioni che escludono la patrimoniale non sono di per sé una buona notizia. Lo sarebbero se esistessero alternative migliori o esistesse un piano finalizzato a liberarci dal giogo delle regole capestro europee. Siccome non esistono soluzioni gratuite alternative e tanto meno esiste alcun piano per portarci fuori dalle regole di bilancio folli che ci siamo autoinflitti, la categorica esclusione di una patrimoniale significa semplicemente che i soldi verranno trovati da qualche altra parte. Quale, è solo una questione di tempo nello scorrere le voci del menù.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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