Cina, nuovo ordine mondiale, Chiesa titubante – da un’intervista a Ettore Gotti Tedeschi

Negare che ci stiamo trovando dinanzi ad una crisi epocale che peraltro investe il genere umano a 360 gradi, sarebbe frutto di disonestà intellettuale oppure di superficialità endemica. Così come negare che tale crisi è il frutto di quell’ideologia che vuole svuotare di senso la vita così come dei suoi Valori (non negoziabili come diceva Papa Ratzinger) significherebbe voler distruggere l’Uomo. Ed è proprio da quell’ideologia che discendono tutte le scelte (morali, economiche, sociali, etc.) che in questo momento storico i governanti (chi più chi meno) sembrano prediligere. In una lunga intervista di questi giorni dal titolo “Il nuovo Ordine mondiale gnostico, l’Economia rovesciata e la Chiesa smarrita”, Ettore Gotti Tedeschi (economista, intellettuale cattolico di fama internazionale, banchiere, già docente di Strategia finanziaria e di Etica della Finanza all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) fa un’analisi attenta e profonda della realtà, arrivando ad imputare la causa prima della crisi nel rigetto dei principi cristiani e nel pericolo da parte della Chiesa di abdicare al suo ruolo di evangelizzatrice, anche alla luce della Dottrina sociale, e di assuefarsi alle sirene del mondo. L’intervista è molto lunga ed ho cercato di sintetizzarla ripercorrendo i punti, a mio parere, più salienti sintetizzandoli in due argomenti: quello economico-sociale e quello spirituale.

ECONOMIA

È certo che a seguito della pandemia si è avuto uno stravolgimento dei mercati e non può sottacersi il fatto che aver dislocato da anni in Cina la maggior parte della produzione di beni, ha causato un abbassamento della qualità degli stessi a discapito del made in Italy e della produzione occidentale, favorendo, quindi, l’ascesa esponenziale del prodotto made in China. E’ possibile che nessuno (in primis l’OMS) si è mai preoccupato, si chiede Gotti Tedeschi, “dell’igiene nel Paese che fornisce al mondo occidentale una elevatissima parte della sua produzione per i nostri consumi? Consumi che sono stati delocalizzati in Cina perché produrli là e importarli costa molto meno che produrli qui da noi. Nessuno si è mai chiesto a che condizioni questi prodotti venissero realizzati? Perché potessero costare infinitamente meno? In quali condizioni igieniche fossero prodotti e in quali condizioni igieniche vivessero i lavoratori che li producevano? E nessuno si è mai preoccupato di controllare se oltre ai prodotti avremmo potuto importare, direttamente o indirettamente (attraverso i contatti personali), anche le conseguenze di questa mancanza di norme igieniche?” E comunque “se si identifica la causa della attuale situazione nel Covid stiamo freschi, essendo il Covid conseguenza di altre cause, ben più lontane nel tempo e più complesse da sintetizzare”.

Quindi, non è la sars-cov 2 ad aver generato la crisi ma il lockdown che sicuramente avrebbe potuto essere gestito in maniera diversa, atta a scongiurare l’improvviso blocco di una nazione dalla Giustizia alla scuola, dalla sanità al commercio etc., per cui è legittimo ora affermare che le scelte operate hanno messo inginocchio il Paese. Sicuramente, come afferma l’economista, sono state colpite soprattutto le PMI che in Italia rappresentano la maggioranza del tessuto economico e che in molti casi hanno visto crollare il fatturato dell’80-100% mentre hanno visto, comunque, inalterati i costi fissi quali affitti, bollette, tasse. E non sarebbe né di aiuto né risolutivo l’abbassamento della tassazione (come prospettato da Berlusconi) posto che questo Governo non ne ha la minima intenzione. In questo contesto è corretta l’impressione che ci si orienti a voler riplasmare il sistema economico (e-commerce, web economy, moneta virtuale, abolizione del contante, reddito universale) anche in Italia? Dove invece  da sempre è il capitalismo familiare agricolo-manifatturiero-commerciale tradizionalmente medio-piccolo e radicato nel territorio a giocare un ruolo importante? Secondo Gotti Tedeschi sicuramente l’egemonia della Cina dovrà subire una ‘riconversione’ perché molti paesi tenderanno a riportare entro i propri confini la produzione dei beni, quindi accadrà che la Cina dovrà concentrarsi sull’economia nazionale e trovare altri spazi tra i quali, ad es. vi è la produzione di auto elettriche che necessitano di batterie al litio di cui la Cina è il maggior produttore. Peraltro, un ambito che trova  il consenso dei green-economisti e di tutti coloro che vedono nei cambiamenti climatici la causa primaria antropologica. Ci chiediamo, cosa significa questo?  La prima risposta che ci balza alla mente è che sempre una ‘favore’ alla Cina si fa!

