Conte oltre ogni limite: parla di progetti faraonici mentre l’Italia muore

Quello che lascia agghiacciati dell’ultima (ennesima) conferenza stampa di Giuseppe Conte è l’impressione che l’uomo abbia perso il contatto con la realtà. Alle illusioni siamo abituati, ma è incredibile che al bisogno disperato del Paese di interventi urgenti, si pensi di rispondere con progetti faraonici che richiedono sia tempi lunghi che una piena legittimazione democratica.

Conte, dopo essersi scusato per tutti i ritardi che lo Stato sta accumulando nel garantire prestiti e cassa integrazione agli Italiani, invece di indicare interventi immediati, lancia il pallone in tribuna: da un lato parla della convocazione degli “Stati generali dell’Economia” e dall’altro lato promette addirittura una riforma organica del fisco italiano.

Gli “Stati generali dell’economia” sono la classica iniziativa che un Governo lancia quando sente montare l’insofferenza delle categorie produttive e non sa che pesci prendere, ma in realtà si tratta di un esercizio lento, retorico e generalmente inconcludente. Solo per convocare questi Stati generali, preparando adeguatamente i dossier, ci vorrebbero mesi, poi altri mesi per trovare una sintesi tra le proposte fatte e ancora un tempo indefinito per attuarle. Come se non bastasse Giuseppe Conte collega questa iniziativa faraonica all’attuazione del “Recovery Fund”, ovvero il “fondo truffa” della Commissione europea che – se va bene – vedrà la luce nel 2021, cumulando in questo modo le lentezze del Governo con quelle dell’Unione europea.

La riforma organica delle tasse italiane, a sua volta, è un’operazione di estrema complessità che per essere attuata richiede sempre una legge delega e l’approvazione di svariati decreti legislativi (arco temporale almeno due anni). Ma quello che sfugge completamente ad uno pseudo-tecnico come Conte è che la riforma del fisco non è mai un’operazione politicamente neutra, perché finisce sempre per avvantaggiare o penalizzare un ceto economico rispetto ad un altro e quindi richiede uno specifico mandato democratico al Governo e al Parlamento. Quindi un’operazione di questa portata non può essere lanciata da un Governo a termine, fabbricato in provetta tra i Palazzi del Potere.

Insomma tutti attendono la fine del Governo Conte e lui parla come se fosse stato appena eletto dagli Italiani e avesse davanti anni interi di mandato. Sapremo nei prossimi giorni se tutto questo è il tentativo disperato di un pazzo di sopravvivere a se stesso, oppure c’è un disegno più generale che non può non coinvolgere il Quirinale.

Le opposizioni, invece di farsi processare per gli “assembramenti” nelle loro manifestazioni, devono reagire a questo teatrino chiedendo, in una grande protesta di piazza, la data delle elezioni e una legge elettorale che non ripeta lo stallo in cui è nata questa legislatura. Solo se e quando il Quirinale indicherà questa data, sarà possibile parlare di collaborazioni unitarie per affrontare la crisi economica. Non folli progetti a lunga scadenza, ma con una lista breve di misure drastiche per rimettere in moto l’economia nazionale.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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