Coronavirus: il Governo è colpevole

Correva il giorno 31 Gennaio 2020, quando si riuniva il Consiglio dei Ministri che deliberava lo stato di emergenza con queste parole:

“Vista la dichiarazione di emergenza sanitaria internazionale di salute pubblica per il coronavirus dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 30 Gennaio 2020, viste le raccomandazioni della comunità internazionale, considerata l’attuale situazione di diffusa crisi internazionale determinata dall’insorgenza di rischi per la pubblica e privata incolumità connessi ad agenti virali trasmissibili, che stanno interessando anche l’Italia; ritenuto che tale contesto di rischio, soprattutto, con riferimento alla necessità di realizzare una compiuta azione di previsione e prevenzione, impone l’assunzione immediata di iniziative di carattere straordinario ed urgente, per fronteggiare adeguatamente le possibili situazioni di pregiudizio per la collettività presente sul territorio nazionale. Vista la nota del 31 Gennaio 2020 con cui il Ministro della Salute ha rappresentato la necessità di procedere alla dichiarazione di stato di emergenza nazionale (…) Tenuto conto che detta situazione di emergenza, per intensità ed estensione, non è fronteggiabile con mezzi e poteri ordinari (…) Delibera dichiarato per sei mesi lo Stato di Emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. Nello Stato di Emergenza, si provvede con ordinanze emanate dal Capo del dipartimento della Protezione Civile in deroga ad ogni disposizione vigente. Per l’attuazione dei primi interventi si provvede nel limite di € 5.000.000,00”

Questo significa che dal 31 Gennaio il Governo Conte già sapeva che c’era un rischio sanitario in Italia ma fino al 21 Febbraio dichiarava che “il rischio di una epidemia in Italia è remoto” accusando chiunque dicesse il contrario di creare inutili allarmismi.

Soprattutto, dal 31 Gennaio tutti i poteri, in deroga all’ordinamento vigente, erano in capo dalla Protezione Civile ed, infatti, il Governo contestava, impugnava, criticava, annullava qualsiasi decisione delle Regioni e dei Comuni, avocando a se ogni decisione.

In pratica, quanto Zingaretti prendeva l’aperitivo a Milano, quando contestava la richiesta della Regione Lombardia e Veneto di chiudere le scuole, quando annullava la decisione dei sindaci di Ischia, quando accusava tutti di razzismo e il Governatore della Toscana andava a cena perché il virus più pericoloso è il razzismo, il Governo già sapeva che c’era un rischio sanitario, era stato avvisato, aveva avviato le procedure ma mentiva deliberatamente agli italiani.

Dal 31 Gennaio all’8 Marzo il Governo non ha fatto niente, aveva 5.000.000,00 di euro da poter spendere per le emergenze, aveva i poteri straordinari, ma non ha comprato mascherine, non ha comprato ventilatori, non ha allestito terapie intensive straordinarie, anzi ha soltanto impedito alle Regioni e ai Comuni di farlo.

Il profilo delle responsabilità è evidente, è nella loro stessa norma, hanno avocato i pieni poteri e non li hanno usati, li hanno avocati solo per impedire che qualcun altro lo facesse.

Sono colpevoli, il Governo e solo il Governo è colpevole.

Ancora di più se si guarda la normativa sullo Stato di Emergenza. Gli interventi emergenziali sono disciplinati dal D.lgs. 2 gennaio 2018 n.1 che all’art. 7 lettera C) testualmente indica quali possibili eventi emergenziali: “emergenze di rilievo nazionale connesse con eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo che in ragione della loro intensità o estensione debbono, con immediatezza di intervento, essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari”.

Immediatezza di intervento, più di un mese passato a prendere aperitivi. Un mese che si sarebbe potuto usare per prevenire, per contenere, per prepararsi. Per il Governo, però, il virus più importante da combattere era il razzismo.

Il Governo, già dal 31 Gennaio aveva stabilito anche la durata dell’emergenza nazionale in almeno sei mesi, eppure ogni giorno dobbiamo vedere una nuova ordinanza, un nuovo decreto che fissa termini, date che non corrispondono alla realtà.

Il Governo è colpevole di tutte le omissioni, le mancanze, le sottostime che vanno dal 31 Gennaio all’8 Marzo, è colpevole dei 4.000 morti che sono i morti che si sono causati per le infezioni precedenti all’8 Marzo, il Governo è colpevole per aver mentito al Popolo Italiano e per aver omesso di agire dopo aver avocato a sé i pieni poteri, è colpevole per aver consentito lo spostamento delle persone dalla prima area di contagio, avrebbe potuto bloccare gli spostamenti subito dopo il primo caso (ne aveva i pieni ed esclusivi poteri), è colpevole per aver consentito gli spostamenti da Nord a Sud con la diffusione del virus in tutta Italia.

Il Governo è colpevole del fatto che, pur sapendo, che l’emergenza durerà almeno fino a Giugno continua a fare decreti che durano un mese o, addirittura, due giorni come l’ultimo di Speranza.

Con il suo lassismo ha causato morte, dal 31 Gennaio sapeva e aveva gli strumenti per agire, li aveva soltanto il Governo e nessuno più se li era avocati ma non li ha usati.

Ora, almeno, adotti le misure definitive fino al 31 Giugno e la smetta di ingannare il Popolo Italiano. Poi, quanto tutto sarà finito, ci sarà tempo e modo per valutare e giudicare su tutte le omissioni e su tutte le colpe.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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