Fase 2: silenzio sulla ripresa delle celebrazioni liturgiche

Pare che nel dibattito sulla “Fase 2”, quella che ci dovrebbe portare fuori dal lockdown, ci sia un grande argomento completamente assente, quello della data della ripresa delle celebrazioni liturgiche.

Un silenzio assordante che, dopo le polemiche di varie parti politiche circa le dichiarazioni di Salvini sulla Santa Messa Pasquale, è calato di nuovo sui media e sui cattolici “silenti”. Mentre si moltiplicano le cronache di interventi di polizia che – in perfetto stile da comunismo cinese – impediscono a sacerdoti di celebrare la Messa, anche quando tutto si svolge con grande prudenza e attenzione alle norme anti-contagio.

Aperte le librerie, i supermercati le farmacie, ci si chiede oggi, perché, con le dovute cautele, non riaprire il Culto nelle Chiese?

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ringraziato la Conferenza Episcopale Italiana, che subito ebbe ad accettare senza discutere le prescrizioni dell’esecutivo. Ora nel silenzio di tutti sul punto, non sarebbe utile stimolare la discussione? Non appare necessario che chi ha la rappresentanza a farlo, celermente si dia da fare, comunicando poi al popolo cristiano gli esiti e gli sviluppi?

Oggi nella lettura del S. Vangelo, Luca 24,13-35, si legge dell’episodio dei due discepoli di Emmaus che riconoscono Cristo solo al momento in cui spezza il pane:

“Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro.

Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro.

Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero.”.

In un mondo secolarizzato, globalizzato e dominato dai padroni dei media, in cui siamo immersi, l’assenza dell’Eucarestia non può che renderci sempre più: “sciocchi e tardi di cuore”. E il bisogno di spiritualità e religione non può essere messo in secondo piano, rispetto ai bisogni materiali.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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