Fase 2: un caffè (davanti) al bar, siamo Italiani

Il selfie più diffuso tra ieri e oggi, all’inizio della Fase 2, è quello degli italiani che si bevono un caffè (davanti) al bar.

Come quando si torna da un viaggio all’estero. Cosa fanno gli italiani appena ritornati? Corrono ad un bar per assaporare un vero caffè espresso.

Poca cosa, direte voi, di fronte ai tanti pericoli – sanitari, economici, politici – di questa Fase 2. Ma non è così.

È il nostro essere Italiani che, nel bene e nel male, non viene meno. È quella caratteristica incredibile per cui anche un semplice caffè espresso – nonostante tutte le potenti catene come Starbuks – come lo fa il baretto italiano non lo fa nessuno.

Ed è quella piccola scossa profonda, quella caffeina tanto amata da Filippo Tommaso Marinetti, a cui ogni giorno ci affidiamo per risvegliare la parte più combattiva e consapevole di noi stessi, per superare tutte le nostre pigrizie e debolezze. Un piacere e un rito propiziatorio per affrontare la giornata.

Insomma, come sempre nei momenti più difficili, ripartiamo dalla nostra identità per affrontare la sfida della Fase 2. Alla faccia di quelli – cosmopoliti e globalisti – che la nostra identità ce la vogliono cancellare come un brutto ricordo del passato.

 

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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