A 10 anni dalla morte del Maestro Udovisi: sopravvissuto alle foibe e discriminato a Reggio Emilia

Oggi è il decennale della morte di Maestro Graziano Udovisi, esule istriano sopravvissuto alle Foibe.

Ho conosciuto il Maestro nel 1978 presso la sede del MSI di via Roma, in cui era stato invitato dagli allora dirigenti provinciali del partito, Antonio Zampetti e Mariangela Gasparini, a parlare della sua storia di sopravvissuto alle Foibe, delle migliaia di italiani che vi morirono e delle centinaia di migliaia costretti all’esodo.

Il suo racconto fu chiaro e pacato, ci parlò degli infoibati dalle truppe jugoslave del dittatore comunista Tito ed anche dai partigiani comunisti italiani, di come riuscì a salvarsi, di coloro che successivamente furono costretti ad abbandonare la propria terra. Dalla sua voce traspariva solo sofferenza, nessun sentimento di odio o vendetta. Da quel giorno rimanemmo sempre in contatto e si cementò la nostra amicizia.

Negli anni successivi, seppur intervistato dalla RAI, da giornali e riviste nazionali, per Reggio Emilia, la sua città di adozione (essendo nato a Pola) era come un fantasma. Capitò perfino che gli fu impedito di parlare in un Istituto professionale di Rivalta, per l’ostracismo dell’ANPI. Qualche anno dopo, lo poté fare, su iniziativa di una lista studentesca di destra, al liceo classico “Ariosto”, in una assemblea pubblica.

Nel 2004, su iniziativa del deputato triestino di Alleanza Nazionale Roberto Menia, il Parlamento, con il secondo Governo Berlusconi, approvò la legge 92 che istituì il Giorno del Ricordo, degli italiani infoibati e dell’esodo delle popolazioni istriane e giuliano-dalmate. Dal 2005 al 2011 rivolsi all’allora assessore alla Cultura del Comune di Reggio Avv. Giovanni Catellani l’invito ad organizzare, il 10 febbraio di ogni anno, in occasione del Giorno del Ricordo, iniziative istituzionali, come prevede la legge. Dopo essersi consultato con il Sindaco Delrio, diede l’assenso e mi chiese di presentargli proposte. Presi contatto con una associazione di Triste e il Comune acquistò la prima mostra fotografica sulle Foibe e l’esodo. Le iniziative consistevano nella mostra, ed in un concerto presso l’Istituto musicale Peri. Tutte le iniziative erano organizzate dal Comune di Reggio Emilia, Istoreco, Area cultura e Lega Nazionale di Trieste. Dalla conoscenza con l’editore reggiano Francesco Aliberti, nacque la mia proposta, da lui accolta, di stampare un libro dedicato all’unico sopravvissuto dalle Foibe, appunto il Maestro Udovisi.

Nel 2009, mentre andavo a Roma, telefonai a Udovisi chiedendogli se gli avrebbe fatto piacere essere ricevuto dal Presidente della Camera Fini e dal Sindaco di Roma Alemanno. Lui rispose affermativamente. Nella mattina del 16 marzo 2009 accompagnai lui, la moglie, la figlia ed il genero dal Presidente Fini. Nel pomeriggio in Campidoglio fummo ricevuti dal Sindaco Alemanno. Intanto l’editore Aliberti, diede l’incarico all’editor Alba Piazza (successivamente corrispondente del Carlino Reggio, che ci ha prematuramente lasciato nel 2017),di intervistare Udovisi. Nel febbraio dello stesso anno, in concomitanza con il Giorno del Ricordo, uscì il libro “Foibe l’ultimo testimone” di Graziano Udovisi, ripubblicato nel febbraio 2015 da un’altra casa editrice reggiana, Imprimatur.

Nel 2010, con Udovisi già malato, chiesi al Sindaco Delrio se volesse fargli visita, cosa che avvenne, da me accompagnato ed alla presenza dei familiari, nella abitazione del Maestro. Fu il primo, e ad ora, unico tributo di un Sindaco reggiano al sopravvissuto alle Foibe. Pochi giorni prima della sua morte andai a far visita a Udovisi a Villa Verde.

All’improvviso si svegliò, mi fece cenno di avvicinarmi e mi sussurrò: “continua la mia battaglia per la memoria degli italiani infoibati e quelli costretti all’esodo”. Per me quel suo testamento morale è un impegno che ho preso e porterò avanti fino a quando vivrò. Il 5 febbraio 2011, in Sala del Tricolore commemorammo “Graziano Udovisi, la tragedia italiana dell’esodo e delle Foibe per la riconciliazione”. Parteciparono, davanti ad un pubblico di studenti, oltre ad assessori del Comune di Reggio, il Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Venezia-Giulia-Dalmazia, Stefano Setti, nipote di Udovisi e consigliere comunale a Quattro Castell a ed io.

Da allora, con le Giunte Vecchi, nulla di istituzionale è più stato fatto. Da anni, su iniziativa di un comitato di cittadini, promosso dall’Avv. Luca Tadolini, in occasione del Giorno del Ricordo, organizziamo, davanti al Municipio, una iniziativa in memoria delle Foibe e dell’esodo. L’anno scorso fummo pesantemente offesi da un consigliere di sinistra. Quest’anno ha presenziato, ascoltando, il Presidente del Consiglio Comunale Matteo Iori. Nel ringraziarlo, gli feci poi visita il lunedì 9 febbraio, Giorno del Ricordo, prima dell’inizio del Consiglio comunale, donandogli una copia del libro di Udovisi. Il giorno successivo ho letto sul Carlino che aveva commemorato Udovisi e le vittime delle Foibe e tutto il Consiglio comunale aveva osservato un minuto di silenzio.

Concludo rivolgendomi al Sindaco Vecchi. Caro Luca, sei il primo Sindaco ad affrontare una pandemia, potresti anche essere il primo di estrazione di sinistra, non cattolica come il tuo predecessore, a riprendere iniziative istituzionali nel Giorno del Ricordo. Hai un anno per pensarci.

Marco Eboli, ex Consigliere comunale Reggio Emilia.

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