Finisce il bluff di Renzi: Bonafede è salvo, l’Italia è ancora più in pericolo

A Palazzo Madama in 160 bocciano la mozione contro il guardasigilli del centrodestra, 158 quella della Bonino. A favore votano rispettivamente 130 e 124 parlamentari. Dopo giorni di agitazione, il leader d’Italia Viva, Matteo Renzi, annuncia l’intenzione di votare contro i due documenti con chiare allusioni agli accordi sottobanco con Conte:  “Lo dico per un fatto politico, confermo che il premier ha dato negli ultimi tempi segnali importanti”. Non a caso proprio ieri c’e stato l’incontro Boschi-Conte a Palazzo Chigi.

Tre giorni di minacce ma alla fine i renziani non hanno votato le due mozione di sfiducia ad Alfonso Bonafede. La prima era stata presentata dal centrodestra, firmata dai capigruppo della Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, e in sintesi accusava il guardasigilli di essere stato troppo morbido nella gestione delle carceri durante l’emergenza coronavirus. La seconda era di Emma Bonino che invece accusava il Ministro di essere troppo giustizialista nella gestione del dicastero. Due facce della stessa medaglia, anzi della stessa incompetenza.

Il dato politico è uno solo: Renzi ha dimostrato definitivamente di non essere più un leader politico ma solo un lobbista alla ricerca di spazi di potere per sé e per la sua pattuglia di parlamentari. Purtroppo oggi l’Italia è ancora più in pericolo: è stato confermato il Ministro delle scarcerazioni facili per i boss mafiosi e del giustizialismo più greve per i semplici cittadini italiani.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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