Da oggi i prestiti per le imprese: pochi, ingoiati dalla Banche e sotto la minaccia di Equitalia

Partirebbe oggi la maxi-operazione liquidità messa in campo dal governo con il “Decreto liquidità” con l’intenzione di dare ossigeno alle imprese bloccate dall’emergenza coronavirus. Le banche, in prima linea nella concessione dei prestiti, assicurano che i soldi potranno arrivare nelle casse degli imprenditori praticamente subito, anche nel giro di una giornata.

Ma in realtà nell’immediato si potranno concedere solo gli importi sotto i 25.000 euro garantiti al 100% dal Fondo Pmi. Anche per questi però il Segretario della Fabi (Federazione autonoma bancari italiani), Lando Sileoni, avverte: “Non è automatico che il rappresentante dell’azienda che va in banca ottenga i 25mila euro. Questi soldi devono nascere dal 25% della voce ricavi…”. Quindi molti imprenditori, tutti quelli che non hanno almeno 100.000 euro di perdite di ricavi, prenderanno meno della cifra massima prevista. Inoltre le banche si possono rifiutare di erogare se l’imprenditore è gravato da un mutuo.

Per quelli superiori ai 25.000 euro, che prevedono la garanzia di Sace, ci vorrà invece più tempo, 15-20 giorni, perché si attende ancora, ha spiegato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, la piattaforma informatica sulla quale gestire le domande, mentre altro tempo è stato perso a causa dei controlli della Commissione europea. Sempre che non ci siano intoppi informatici come quello che ha colpito ad esempio il sito dell’Inps nel primo giorno di avvio delle domande per il bonus autonomi.

I tassi di interesse sui prestiti, ricorda Intesa Sanpaolo, dovranno essere sotto il 2% e la banca, cercando di smentire alcune notizie diffuse online su maxi interessi di oltre l’8%, assicura che nelle sue filiali sarà applicata una significativa riduzione rispetto a quanto previsto. In realtà all’8% e anche oltre, si arriva tenendo conto che questi soldi serviranno innanzitutto per coprire gli scoperti bancari che ogni impresa ha con le banche. Ad esempio un’impresa che ottiene il prestito di 25.000 euro all’1,8%, ma ha una sofferenza di 20.000 euro con la banca, incassa solo 5.000 euro pagando quindi  interessi reali del 9%.

Intanto secondo Letizia Giorgianni, presidente dell’Associazione vittime delle Banche, “Ci sarebbe il rischio di cadere nelle maglie dell’Agenzia dell’Entrate-Riscossione (la vecchia Equitalia) per quelle imprese che, ottenuto il finanziamento, non riuscissero a pagarne le rate, perché l’erogazione non è direttamente effettuata dalla banca, ma dal Fondo di garanzia che è una struttura statale che quindi può attivare Equitalia.”

Insomma in collegamento telefonico e online con le banche (nessun incontro in filiale) i nostri imprenditori otterranno solo prestiti che in buona parte saranno ingoiati subito dalle banche e, per quelli più consistenti, non si sa se e quando saranno erogati. Ottimo risultato da parte del Governo.

Intanto Sileoni dice “in questi giorni stiamo registrando un odio sociale verso il settore bancario” Chissà come mai…

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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