25 marzo: Dantedì, il giorno di Dante

Il 25 marzo è stato indicato dal Ministro dei Beni culturali come “Dantedì”, giornata in memoria del “ghibellin fuggiasco”, come un po’ imprecisamente, invero, lo definì Ugo Foscolo nei “Sepolcri”.

Non vogliamo venir meno al necessario ricordo di un “grande” della letteratura mondiale la cui opera principale, “La Divina Commedia”, rappresenta un vero e proprio monumento della cultura italiana e mondiale di tutti i tempi. Se non altro per il fatto che Dante scelse di scrivere la sua opera maggiore e forse anche più “colta” nel volgare (progenitore dell’italiano e che non era lingua per la letteratura “colta” a quei tempi), invece che in latino, egli è da considerare il primo padre della patria italiana.

Ma noi vogliamo ricordare la vicenda letteraria e di pensiero di Dante Alighieri trattando altri aspetti, un po’ trascurati dalla critica di impostazione crociana e desanctisiana, come da quella sociologica di stampo marxiano. Lo faremo con l’ausilio di un saggio poco conosciuto in Italia ma tanto apprezzato all’estero (Harvard in primo luogo): “Dante Filosofo e Poeta” di Rocco Montano, un italianista che insegnò, a cavallo tra anni ’60 e anni ’70 negli USA in prestigiose università come Harvard appunto, la Catholic University di Washington, l’Università dell’Illinois.

Quali sono i punti-cardine dell’interpretazione che il critico lucano ha fatto di Dante? Innanzitutto Dante scrisse la “Divina Commedia” trascrivendo una vera e propria “visione”, vissuta dal poeta non come un sogno impalpabile ed evanescente ma come un fatto realmente accaduto; “tant’è – afferma Montano – che ci sarebbe da chiedersi come mai egli non sia stato elevato agli onori degli altari”.

Non è vero, come la critica di stampo crociano ha fatto credere per decenni e decenni, con la sua estetica del frammento, che nella cantica dell’”Inferno” c’è vera poesia e in quella del “Paradiso” ci sarebbe prevalentemente filosofia. Nel “Paradiso” la poesia è tesa sino al punto più estremo e più prossimo al sublime. Del resto come si fa a descrivere l’Ineffabile e tutto ciò che ne precede la visione se non si fosse padrone assoluto e “miglior fabbro” (direbbe Eliot) dello strumento linguistico? Anche dal punto di vista contenutistico è ovvio che il sentimento e la passione umana che caratterizza la prima cantica debbano essere purificati, sublimati e raffinati in quell’“amor che move il sole e altre stelle” che domina il “Paradiso”.

Inoltre è fondamentale  secondo Montano (in questo fu molto apprezzato dai dantisti americani Charles Singleton e Kenelm Foster) la distinzione tra “Dante personaggio” e “Dante Poeta”. Per essere più chiari: il Dante che nell’Inferno si commuove per la passione finita male di Paolo e Francesca non coincide con Dante-poeta che li confina nell’”Inferno”, le espressioni di Ulisse nell’“Inferno” non rappresentano il pensiero di Dante ma di un suo personaggio. Tra i vari personaggi delle tre cantiche esiste una gerarchia spirituale  e morale che procede dal basso verso  l’alto man mano che il Divo Alighier (come lo definì Francesco Lomonaco) risale insieme a Beatrice i vari cieli che costituiscono la “Patria Celeste”.

Negli anni ’70 ed ’80 non era facile far passare queste tesi perché, tramontata la critica crociana, essa fu soppiantata da una critica ancora più totalitaria ed ideologica quale quella marxista.

Montano infatti ha scritto diversi manuali ad uso scolastico, in verità boicottati dall’editoria dell’establishment. Nel 1991 al Liceo Berchet di Milano un insegnante di lettere fece adottare come libro di testo l’ultimo manuale scritto e pubblicato: “Cultura e Letteratura”; il libro fu messo all’indice dall’inquisizione laicista e progressista, il docente subì anche l’isolamento morale e una sorta di persecuzione intellettuale da parte dei colleghi.

Proviamo a rileggere l’opera del Sommo Poeta con questa ottica interpretativa, magari approfittando di questo obbligato periodo di fermo dovuto all’emergenza sanitaria. “Dante Filosofo e Poeta” è stato ripubblicato nel 2016 per i tipi di “Salerno Editrice” e questa edizione è stata curata da un suo allievo, l’italianista Francesco Bruni, Accademico dei Lincei e docente presso l’Università “Ca Foscari” di Venezia.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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