Crolla un altro ponte: sempre a causa dei tagli alla spesa pubblica

In Italia non c’è solo l’emergenza del Coronavirus, ci sono anche i ponti che crollano. Ma la causa remota è la stessa: i tagli alla spesa pubblica che hanno distrutto la sanità come le infrastrutture pubbliche.

Dopo il ponte Morandi, è crollato il ponte di Caprigliola, un importante viadotto che collega La Spezia e Massa. C’erano due furgoni di passaggio e i guidatori si sono salvati, uno solo è rimasto ferito. Il blocco della circolazione imposto per il coronavirus ha evitato una tragedia visto che quel tratto di strada è solitamente molto trafficato.

L’infrastruttura negli ultimi mesi era stata al centro di polemiche dopo che, lo scorso novembre, in seguito a un’ondata di maltempo, si era formata una crepa notata anche da molti automobilisti. Ma, dopo un intervento di riparazione e dopo il sopralluogo dei tecnici Anas, era stato dato il via libera alla circolazione senza limiti al traffico.

“Deve essere chiaro, ancora una volta, che quando le Province dicono a gran voce, e dati alla mano, che il Paese ha bisogno urgente di manutenzione non è per fare allarmismo ma perché la presenza sul territorio ci consente di avere un quadro chiaro delle necessità”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Upi, Michele de Pascale.

Come l’emergenza del Coronavirus è stata resa devastante dai tagli alla sanità, i ponti che crollano e le infrastrutture che vanno a pezzi derivano dai tagli alla manutenzione delle infrastrutture. Tagli alla spesa pubblica corrente imposti dalle regole di austerità dell’Unione europea e dell’ideologia neo-liberista.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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