Azzolina contro i precari: “Rossetto rosso” colpisce ancora

Dopo l’accordo trovato nella notte sul nuovo concorso straordinario docenti, che ha visto capitolare la ministra Azzolina, ecco qualche osservazione sul merito e sul metodo del provvedimento.

Innanzitutto sarebbe giusta la sostituzione del test a crocette con una prova scritta. Certamente è una modalità più adeguata e meno casuale per testare e verificare conoscenze e competenze professionali di un insegnante.

Altrettanto condivisibili sono la riapertura e l’aggiornamento delle graduatorie, poiché viene tutelato un diritto sacrosanto di decine di migliaia di precari.

Ma al di là di questi due punti, il ministro e il governo sono – loro sì – “bocciati” su tutto il resto. Proviamo a spiegarne il perché.

In primis è venuto fuori che l’Azzolina fino ad ora si era inutilmente impuntata su qualcosa di inaccettabile, che bastava ascoltare qualcuno per migliorare un bando, che le graduatorie non solo si potevano riaprire ma addirittura dovevano essere necessariamente riaperte.

La sua testardaggine nel difendere scelte indifendibili, la mancanza di dialogo con le forze politiche e le parti sociali, l’intervento avvenuto solo in extremis da parte di Conte, dimostrano che il Governo in questi mesi sta perdendo tempo, creando problemi ed esasperando il clima sociale.

Non sarebbero stati forse questi mesi, sprecati così testardamente, utili per dialogare con forze politiche e sindacali? Non sarebbero stati forse contenuti anche i toni della discussione, evitando che si arrivasse ad uno scontro? I docenti non avrebbero goduto di maggiore chiarezza sulle modalità di un concorso che ora andrà ridefinito del tutto? Le scuole non avrebbero forse avuto più tempo per lavorare alla riapertura e all’aggiornamento delle graduatorie, se “Rossetto Rosso” non avesse detto (con largo anticipo e senza nemmeno provarci) che queste cose erano impossibili?

Tutte queste domande dovrebbero ancor di più farci comprendere che il Ministro ha grandi colpe e ha dimostrato ormai palesemente la sua incapacità (a proposito: ha preso in esame l’eventualità di dimettersi?).

Dovrebbero rendere ormai palese, ancora una volta, che questo governo in fondo non governa, ma insegue affannosamente le emergenze solo quando è sottoposto al ricatto della crisi e quindi quando teme che gli sia tolto il potere, cioè gli vengano sottratte le poltrone.

Un governo che non governa è dannoso già in tempi normali, figuriamoci in tempi di crisi e di emergenza

In tutto ciò se qualcuno ha notizie di Mattarella, per favore ci faccia sapere.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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