Gli scheletri nell’armadio di Tedros Adhanom Ghebreyesus, l’uomo a capo dell’OMS

Chi è Tedros Adhanom Ghebreyesus? È l’ex ministro della Salute e degli Esteri dell’Etiopia, membro del Fronte Popolare di Liberazione del Tigrè, partito d’ispirazione marxista, che il 23 maggio 2017, a Ginevra, la settantesima assemblea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Oms, ha eletto al proprio vertice.

Pochi giorni prima la stampa internazionale aveva sollevato dubbi sul candidato del governo etiope. Come il New York Times che il 13 maggio titolò Candidate to Lead the W.H.O. Accused of Covering Up Epidemics o il Washington Post, il 18 maggio, con l’articolo Ethiopia’s candidate for the World Health Organization doesn’t like mentioning a certain disease. La salute mondiale, questa l’accusa, poteva essere affidata a chi aveva minimizzato l’emergenza Ebola, causando a cascata il ritardo della risposta dell’Oms, o coperto focolai di colera nella regione di Oromia, declassandoli a semplici casi di diarrea acquosa acuta, quando, invece, come avrebbero confermato test Onu, si trattava proprio di colera? Nascondere, minimizzare, silenziare, allontanare dalla verità.

Tedros Adhanom Ghebreyesus, il candidato del governo etiope, godeva del sostegno dell’Unione Africana, di alcuni paesi del Pacifico e dei Caraibi e, in particolare, della Cina. Fino alla sua elezione esisteva il sito TEDROS. Together for a wealthier world con cui colui che aspirava allo scettro della sanità planetaria si presentava al mondo. Nonostante sia stato disattivato, è possibile risalirvi per altre vie. Una delle sezioni contiene, con rimando a un lancio della Ethiopian News Agency, gli endorsement di diplomatici di alcuni paesi asiatici e dell’Oceania, fra questi quello di La Yifan, allora ambasciatore cinese in Etiopia, che nel suo sostegno per conto di Pechino alla candidatura di Tedros Adhanom Ghebreyesus si diceva certo che della sua esperienza maturata nel campo dell’assistenza sanitaria si sarebbe avvantaggiata l’Africa e con l’Africa altri paesi in via di sviluppo. Un sostegno interessato considerati gli stretti e strategici rapporti di natura politica ed economica fra Pechino e Addis Abeba.

Un legame e un sostegno che Tedros Adhanom Ghebreyesus, eletto all’Oms, avrebbe ricambiato, facendosi paladino del principio “una sola Cina” caro a Pechino, che da tempo tentava e ancora oggi tenta d’impedire a Taiwan, che considera sua, di aderire a organizzazioni internazionali, fra cui l’Oms. Un conflitto che s’è ripresentato con la crisi sanitaria scatenata dal virus di Wuhan – che l’Oms ha ordinato di non chiamare più così, altro regalo a Pechino? – e che a dicembre, nonostante Taiwan avesse lanciato l’allarme, parlando anche di contagio da uomo a uomo, ha portato l’Oms a ignorare la cosa. Tutti o quasi tutti ormai lo pensano: Tedros Adhanom Ghebreyesus s’è piegato a Pechino, che ha orchestrato la sua elezione per guidare l’Oms.

Cos’è l’Oms sotto Tedros Adhanom Ghebreyesus? C’è un episodio, spesso dimenticato, che ai tempi causò grande sconcerto. Fra il 18 e il 20 ottobre 2017 Tabaré Ramón Vázquez Rosas, allora presidente dell’Uruguay, e l’Oms di Tedros Adhanom Ghebreyesus invitarono a Montevideo circa quattrocento delegati di governi, agenzie Onu, società civile e settore privato per una conferenza globale sulle malattie non trasmissibili. Durante l’evento Tedros Adhanom Ghebreyesus annunciò che Robert Mugabe, presidente dello Zimbabwe, sarebbe diventato ambasciatore di buona volontà dell’Oms in Africa per le malattie non trasmissibili. Quello stesso Mugabe signore africano famoso per le continue violazioni dei diritti umani. “Sono onorato” dirà Tedros Adhanom Ghebreyesusnel suo discorso del 18 ottobre “di essere affiancato dal Presidente Mugabe, dello Zimbabwe, un paese che pone la copertura sanitaria universale e la promozione della salute al centro delle sue politiche per fornire assistenza sanitaria a tutti. Oggi sono anche onorato di annunciare che il Presidente Mugabe ha accettato di servire come ambasciatore di buona volontà per le malattie non trasmissibili affinché l’Africa possa influenzare i propri pari delle vicine regioni, dando priorità alle malattie non trasmissibili”. Le cronache dell’epoca parlano dello shock fra i partecipanti alla conferenza. Come poteva l’Oms pensare di nominare ambasciatore di buona volontà un dittatore, un personaggio insofferente ai diritti umani? E cosa aveva fatto di così straordinario Mugabe per la sanità dello Zimbabwe, se non, al contrario, mortificarla, tanto da aver bisogno lui stesso di cure fuori dal paese? Davvero Tedros Adhanom Ghebreyesus non conosceva i disastri sanitari di Mugabe? Non erano un segreto. Erano già stati denunciati nel 2009 dai Physicians for Human Rights nel rapporto Health in Ruins. A Man-Made Disaster in Zimbabwe. Invece di soddisfare il diritto alla salute delle persone, aveva denunciato il rapporto, Mugabe aveva ordinato la chiusura di cliniche, ospedali e scuole mediche. Il crollo dell’economia sotto la sua presidenza aveva, inoltre,portato, accanto a una crisi del sistema sanitario, a una diffusa insicurezza alimentare, a malnutrizione e a focolai di malattie infettive, incluso il colera. Perché allora nominare Robert Mugabe? C’è chi malignò che fosse un modo per ringraziarlo per il suo sostegno, vedi Unione Africana, per la sua ascesa al vertice dell’Oms o viceversa per ringraziare Pechino via Mugabe, quest’ultimo in stretti rapporticon il Partito Comunista Cinese di Xi Jinping, presidente della Cina dal 2013.

Il sogno di Mugabe di veder ripulita la propria immagine sarebbe durato ben poco. Il 22 ottobre, pochi giorni dopo l’annuncio di Montevideo e davanti alle proteste dell’opinione pubblica internazionale, costringendo l’Oms a un’imbarazzante retromarcia sul piano della comunicazione, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che il 21 s’era già esercitato in un tweet di espiazione, revocherà la nomina di Mugabe, da lui stesso voluta: “Negli ultimi giorni” annuncerà con un comunicato ufficiale “ho riflettuto sulla mia nomina del presidente S.E. Robert Mugabe ad Ambasciatore di buona volontà dell’Oms per le malattie non trasmissibili in Africa. Di conseguenza ho deciso di annullare l’incarico. Ho ascoltato attentamente tutti coloro che hanno espresso le loro preoccupazioni e ascoltato le diverse questioni sollevate. Ho anche consultato il governo dello Zimbabwe e abbiamo concluso che questa decisione è nel migliore interesse dell’Organizzazione Mondiale della Sanità”.

Quale futuro potrà avere l’Oms ormai sempre più crocevia di giochi e interessi politici? No, Tedros Adhanom Ghebreyesus non può continuare a guidare l’Oms, per il suo passato e il suo imbarazzante presente.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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