Il Sindaco Sala propone una Costituente repubblicana. Per noi va bene, ma a certe condizioni…

Beppe Sala, il tecnocrate Sindaco di Milano, riscopre l’idea di una “Costituente repubblicana” e chiede al Presidente della Repubblica di farsene interprete. L’antica istanza della destra sociale e nazionale, sempre demonizzata dai difensori antifascisti delle Carta costituzionale del ’48, viene proposta come l’unico strumento in grado di varare riforme istituzionali di alto profilo e non destinate ad essere impallinate con i referendum.

Non è il primo caso di idee e di progetti un tempo demonizzati come sovranisti e oggi invece impugnati come armi di “distrazione di massa” dalle avanguardie globaliste.

Vale per la critica all’Unione Europea, che oggi Repubblica e soci disegnano come un apparato dominato dai sovranisti (!!) guidati dalla Germania chiusa ed egoista. Ma quando noi dicevamo che il ritorno alla sovranità nazionale si impone proprio per la chiusura tedesca ad ogni forma di solidarietà continentale, questi signori a cosa pensavano?

Quando noi sventolavamo il Tricolore come unico simbolo della solidarietà comunitaria del nostro popolo, non eravamo dei biechi nazionalisti? Oggi tutto l’establishment cultural-politico finge di compiacersi per i Tricolori che sventolano dalle finestre di un popolo che tenta di resistere. Perché non provano a fargli sventolare la pseudo-bandiera stelle e blu dell’Unione Europea?

E lo Stato, non era un vecchio residuo del passato da far scomparire di fronte all’incedere del libero mercato? Oggi Conte cerca di darsi un’profilo credibile, scandendo (nei limiti dei suoi difetti di dizione) durante i suoi show televisivi che “lo Stato c’è”.

Quindi adesso vedremo cosa vuol dire questa “Costituente repubblicana” invocata da Sala, perché non crediamo che il metodico e sponsorizzatissimo Sindaco milanese abbia lanciato questo slogan senza prima essersi consultato con Mattarella (chiamato direttamente in causa) e gli esponenti del fronte progressista.

Allora indichiamola subito la vera ricetta per una fase costituente non destinata produrre obbrobri: un’Assemblea costituente eletta direttamente dal Popolo che lavori parallelamente al Parlamento per riscrivere integralmente la seconda parte della Costituzione (non la prima parte dei principi fondamentali che è meglio non toccare fino a quando l’ideologia neo-liberista non sarà definitivamente tramontata). Niente strane convention di sindaci, governatori e professori universitari, come sembra alludere Beppe Sala.

Ma soprattutto l’obiettivo non può essere un semplice riequilibrio di poteri tra Stato e Regioni, o lo smantellamento di un po’ di burocrazia, sempre come dice Sala. L’obiettivo deve essere uno solo: quello di dare finalmente vita ad una Repubblica presidenziale, con un Capo dello Stato eletto direttamente dal popolo.

Così non avremo mai più un Presidente eletto dal Palazzo in base a compromessi partitocratici e un Giuseppe Conte qualsiasi chiamato a insediarsi a Palazzo Chigi.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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