Comincia a Bruxelles la settimana decisiva sul MES: prepariamoci alla disobbedienza civile

Comincia oggi con la riunione dell’Eurogruppo e terminerà giovedì 26 con il Consiglio europeo, la settimana decisiva per verificare le reali disponibilità di Bruxelles a sostenere l’economia del Continente di fronte all’emergenza del Coronavirus.

E si capirà finalmente a che gioco sta giocando Giuseppe Conte con queste fissazione di utilizzare il MES (fondo salva-stati)  per trovare le risorse finanziarie contro la crisi. E anche la reale portata di grandi dichiarazione ad effetto come quella con cui la Commissione europea ha promesso di sospendere il Patto di stabilità (quello che ci impone il limite del 3% nel rapporto tra deficit e Pil).

Ma intanto l’Olanda ha già messo le mani avanti: “niente concessioni economiche senza condizionalità”, che vuol dire che non si potranno utilizzare le risorse del MES senza impegnarsi a restituire con gli interessi i soldi ottenuti. Qualcuno dirà: casa conta l’Olanda? Tantissimo, perché questo piccolo Stato ha sempre avuto il ruolo di “pesce pilota” che precede l’arrivo dello squalo tedesco. Insomma se gli olandesi hanno preso una posizione così dura è impensabile che non l’abbiano prima concordata con i tedeschi.

Quindi Conte è un illuso, quando ha promesso ai 5 Stelle di accettare l’utilizzo del fondo salva-stati solo senza condizionalità. Oppure il levantino Presidente del Consiglio ha in mente un’altra furbata: aggirare l’opposizione alla riforma del MES (proprio quella che ne estende le funzioni e rende più pesanti le condizionalità) con l’esca di un suo utilizzo proprio per fronteggiare l’emergenza. Il braccio di ferro sull’approvazione di questa riforma va avanti ormai da un anno e spacca la stessa maggioranza di governo, che vede il PD favorevole e il M5S allineato sulle posizioni contrarie dell’opposizione sovranista.

Tutto questo sta accadendo – come ha sottolineato Giorgia Meloni dopo l’ultimo infruttuoso incontro delle opposizioni con il Governo – a Parlamento di fatto chiuso e quindi con  una discrezionalità mai prima vista per Palazzo Chigi. Non è possibile neppure andare a protestare davanti ai Palazzi del potere – come Lega e Fdi hanno fatto in altre occasioni simili – perché gli Italiani sono giustamente obbligati a rimane a casa.

Allora teniamo gli occhi aperti: leggiamo le decisioni che usciranno dalle riunioni di Bruxelles con grande attenzione, perché basta una frase sbagliata negli accordi che saranno sottoscritti per distruggere definitivamente la nostra sovranità economica e ogni speranza di uscire da questa terribile crisi.

E prepariamoci a forme dirompenti di disobbedienza civile se capiremo che ci stanno fregando un’altra volta. Salvini e la Meloni dovranno guidare questa protesta, senza se e senza ma. È veramente in gioco l’Italia.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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