Sorpresa: la Germania ne respinge in Italia più di quanti ne accoglie

Il dato è clamoroso. E non è controvertibile. La Germania del “Wir schaffen das”, del “ce la faremo” griffato Angela Merkel in merito all’accoglienza, è stato un brutale bluff. Bluff verso i migranti stessi e soprattutto verso l’Italia.

Il 2018 è stato l’anno record in Germania di espulsioni di migranti verso altri Stati UE e in particolare è stato il primo anno dal 2015 in cui sono stati rimandati indietro più migranti di quanti ne siano stati accolti. Tutto certificato da fonti tedesche e per giunta governative: roba emersa, per essere chiari, nella conferenza stampa governativa di lunedì a Berlino. Tanto da poter facilmente rintracciare qualche dato anche sulla Suddeutsche Zeitung: e, guarda caso, la principale destinazione delle espulsioni verso l’Ue è stata l’Italia. Nel Bel Paese dove ‘l’sì sona è stato rispedito uno su tre degli ospiti sgraditi in terra tedesca.

Fenomeno peraltro in netta crescita, a dimostrazione che gli slogan d’accoglienza scanditi nel 2015 si sono spenti nel 2016 per poi, nel 2017, trasformarsi in beffa: se in quell’anno la quota dei migranti respinti dai tedeschi era del 15,1%, l’anno scorso è salita al 24,5%. Un portavoce del ministero degli Interni ha precisato che nel 2018 sono stati 9.209 i casi di “trasferimenti secondo Dublino”, ossia di migranti registrati rimandati indietro da Berlino nelle nazioni di primo sbarco. Da parte sua la Repubblica federale tedesca ha accolto 7’580 persone da altri Stati europei.

I respingimenti sono sempre fonte di manifestazioni di protesta negli aeroporti germanici da parte di chi si dice contrario a queste “deportazioni”. L’Italia, invece, li subisce in silenzio. E la sinistra? Tifa sbarchi.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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