Deve essere impossibile per la FED creare inflazione…..

 

Posted by WARREN MOSLER on November 14, 2011

Tradotto da Megas Alexandros

Non passa piu’ di un’ora senza che qualche  esperto paventi la possibilità del pericolo di una  inflazione fuori controllo, con i nomi dello Zimbabwe e di Weimar che escono fuori dalle lingue degli americani comuni. Ed i membri del Congresso e colorο che credono a questa convinzione, criticano continuamente la Fed per aver degradato la valuta.

Non ci sono dubbi che la Fed abbia cercato di rivitalizzare, in particolare modo il mercato immobiliare. Per non commettere lo stesso errore commesso dal Giappone, hanno rapidamente abbassato il tasso dei fed funds vicino allo 0%, fornito liquidità bancaria illimitata, e poi hanno continuato ad acquistare $ trilioni di titoli di stato statunitensi nel tentativo di sostenere la domanda e i prezzi, aggiungendo più liquidità e riducendo ulteriormente i tassi di interesse a lungo termine e i mutui. L’intento dichiarato ed evidente è stato quello di fare tutto il possibile per sostenere un’espansione del credito del settore privato che sosterrebbe i prezzi e la domanda aggregata necessaria per ridurre la disoccupazione.

Per tutti gli scopi pratici la Fed ha fatto tutto. Eppure la disoccupazione rimane a livelli di depressione superiori al 9% (e oltre il 16% come veniva calcolato non molto tempo fa) e l’unica cosa che mantiene quella che viene chiamata “ inflazione ” oltre l’1% è un monopolista straniero che sostiene il prezzo del petrolio greggio .

Quindi, se l’inflazione è questa cosa, cosi’ minacciosa sempre in agguato dietro ogni angolo che richiede una vigilanza eterna per evitare di alzare improvvisamente la sua brutta testa, perché tutti i cavalli della Fed e tutti gli uomini della Fed non sono stati in grado di gonfiarla di nuovo? E perché qualcuno dovrebbe ancora pensare di poterci riuscire a farlo? Voglio dire, stiamo parlando di laureati con titoli e risorse avanzate che hanno fatto tutto il possibile per ristabilire una spinta inflattiva, ma che ancora falliscono dopo 3 lunghi anni? Per non parlare della stessa cosa in Giappone per 20 anni, dove, anche loro hanno laureati con lauree avanzate (anche se più o meno dalle stesse scuole).

Forse questa cosa dell’inflazione è più difficile da ottenere di quanto sembri? E cosa succedeva nella repubblica tedesca di Wiemar, dove se parcheggiavi una carriola piena di soldi, i ladri prendevano la carriola e lasciavano i soldi? Si scopre che sono state quelle fastidiose riparazioni di guerra che hanno fatto salire la spesa in deficit del governo a qualcosa come il 50% del PIL all’anno, con la maggior parte di quella enorme spesa in deficit utilizzata per vendere la valuta tedesca e acquistare valuta estera per pagare le riparazioni di guerra. Come previsto, ciò ha spinto la loro valuta verso il basso nel buco del topo in breve tempo, e ha continuato a guidarla verso il basso, causando quel famoso attacco di iperinflazione che non è terminato fino a quando quella politica è finita. E quando tutto ciò è finito e la politica è cambiata, l’inflazione si è fermata di colpo. In un giorno. Allora che ne dici dello Zimbabwe? Si scopre che hanno avuto un po’ di disordini civili, che hanno ridotto la loro capacità produttiva di circa l’80%, ma la spesa pubblica è rimasta alta e un eccessivo potere di spesa con troppi pochi beni e servizi in vendita ha fatto salire i prezzi alle stelle. Per non parlare delle voci di addetti ai lavori che utilizzano la valuta locale per acquistare valute estere, il tutto finalizzato ad un guadagno personale (suona familiare).

