Orlando? Un guappo con la fascia

In Italia, per fortuna, esiste un sistema di pesi e contrappesi.
Il governo, il parlamento, il Presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale ed una serie di articolazioni e di principi che concorrono al raggiungimento del bene comune.
Ho ricoperto e ricopro con passione il ruolo dell’amministratore comunale e provinciale e spesso mi sono trovato contrario a norme approvate dai vari governi di centrodestra e centrosinistra o varate dall’attuale governo gialloverde.
Penso all’appesantimento delle regole della finanza pubblica per i piccoli comuni o ai tagli criminali per le funzioni fondamentali delle province o a norme da applicare che toccano la sfera privata dei cittadini, le più odiose per chi pensa che il concetto di comunità debba prevalere su quello dello stato.
Anche se contrario a livello personale e politico non mi è mai passato l’idea di infischiarmene, di dichiarare con tranquillità la volontà di non applicare le leggi per motivi ideologici.
Ho preferito protestare duramente  mandando lettere, ordini del giorno, raccolta firme ecc. all’Anci o ai parlamentari di ogni schieramento.
Grazie al lavoro dell’opinione pubblica, dell’Anci e di tutti i soggetti che compartecipano alla vita pubblica  qualche norma è stata cambiata o migliorata, altre volte invece i comuni si sono dovuti adeguare.
Come si sono dovuti adeguare i cittadini  e le imprese davanti a norme ingiuste e vessatorie, punendo il governo di turno  con il formidabile strumento valido in democrazia che è il voto.
Evocare il deliberato non rispetto delle norme come fa il Sindaco di Palermo è pericoloso e fa perdere credibilità a tutte le istituzioni.
Se ritiene di applicare la disobbedienza civile, nobile strumento di battaglia politica,si dimetta e faccia ricoprire il ruolo di sindaco a chi crede nei principi di lealtà e collaborazione fra enti.
La costituzione riserva alla Corte Costituzionale il potere di dichiarare incostituzionali le norme, non certo al primo urlatore in cerca di visibilità.
Se Orlando ritiene che una legge sia contraria ai principi costituzionali ricorra alla Corte Costituzionale ed attenda il responso.
Sino ad allora applichi lealmente le norme,diversamente si dimetta.

 

Antonio Pasquini

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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