Aiutiamo il Terzo Settore per salvare la società italiana

Nella quotidiana conferenza stampa il capo della protezione civile tra i vari dati, comunica, ringraziandoli, anche quanti volontari sono impegnati nell’emergenza coronavirus. Il numero indicato è aumentato in maniera esponenziale ed ha superato di gran lunga le undicimila unità.

È un numero enorme, composto per lo più di personale specializzato, che fornisce un contributo essenziale alla lotta al virus. La stessa SIEMS (Società scientifica dell’emergenza) riconosce e apprezza il ruolo strategico e di primo piano svolto dal Volontariato nell’ambito del sistema di soccorso sanitario, il Terzo Settore, afferma, collabora in modo sinergico con la componente professionale del soccorso ed è in grado di assicurare: “L’emergenza del Covid-19 richiede un dispiegamento di forze eccezionale e incredibilmente superiore all’ordinario, pertanto la SIEMS ringrazia tutti gli attori del mondo sanitario per la dedizione, il sacrificio e il coraggio che continuamente dimostrano e, tra loro, anche i volontari del soccorso, capaci di mettersi in gioco per creare le sinergie vincenti per la gestione dell’emergenza. un servizio all’altezza della situazione grazie a una formazione specifica”.

Non bisogna poi dimenticare tutti gli altri Enti del Terzo Settore impegnati nell’aiutare le persone fragili dalla consegna della spesa a casa, all’assistenza domiciliare e cosi via. Lo sforzo che il Terzo Settore sta facendo è enorme, per di più senza i presidi sanitari necessari e con tutte le risorse economiche azzerate.

Non vorremo che questo fosse però il canto del cigno del non profit. Passata l’emergenza sanitaria ci troveremo di fronte anche ad una emergenza economica e sociale altrettanto drammatica, e li sarà essenziale il ruolo del Terzo Settore. La ricostruzione del tessuto sociale passerà inevitabilmente nella rete dell’associazionismo, che in un  situazione di crisi come quella che si presenta oggi rischia il collasso.

Il prof. Zamagni in una recente intervista è stato molto chiaro: “Il Terzo Settore in questo frangente rischia di collassare.  La distruzione o anche solo la diminuzione del nostro capitale sociale che ne conseguirebbe sarebbe un vero disastro. Bisogna allora che nei provvedimenti di natura economico-finanziaria che si vanno predisponendo a favore di imprese, famiglie, partite IVA vengano ricompresi, con modalità apposita, anche quei soggetti di Terzo Settore che più risentiranno di quell’effetto. Stato, Mercato e Comunità devono interagire in modo sistematico (cioè non occasionale) e con pari dignità nella definizione delle priorità degli interventi, nel reperimento delle risorse, nella individuazione dei modi ottimali di gestione degli interventi”.

Tutte le forze politiche, soprattutto quelle che credono nei valori sociali e comunitari, devono impegnarsi insieme al mondo dell’associazionismo, affinché il Governo non dimentichi il Terzo Settore nei prossimi decreti di sostegno all’economia nazionale.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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