Conte apre al MES: ecco perché il Parlamento non deve votare prima del Consiglio Europeo

Giuseppe conte apre al MES e, dopo averlo negato per intere settimane, ammette che “a certe condizioni” il Governo italiano potrebbe accettare di utilizzare questo strumento per fronteggiare l’emergenza del Coronavirus.

Lo ha scritto in un post su Facebook (nuova Gazzetta ufficiale del Governo): “Bisognerà attendere prima di valutare se questa nuova linea di credito sarà collegata a meccanismi e procedure diversi da quelli originari. Se questo nuovo strumento finanziario presenterà caratteristiche effettivamente differenti dal MES, per come finora utilizzato.”

E continua: “Se vi saranno condizionalità o meno lo giudicheremo alla fine (…). Solo allora potremo valutare se questa nuova linea di credito pone condizioni, quali condizioni pone, e solo allora potremo discutere se quel regolamento è conforme al nostro interesse nazionale. E questa discussione dovrà avvenire in modo pubblico e trasparente, dinanzi al Parlamento, al quale spetterà l’ultima parola. Prima di allora potremo disquisire per giorni e settimane, ma inutilmente.”

Ecco perché la maggioranza di governo ha evitato di affrontare un voto in Parlamento prima del Consiglio europeo del 23 aprile. Prima la scusa era che questo Consiglio era informale perché avveniva per video-conferenza, come se tutte le riunioni europee non avverranno attraverso questo strumento anche nei prossimi mesi. Adesso Conte dichiara apertamente che si vuole mantenere le mani libere per sbragare sull’utilizzo del MES, come se non  fosse possibile contemplare le diverse eventualità anche all’interno di una mozione parlamentare da votare alla luce del sole.

D’altra parte il PD non ha fatto mistero – anche per bocca di Zingaretti – in questi ultimi giorni di ritenere il MES uno strumento da utilizzare senz’altro, mentre il Movimento 5 Stelle continuava a ripetere meccanicamente la sua contrarietà. Quindi Conte ha scelto di tirare la palla avanti sperando di trovare un qualche trucco per nascondere il cedimento ai diktat europei. Mentre, al contrario, sarebbe stato molto più serio e forte presentarsi al Consiglio europeo con un mandato vincolato a un ben preciso voto parlamentare, così come hanno fatto gli Olandesi priva dell’ultima riunione dell’Eurogruppo e come fanno sempre i Tedeschi utilizzando addirittura deliberati della propria Corte costituzionale.

Oggi in Parlamento i voti di Lega, Fdi e M5S metterebbero in minoranza Conte e il PD (insieme purtroppo a Forza Italia) sull’utilizzo del MES, domani – anche attraverso il solito “provvidenziale” intervento di Mattarella – le cose potrebbero cambiare. Alla faccia della tanto sbandierata “democrazia parlamentare” che dovrebbe esistere nel nostro Paese.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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