Applicando questo agli Stati Uniti per replicare l’inflazione avvenuta nella Repubblica di Wiemar, il Congresso dovrebbe aumentare il deficit a circa $ 8 trilioni all’anno e poi vendere quei dollari continuamente sul mercato, usandoli per acquistare yen, euro e sterline. E replicare lo Zimbabwe significherebbe una sorta di disastro che ha spazzato via l’80% della nostra reale capacità produttiva e poi continuare a spendere dollari federali come se non fosse mai successo.

Ma dobbiamo assolutamente evidenziare, che questi esempi di iperinflazione sono ricondotti a comportamenti del  governo selvaggi ed estremamente eccessi. Spesa in deficit e nessuna azione delle banche centrali. E, infatti, da quello che ho visto, quei tipi di livelli di spesa in deficit causano sempre l’inflazione, indipendentemente da ciò che fa la Banca Centrale. Ad esempio, la spesa in disavanzo e l’indicizzazione dei prezzi pagati dal governo a vari parametri di inflazione, hanno propagato tutte le grandi inflazioni latinoamericane del passato relativamente recente, anche se le banche centrali hanno aumentato disperatamente i tassi, non hanno acquistato titoli e, in generale, hanno fatto tutto il possibile per promuovere la stabilità dei prezzi.

La Cina ci offre un interessante punto sui dati contemporanei, da considerare. La spesa in deficit in Cina ha superato il 20% all’anno, se includiamo i prestiti statali ad imprese di proprietà dello Stato, governi locali ed altre entità, il cui rimborso non è un fattore, rendendo tale prestito, a tutti gli effetti pratici, più o meno lo stesso di una spesa in deficit. Teniamo ben presente che l’unica volta in cui la spesa in deficit degli Stati Uniti è diventata così alta, con praticamente gli stessi tassi di crescita, è stata durante la seconda guerra mondiale. E sebbene sia considerata alta, l’inflazione cinese sembra aver raggiunto il picco di circa il 6%, ben lontano dall’iper inflazione; e cosa interessante, risulta molto simile agli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale. E si noti che durante la seconda guerra mondiale, la Fed è stata del tutto accomodante, proprio come la Fed oggi, acquistando titoli del Tesoro per mantenere bassi i tassi a lungo termine.

Quello che, tutto questo mi dice, è che l’inflazione fuori controllo, qualunque cosa significhi, non è qualcosa che si nasconde dietro ogni angolo in attesa di balzare fuori. In effetti, ci vuole molto lavoro per arrivarci, e non basta l’operato della Fed, ma occorre necessariamente quello del Congresso (“qui Warren vuole evidenziare il ruolo fondamentale delle scelte della politica”). E non sono sufficienti quelli che chiameremmo alti livelli di spesa in deficit, ma sono necessari livelli elevatissimi di spesa in deficit.

Non ho alcun timore che la Fed possa causare l’inflazione. In effetti, la teoria e le prove mi dicono che i loro strumenti funzionano più probabilmente al contrario, a causa dei canali di reddito di interesse. Questo perché quando abbassano i tassi, stanno lavorando per rimuovere il reddito netto da interessi dal settore privato e quando acquistano titoli del Tesoro USA (alias QE / quantitative easing) rimuovono ancora più reddito da interessi dall’economia. Ricordate che lo scorso anno la Fed ha consegnato al Tesoro 79 miliardi di dollari di profitti del portafoglio QE? Quei dollari sarebbero altrimenti rimasti nell’economia.

Allora qual è la differenza fondamentale tra ciò che la Fed può fare e ciò che può fare il Congresso? La Fed non può creare attività finanziarie nette perché acquista, presta e trasferisce in altro modo attività finanziarie. L’acquisto di un’obbligazione o di qualsiasi altro titolo scambia solo un’attività finanziaria con un’altra e quindi non cambia la ricchezza nominale (in dollari) dell’economia. Quando la Fed acquista un titolo, quel titolo non è più detenuto dall’economia. La Fed ottiene il titolo e l’economia ottiene un uguale saldo in dollari in un conto Fed. Lo scambio viene effettuato a prezzi di mercato, quindi per tutti gli scopi pratici è uno scambio uguale.

