Coronavirus in Italia: care vecchie frontiere…

Care vecchie frontiere, cari antichi confini… Li avevano maledetti in tutti i modi, come il retaggio di un brutto passato, la manifestazione più cupa della “follia sovranista”. Ma di fronte all’emergenza globale del Coronavirus, il principale strumento di difesa dei popoli non poteva che essere la chiusura delle frontiere.

È successo anche in Italia, dove il Governo pavido e globalista di Giuseppe Conte ha atteso i primi casi della malattia prima di prendere, in ritardo, questo provvedimento ovvio e necessario. Anzi è stato proprio il Presidente del Consiglio a rubare la scena al Ministro della Salute, per annunciare in prima persona  – unico caso in tutto il mondo, salvo la Cina – l’arrivo della malattia nel nostro paese e le tardive contromisure. Poiché passano alcuni giorni prima del manifestarsi della malattia nelle persone infettate, sapremo solo nei prossimi giorni quanto è costato al popolo italiano questo ritardo.

Tutto questo è reso ancora più grave dal fatto che appare evidente che il Governo cinese non abbia detto tutta la verità al resto del mondo. La storiella del virus trasmesso per via alimentare regge poco, mentre la straordinaria determinazione e il dispiego di mezzi con cui si sono mosse fin dalle prime ore del contagio ci fanno pensare che le autorità cinesi sapessero da subito la gravità del pericolo. E ormai la paura corre insieme alla notizia che a Wuhan esistono laboratori di armi chimiche…

I popoli che compongono l’Umanità riusciranno a vincere anche questa emergenza, non abbiamo dubbi. Ma quanto costerà questa sfida non lo sappiamo. Sappiamo però che questi costi umani ed economici saranno direttamente proporzionali alla follia di un mondo globale sempre più aperto e incontrollato.

E anche in questo drammatico frangente si dimostrerà che quella sovranista è l’unica via per governare la globalizzazione. Perché la risposta a questa emergenza globale si può costruire solo attraverso la cooperazione tra i popoli, che devono però mantenere ognuno il possesso delle proprie “chiavi di casa”. Perché la chiusura delle frontiere rimane la principale arma in questa battaglia…

Pubblicità

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Per maggiori info, leggi la nostra Cookie Policy e la nostra Privacy Policy.

Chiudi