I passi giusti della Destra contro chi ci vuole colonizzare

Sembra assurdo ma almeno ora abbiamo chiarezza. Dopo la clamorosa evidenza scientifica secondo cui il Covid non muta molto, ossia potrà essere studiato a dovere; dopo aver assimilato che i due ceppi lombardi NON sono cinesi ma europei, di cui quello di Codogno è addirittura tedesco, del Baden Wurttemberg; dopo aver inteso finalmente che l’unico paese con un PIL positivo post-Covid sarà proprio la Cina; dopo le proteste tempificate del BLM  (Black Lives Matter) negli USA; dopo aver elaborato il lutto di una EU che vuole far firmare il MES all’Italia a tutti i costi solo per poter imporre la Troika entro un annetto, oltre a potersi giustificare vis a vis con la Corte di Karlsruhe il 5 agosto 2020; dopo aver imparato a nostre spese che da questa EU si ottiene solo colonizzazione o qualcosa di simile; dopo aver rilevato fattualmente che gli anti MES in Italia sembrano essere solo Fratelli d’Italia, Giuseppe Conte, metà del M5S e purtroppo solo qualche sparuto deputato leghista; dopo aver constatato che Giuseppe Conte gioca una partita di alto livello non necessariamente anti-italiana “per conto di altri”, tenendo per ora le carte nascoste; considerato tutto quanto sopra, arrivati dove siamo, iniziamo finalmente a vedere la luce.

Chiaramente l’entropia che ci trasmettono i media è fatta apposta per confonderci e noi non dobbiamo cadere nel tranello.

Prima di tutto, sull’Italia facciamo una considerazione assolutamente patriottica: immaginando un altro governo italiano, questo avrebbe dato soldi a sufficienza ai cittadini stremati dal virus? Solo accettando il MES, infatti – nel caso sarebbero stati soldi a strozzo – si sarebbe potuto fare, per un breve periodo. Infatti nessun governo italiano – decidendo scientemente di restare nell’euro – avrebbe potuto dare alcun denaro di sostentamento ai propri concittadini appunto SENZA FIRMARE IL MES, pena l’esclusione dai riacquisti BCE. Dunque la strada intrapresa dal governo Conte è quella corretta.

Ancora abbiamo nelle orecchie il “chiudete tutto“, “altrimenti facciamo noi“, “non è abbastanza” di qualche mese fa: come dicemmo ai tempi, non si può chiudere un Paese pena il fallimento economico ed avevamo ragione. A questo punto dovete chiedervi se esisteva – ed esiste – un partito del fallimento oggi in Italia. E quali siano i suoi obiettivi, nel caso.

Come abbiamo avuto occasione di ripetere negli anni, anche durante gli eventi organizzati da Qelsi a Roma, il vero sovranismo – che poi è patriottismo – sta da sempre dove è nato, a destra. Da lì bisogna partire.

Oggi il mondo è complesso ed in Italia si accavallano almeno tre vincoli esterni: quello USA, tradizionale, quello EU di matrice franco-tedesca e quello filo cinese (di cui gli ultimi due foraggiati economicamente con denaro a breve termine). Oggi la destra italiana rischia di essere davvero dalla parte giusta della storia, solo a guardarci bene dentro.

Il caos interessato, ad es. spingere per accettare il MES, non volere togliere le concessioni ad Autostrade sono tutte mosse di contenimento finalizzate a supportare le azioni dei globalisti in Italia. Ossia di coloro che sono interessati che a pagare il conto siano le masse, non le élite, a vantaggio franco-tedesco dunque. In tale contesto solo qualcuno che crede davvero nel bene del Paese e fa le cose non con spirito mercantilistico può dare qualche chance alla propria gente.

Oggi FdI, sebbene troppo polarizzata al Sud come voto, nonostante faccia fatica a coinvolgere persone della società civile nel processo di cambiamento, sta facendo le cose giuste. Deve continuare a farle.

Sì, perché, anche solo applicando la teoria dei giochi, è l’unica chance di successo per l’unico partito che in teoria sta rivestendo gli interessi del Paese Unito. Chiaro, ci sono evidenti lacune economiche che non possono essere colmate con persone del sistema, ci vogliono supporti esterni. Infatti questa crisi NON verrà superata con la continuità ma attraverso una forte discontinuità, questo va sottolineato a dovere.

Ma, ad esempio, restare anti-MES e favorevoli a togliere le concessioni ai Benetton è la strada giusta.

La debolezza della destra italiana è non avere un piano per cambiare l’Italia a prescindere della permanenza nell’euro o meno, fatto specifico che verrà deciso da altri e l’Italia seguirà ubbidiente. Parlo soprattutto a livello economico.

L’altro aspetto da non sottovalutare è che l’asse franco tedesco vuole la debacle italica, fortemente. E ci lavora da anni: va infatti ricordato che se un paese non ha aziende capaci di ricostruire il ponte Morandi è già diventato una colonia. Da anni la deindustrializzazione italica avviene nei termini che non vediamo, soffusi, ovattati, ma concreti: in Francia o Germania ad esempio le grandi case automobilistiche del posto NON si sognano nemmeno lontanamente di spostare la sede in Olanda. Ossia l’EU sta togliendo all’Italia la terra sotto i piedi, comprando le aziende in Italia per chiuderle, il caso Italcementi-Heidelberg è lì a dimostrarlo, FCA lo sarà a breve. O con la constatazione che l’attacco ad Ilva nel 2011 sia coinciso con il grido d’allarme lanciato a Bruxelles dalla Krupp, che stava fallendo per aver sbagliato un enorme investimento in Brasile e dunque l’eccesso di offerta la stava massacrando, la mitica Krupp…

Inutile girarci attorno, tutto sta e starà in una semplice scelta: è meglio per il Paese Unito l’asse USA, con tutti i suoi difetti ma anche con il dollaro e con le sue 110 installazioni militari in Italia di cui circa 25 strategiche? O è meglio l’EU franco-tedesca che vuole farci firmare il MES per far arrivare la Troika?

La risposta sembra scontata, per chi non è cooptato per andare contro gli interessi del 99% degli italiani.

A breve gli eventi matureranno, e a settembre bisognerà schierarsi. Dunque bene che la destra italiana faccia fin da ora piccoli passi concreti: parlare poco, lavorare tanto. Ossia NO MES e SI ABROGAZIONE DELLE CONCESSIONI AD ASPI, atto che porterà tanto lavoro sulle strade in futuro sotto gestione italiana e non globalista. E poi continuare a sostenere gli USA come paese e non come partito politico, cominciare ad attrezzarsi per rinnovare radicalmente il Paese, un piano Marshall che la destra deve preparare prima al suo interno con le competenze, per poi tradurlo in azioni concrete verso lo Stato.

L’alternativa è il default controllato ed il colonialismo che l’EU vorrebbe per l’Italia.

L’obiettivo di Fratelli d’Italia deve essere quello di diventare il primo partito italiano, ne sarà in grado?

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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