Gotti Tedeschi è convinto che la crisi in atto è figlia della crisi, mai risolta, partita dal 2007 e gli aiuti che si stanno ipotizzando ora (MES, Recovery Fund, etc.) se nell’immediato appaiono aiuti deflattivi a fondo perduto, a lungo termine produrranno inevitabilmente inflazione. Egli pronostica: La Germania sarà la guida dell’Europa che ora verrà realizzata con una forma di federalismo gestito dalla Germania. La Francia sembra aver invece adottato la strategia di crescita via acquisizioni in Italia. L’Italia, che non ha più imprese trainanti, avrà invece “regioni trainanti” quali il Veneto, la Lombardia, l’Emilia… e dovrà necessariamente contare sulle sue medie imprese, molte delle quali familiari. Io sono convintissimo che la media impresa familiare avrà un ruolo importante nella ricomposizione dell’economia, proprio grazie alla sua dimensione, flessibilità, elasticità, ecc.”.

UN OCCIDENTE SENZ’ANIMA

L’Occidente ha dimenticato se non rinnegato la sua origine cristiana. A gran voce Giovanni Paolo II, ma anche Benedetto XVI chiesero di introdurre nella Costituzione europea il riferimento alle radici cristiane dell’Europa il cui senso avrebbe significato di ricordare al legislatore che esiste una ‘Cattedra morale’ in grado di essere da guida e da sentinella a fronte delle lusinghe del mondo e della tecnocrazia cinese. Secondo l’economista

“Per tutte queste sirene dovrebbe valere una sola regola. La troviamo nel Vangelo di Giovanni (Gv 17, 15): dice Gesù al Padre intercedendo per tutti noi: «Non chiedo che tu li tolga dal mondo», cioè dalle tentazioni del mondo, dalle sirene, ecc. «ma che li custodisca dal maligno». Vediamo di sviluppare questo concetto. Anzitutto il Signore ci chiede di cercare di santificare il nostro ambiente, non di fuggirlo. Dobbiamo convincerci che dobbiamo fare il nostro dovere di cattolici proprio nel nostro ambiente, non “nonostante il nostro ambiente – pieno di lusinghe e sirene”. Solo così saremo apostoli e cambieremo il mondo”.

A tutto ciò fa da contraltare il Nuovo Ordine Mondiale quale estensione del pensiero post-illuminista in cui vige il principio dell’uguaglianza – afferma Gotti Tedeschi – intesa come “sogno di uniformizzare il mondo intero: tutti fratelli, tutti uguali, tutti liberi, tutti felici, ricchi, belli e sani. Solo, un po’ meno di numero… A fine anni Sessanta ci riprovarono negli Usa grazie a Henry Kissinger and friends. Cercherò di riassumere: I- le ragioni proposte per avviare il NOM;  II- gli obiettivi dichiarati;  III – i mezzi utilizzati; IV- i risultati generati”.

Orbene, il terzo punto si è attuato con la creazione e/o il potenziamento di organismi sovranazionali (per cercare di contenere il sentimento sovranista/nazionalista) quali l’OMS, la FAO, l’UNICEF, la Banca Mondiale, l’Unesco – che è il Vaticano laico – etc.

E arriviamo al quarto punto, le conseguenze sono state: il crollo delle nascite, ma solo nel mondo occidentale, con invecchiamento della popolazione e conseguente aumento dei costi fissi quali il pagamento delle pensioni e la spesa sanitaria, crollo del PIL a fronte, invece, di un aumento della spesa individuale (sembra un paradosso ma ciò accade perché viene favorito il consumo di beni a bassissimo costo provenienti appunto dalla Cina), separazione del mondo in due macro-aree, con l’Occidente consumatore e non più produttore e un Oriente produttore, e non ultimi gli sconvolgimenti geo-politici a causa (o effetto?) delle guerre. Per non parlare, poi, della sostituzione dell’uomo con l’ambiente al centro del creato. Con grande soddisfazione dei malthusiani-ambientalisti!

