Abbattere le statue di Cristoforo Colombo: l’America che sputa su sé stessa

Più di qualche volta, vedendo sputacchiare e sbertucciare agenti della polizia italiana da delinquenti e teppisti di varie risme, ci è passato per la mente di dire “provino a farlo in America”…

In realtà, vedendo come è stato ammazzato George Floyd, ci passa la voglia di fare considerazioni del genere perché sono per noi ingiustificabili i metodi violenti stile vecchio West che troppe volte continua ad usare la polizia negli Stati Uniti.

Ciò detto, tra la condanna per il comportamento infame di quel poliziotto che lascia morire soffocato un arrestato, anche se delinquente e pluricondannato per droga, e l’elevazione di quell’uomo a martire del razzismo “bianco” ce ne passa.

Nessuna giustificazione può esserci neppure per la violenza che da lì si è scatenata in tutti gli Stati Uniti (difficile non pensare che non abbia un’orchestrazione di fondo, tanto più nel lungo rush che precede le elezioni presidenziali di novembre) con assalti, rapine, razzie, distruzioni e incendi.

E ugualmente ingiustificabile è anche la squallida caccia scatenata contro le statue di uomini bollati di razzismo e infamia dal politically correct imperante, che ha portato all’abbattimento del monumento di Cristoforo Colombo a Richmond ed a Boston.

Monumento deriva dal latino “monére”, ammonire, ricordare. Se tu distruggi un monumento, vuoi privare altri del ricordo e al tempo stesso ne oltraggi la memoria. E se quella memoria è la tua, oltraggi te stesso…

In America stanno dilagando, contro il pensiero e la sensibilità comune, dottrine strampalate e figlie di un autocastrante buonismo sinistrorso e internazionalista: Colombo non fu il navigatore coraggioso e illuminato che, volendo raggiungere le Indie navigando verso occidente, scoprì il nuovo mondo, bensì un avventuriero e un genocida. Abbattiamone pure le statue, devastiamone il mito, cancelliamo pure il  “Columbus day “, come già hanno fatto alcuni stati negli Usa, anzi sostituiamolo come già fatto in questi con una  festa “dei nativi”…

Ma il punto è questo. L’America che oggi conosciamo, la sua fisionomia, le sue conquiste, le sue libertà, le sue costituzioni, le sue realizzazioni, le sue città, le sue leggi, sono figlie della civiltà europea che oggi è più vastamente quella che comunemente chiamiamo civiltà occidentale ed in cui ci riconosciamo.

Sputare su ciò che simbolicamente la rappresenta, e quindi sulle proprie radici e sulla propria memoria, è sputare su sé stessi.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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