Autocelebrazione di Conte in Parlamento, solo la Meloni denuncia la trappola europea del MES

Un lungo monologo di 50 minuti per autocelebrarsi. È francamente difficile commentare in altro modo la comunicazione del Presidente del Consiglio alla Camera.

Nessuna, non dico autocritica, ma neppure ammissione dello stato disperato con cui i nostri operatori sanitari stanno lavorando (e morendo) in prima linea. Nessun tentativo di spiegazione degli incredibili buchi e ritardi che si sono verificati tra le tante conferenze stampa e i tanti decreti con cui il Governo ha confuso le idee e ha creato panico tra i cittadini italiani. Nessuna consapevolezza della catastrofe in cui sta precipitando l’economia italiana e nessuna indicazione di strategie in grado di contrastare la crisi.

E una gigantesca omissione sulla situazione insostenibile che si sta creando nel nostro rapporto con l’Unione Europea. Conte non ha detto nulla sul MES, sull’atteggiamento di arrogante chiusura con cui si stanno schierando i paesi del Nord, guidati dalla Germania, contro la necessità di fronteggiare l’emergenza, non ha preso nessun impegno rispetto al Consiglio europeo che si riunirà domani.

Cosa vuol dire tutto questo? Che non si sa che pesci prendere? Oppure che si vuole nascondere dietro sapienti cortine fumogene, intenzioni di resa di fronte all’arroganza dei paesi più forti? Solo Giorgia Meloni ha fatto sentire con forza l’atto di accusa che tutti gli italiani devono rivolgere nei confronti di questa assurda Unione europea. Ma è stata l’unica, in tutta l’Aula di Montecitorio.

Domani si replica al Senato, prima del vertice europeo. Arriveranno in quella sede le risposte che sono mancate oggi? Quello che per ora appare certo è che Giuseppe Conte, avviluppato nel suo narcisistico reality show, non ha l’umiltà di chiedere aiuto, di coinvolgere tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, in quella cabina di regia che è stata generosamente proposta da tutto il centrodestra.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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