Insomma l’obiettivo è il ‘Nuovo Umanesimo’ (che abbiamo sentito anche in uno dei vari interventi facebookiani del Premier Conte) che con molta probabilità avrà la forma di un Umanesimo pagano (amazzonico?). Secondo Gotti Tedeschi non si può parlare di Umanesimo senza evangelizzazione, non si può parlare di Umanesimo senza Dio, cioè senza il Creatore di ciò che è ‘Umano’. Purtroppo, si è permesso che il vecchio umanesimo cristiano “fosse corrotto dal Luteranesimo (che mentre giustifica il peccato dichiara corrotta la natura umana e rifiuta la ragione), dal Giansenismo (che nega il libero arbitrio), dal Cartesianesimo (che nega leggi naturali ed autorità), dal Rousseaunismo (che impone il mito del buon selvaggio). Ora mi pare evidente che quando oggi si parla di nuovo umanesimo lo si fa non riconoscendo la Creazione, il peccato originale e la Redenzione. Di qui deriva ogni altra corruzione morale, soprattutto il convincimento che sia la miseria materiale che crea miseria morale. Così l’umanesimo non è che un trucco per giustificare il materialismo dell’uomo moderno e le sue debolezze morali, pertanto separando corpo ed intelletto e ignorando l’anima, separando fede da opere, negando virtù e meriti”.

E Benedetto XVI, nella recente intervista concessa a Peter Seewald ha chiaramente parlato di “dittatura mondiale di ideologie apparentemente umanistiche” e di  “forza spirituale dell’Anticristo” per cui la società moderna sta formulando una fede anticristica, cui non ci si può opporre senza essere puniti con la scomunica sociale.

La filantropia sta giocando un ruolo emergente da un bel po’ di tempo ma, per ricordare S. Paolo nella prima lettera ai Corinzi (Inno alla Carità), noi possiamo donare anche tutti nostri beni, ma senza la fede i nostri atti non hanno valore, non giovano all’anima. Invece oggi  tutto passa attraverso il  filtro dell’edulcorazione e letto in chiave moderna/ista, per cui l’amore è sentimentalismo, la carità è filantropia, il divertimento è lo sballo, etc. e  come dice Gotti Tedeschi la ‘carità’ laica è più efficiente di quella religiosa (per colpa di quella religiosa, che spreca, dissipa, persino a volte corrompe, ecc.). La filantropia è uno strumento ancora poco comprensibile, è “immagine per fare business”, gode di esenzioni fiscali elevate (credito d’imposta fino al 50%), vale una cifra elevatissima (300Mld$). Ma si direbbe orientata anch’essa al controllo delle nascite e all’immancabile tutela dell’ambiente. È in mano a tycoon gnostici. Ecco forse questo meriterebbe attenzione. Un nuovo umanesimo profuma di eresia e di utopia, di ingegneria sociale maritata con filantropia restitutiva”.

Qual è allora la ricetta per uscire da questa crisi? E veniamo alla Dottrina sociale della Chiesa. E’ necessaria una battaglia culturale (io direi una contro-cultura, o una contro-rivoluzione tanto per ricordare Plinio Correa de Oliveira)  e quindi ritornare alla centralità della famiglia, valorizzare la maternità, favorire la stabilità dei nuclei familiari e la proprietà privata, incentivare il risparmio e lo spirito imprenditoriale. Giustamente Gotti Tedeschi sostiene chePer esempio, e anche prescindendo da valutazioni morali, per eliminare la povertà si deve sostenere un sistema centrato sulla iniziativa privata e sulla proprietà privata. Certi che qualcuno, la ricchezza da distribuire, deve pur crearla prima e non sarà mai lo stato con l’assistenzialismo che è peggio della droga perché annulla la volontà, l’iniziativa. Non sarà mai il filantropismo ridistributivo, che serve piuttosto a controllare i beneficiari della beneficenza. L’utopia più dannosa è l’egualitarismo e la ingiusta ridistribuzione della ricchezza che pretende di dare ad ognuno quello che non è suo”.

CONCLUSIONI

Per uscire dalla crisi devastante una proposta è quella di usare due strumenti indispensabili che fungano da ‘fari nella notte’ che, a parere di Gotti Tedeschi, sono due encicliche (Sollicitudo rei socialis di San Giovanni Paolo II e Caritas in veritate di Benedetto XVI) “La prima perché ci fa riflettere sul fatto che la crescita di una civiltà non è solo scientifico-tecnologica, ma l’uomo deve crescere anche in sapienza, altrimenti resta “immaturo” nella capacità di gestire gli strumenti tecnici che presto o tardi gli sfuggiranno di mano. La seconda per capire che significa ‘autonomia morale’ di uno strumento.”

In pratica se si rifiuta, o non si vuole comprendere, la necessità di un ritorno alla alimentazione delle tre dimensioni dell’uomo (carne, intelletto e spirito) saremo destinati all’autodistruzione. Quindi, occorre da una parte che la Chiesa riprenda il suo ruolo di evangelizzazione e diKathécon, dall’altra che le forze politiche (al momento forse soltanto una certa parte della Destra, o del Centro-destra) avanzino proposte concrete sul piano sociale in linea con i principi sopra trattati. Ma occorre determinazione e coraggio e, soprattutto, essere consapevoli di operare per il bene comune, quello vero.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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