EURISPES lancia la proposta di creare un nuovo IRI con i 32 miliardi di beni sequestrati alle mafie

Per uscire dalla crisi economica generata dall’epidemia Covid-19 è necessario un forte e coordinato intervento dello Stato che rilanci il modello di “economia mista”, quello che ha fatto le fortune dell’Italia come potenza industriale. Su questo tutti concordano a parole e c’è finalmente chi non si vergogna a rimpiangere il vecchio IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale), creato nel 1933 e smantellato da Romano Prodi in ossequio ai dettami neo-liberisti (e agli interessi degli altri paesi industriali europei).

Adesso però c’è una proposta concreta lanciata dall’EURISPES, diretto da Gian Maria Fara, di come costruire un IRI 2, dando anche una risposta all’annosa questione dell’utilizzo dei beni sequestrati alle mafie. Le risposte politiche positive vengono soprattutto dal centrodestra e in particolare si distingue l’on. Edmondo Cirielli nella volontà di tradurre questa proposta in una specifica iniziativa legislativa.

Il valore complessivo dei beni sequestrati e confiscati alle mafie ammonta a 32 miliardi di euro, pari all’1,8% del Prodotto interno lordo prima della crisi indotta dalla pandemia. La gestione patrimoniale di questi beni, tuttavia, ha prodotto nel complesso sinora solo 57 milioni 884mila euro. Lo evidenzia il Presidente dell’EURISPES, Gian Maria Fara, che propone di creare una holding per gestire al meglio questo patrimonio, “organizzata in stretta collaborazione con l’Agenzia nazionale per i beni confiscati e sequestrati alla criminalità organizzata e con la vigilanza del sistema giudiziario antimafia”.

“Si tratterebbe – evidenzia l’Osservatorio permanente sulla sicurezza dell’EURISPES – di un ‘IRI 2’ con il capitale più alto del capitale sociale di Eni, Enel, Assicurazioni Generali, Intesa San Paolo, Poste Italiane e Leonardo messi insieme. Una Holding articolata per settori di competenza affidati a manager di comprovata esperienza (come, ad esempio: immobiliare, produzione agroalimentare, agricoltura, distribuzione, servizi e ambiente). Certo – sottolinea – la valorizzazione di questo immenso patrimonio non sarebbe da subito disponibile per fronteggiare nell’immediato l’emergenza generata dall’epidemia da Coronavirus ma potrebbe rappresentare una delle risorse strategiche per uscire dalla crisi e rilanciare la nostra economia”.

“Una simile opzione strategica – prosegue l’Osservatorio – metterebbe d’accordo anche i due orientamenti di pensiero che si fronteggiano da anni sul tema della vendita dei beni confiscati, polarizzandosi tra chi preferisce monetizzare il valore dei beni sequestrati e confiscati con finalità meramente contabili e chi, invece, destina a fini sociali i beni sequestrati e confiscati anche allo scopo di fornire alla collettività un segnale di virtù civica”. I beni mobili sottratti alle mafie ammontano ad un valore di 4 miliardi 336mila euro, dei quali 2 miliardi ed 85 milioni di euro sono cash, liquidità. ”

Molti i parlamentari che hanno risposto positivamente alla proposta dell’EURISPES. Oltre a Maurizio Gasparri di Forza Italia, è intervenuto con decisione il Questore della Camera Edmondo Cirielli, dell’esecutivo politico di Fratelli d’Italia.

“La proposta del presidente di EURISPES, Gian Maria Fara, coglie nel segno di una chiara inefficienza o quantomeno di una mancata opportunità da parte del nostro Stato”. Dice Cirielli che spiega: “L’idea di dar vita ad una holding per mettere a frutto i 32 miliardi sottratti alle mafie, che possa rappresentare una sorta di futuro ‘IRI 2’, mi interessa particolarmente essendo da sempre un parlamentare della Destra Sociale. Per questo su un tema così importante lancerò anche un dibattito all’interno di Fratelli d’Italia con l’obiettivo di far elaborare e presentare successivamente in Parlamento una proposta concreta dal mio partito di appartenenza che, da sempre, è sensibile all’idea del rilancio infrastrutturale dell’Italia. Peraltro questo momento è particolarmente indicato per il grave disastro economico provocato da una insipiente gestione dell’epidemia da parte della maggioranza Pd-5 stelle”.

Pubblicità
Pubblicità

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Per maggiori info, leggi la nostra Cookie Policy e la nostra Privacy Policy.

Chiudi