Quando il Congresso spende, tuttavia, di solito acquista beni e servizi reali, e non titoli e altre attività finanziarie. Quindi, quando avviene lo scambio, il Congresso ottiene i beni e servizi reali, che non sono attività finanziarie, e l’economia ottiene saldi in dollari presso la Fed, che sono attività finanziarie. Quindi la spesa del Congresso aggiunge risorse finanziarie all’economia, al penny, rendendola molto diversa da ciò che fa la Fed.

E si noti che quando l’economia acquista titoli del Tesoro, tutto ciò che accade è che i saldi in dollari che l’economia ha presso la Fed, in quelli che vengono chiamati “conti di riserva” si spostano sui saldi in dollari in quelli che vengono chiamati “conti titoli” presso la Fed. I dollari nei conti titoli e nei conti di riserva sono tutte attività finanziarie in dollari. Quindi spostarsi avanti e indietro non cambia la ricchezza nominale in dollari dell’economia.

In conclusione, la teoria e le prove mi dicono che è impossibile per la Fed creare inflazione, e non importa quanto caparbiamente ci provi. Il motivo, è perché tutto ciò che la Fed fa è spostare dollari da un tipo di conto a un altro, senza mai cambiare le attività finanziarie nette detenute dall’economia. La modifica dei tassi di interesse sposta solo i dollari tra “risparmiatori” e “mutuatari” e il QE sposta solo i dollari dai conti titoli ai conti di riserva. E così la teoria ed i fatti provati, ci dicono di non aspettarci molti cambiamenti a livello macroeconomico, e gli strumenti primari utilizzati dalla Fed, rendendo impossibile per la Fed stessa creare inflazione.

Post script:

Non fatevi ingannare da argomentazioni incentrate sulla teoria delle aspettative di inflazione. Neanche questo regge, e ad un attento esame non riceve alcun sostegno dalla teoria o dall’evidenza. L’unico sostegno che ottiene è dato da ipotesi fondamentalmente errate, che conserverò per un’altra discussione.

Commento:

Riportando i concetti espressi da Warren Mosler in questo articolo scritto nel 2011 all’indomani della crisi dei sub-prime, su quanto avvenuto in Europa fino ad i giorni nostri, non possiamo che constatare la conferma delle teorie espresse riguardo all’inflazione.

In effetti, pur in presenza di una massiccia espansione monetaria da parte della BCE, per mezzo del QE, iniziato con la famosa frase di Draghi (“Whatever it takes”), ad oggi, l’obbiettivo di inflazione del 2% non e’ mai stato raggiunto.

Ma vi e’ di piu’, nonostante gli ulteriori programmi messi in atto dalla BCE per fronteggiare la crisi del Covid-19, che hanno portato la stessa ad avere un passivo di oltre 7 trilioni di euro, la tanto temuta inflazione non e’ riuscita ad uscire da dietro l’angolo.

Semmai, sempre seguento gli insegnamenti di Mosler, questa si presentasse, non sarebbe certamente per l’operato della Banca Centrale, ma per l’operato politico della EU, che nonostante la pandemia, niente ha fatto per sostenere la produzione ed i consumi.

Infatti, un blocco totale della produzione, come avvenuto durante il “lockdown” e la conseguente mancanza di prodotti sul mercato, potrebbe far scattare un aumento incontrollato dei prezzi, e quindi l’inflazione.

Ultimo aspetto fondamentale da evidenziare, anche in Europa con le varie misure adottate dalla BCE e ripeto nonostante un passivo di oltre 7 trilioni di euro, nessun beneficio abbiamo visto a livello macroeconomico per quanto riguarda l’economia reale.

Il motivo e’ semplice ed e’ lo stesso indicato da Mosler: tutti i programmi messi in atto dalla Banca Centrale Europea, sono solo e soltanto “partite di giro”, che, solo spostano soldi da un conto ad un altro senza acquistare nessun bene e/o servizio prodotto.

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Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
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