Altro che aiuti, l’Unione Europea prepara la Covid-Tax. Meloni e Salvini impediscano l’accordo sul MES

Siamo alla vigilia del Consiglio d’Europa, quando i Capi di Stato e di Governo di tutta l’Unione si riuniranno per decidere quali misure adottare per fronteggia l’emergenza Coronavirus.

A fare da battistrada a questa decisiva scadenza è stata la riunione di ieri dell’Eurogruppo (cioè dei ministri del’Economia dei paesi che hanno adottato l’Euro) che si è conclusa con indicazioni molto più gravi di quelle che erano state previste nei giorni precedenti. L’Eurogruppo, infatti, ha esortato i paesi membri a utilizzare il MES (fondo salva-stati) come strumento per fronteggiare l’emergenza del Coronavirus, sottolineando che tale utilizzo – come ha dichiarato il presidente Centeno – dovrà essere sottoposto alle “condizionalità vincolate all’emergenza Coronavirus nel breve termine, e nel lungo termine di tornare alla stabilità.”

Tradotto in pratica, le Nazioni che usufruiranno di questi aiuti dovranno prima dimostrare che è un utilizzo strettamente collegato all’emergenza (con tutti i controlli occhiuti esercitati dalla Commissione) e poi restituire le somme ricevute pena un intervento diretto della Troika (quello stesso organismo che ha distrutto l’economia e il vivere civile della Grecia).

Poiché tutti questi aiuti non saranno affatto sufficienti a rimettere in moto le economie dei paesi più esposti – come l’Italia – arriveremo a dover restituire questi soldi, senza essere usciti dalla drammatica recessione in cui stiamo cadendo. E, quindi, come è successo in Grecia, dovremo pagare svendendo tutti i nostri asset pubblici, aumentando le tasse (una bella Covid-tax) e tagliando ancora gli stipendi e le pensioni.

Questa è la prospettiva abbracciata con entusiasmo dall’attuale Governo italiano, cosa che non ci stupisce perché Conte e Gualtieri sono al servizio dell’Unione Europea. Quello che stupisce è la quasi assoluta mancanza di reazione da parte degli organi di stampa italiani. Se guardate le prime pagine dei giornali di oggi, compresi quelli che fanno riferimento all’opposizione, non troverete quasi nessun rilievo alle notizie provenienti dalla riunione dell’Eurogruppo. E temiamo che anche il Movimento 5 Stelle, che aveva dato mandato a Conte di non sottoscrivere nessuna condizionalità per utilizzate il MES, possa fare finta di niente.

L’unica speranza è che oggi, quando Giuseppe Conte si affaccerà finalmente alle Camere per una informativa, l’opposizione sovranista – Fratelli d’Italia e Lega – si faccia veramente sentire. Già troppe volte in passato l’Italia ha firmato a cuor leggero accordi e trattati – vedi il caso del Fiscal Compact – i cui effetti, dopo un certo tempo, si sono rivelati devastanti.

Una firma sull’utilizzo del MES con le condizionalità descritte (frutto per altro di una riforma che non è mai stata votata dal Parlamento italiano) significa un orizzonte di povertà e di sottosviluppo drammatico per il nostro paese. Dopo il virus la fame…

Forza Giorgia Meloni e Mattro Salvini, oggi è il Dantedì e “qui si parrà la vostra nobilitate”.

Per chi volesse approfondire sulle conseguenze economiche delle misure proposte dagli organi europei, vi segnaliamo un post rivelatore del blog Orizzonte48: https://orizzonte48.blogspot.com/2020/03/il-mutamento-apparente-del-quadro-delle.html

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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