I redditi che spariscono con il covid uccideranno il capitalismo e la classe media ?

I consumi sostengono l’economia, oggi. Questo processo è iniziato, post cancellazione della convertibilità in oro del dollaro, con l’abolizione del Steagall-Glass Act da parte dei clintoniani con Bill Clinton presidente, i veri Principi dell’asimmetria. I quali aprirono le porte alla finanziarizzazione selvaggia voluta dai Dem per “qualsiasi cosa”, trend esteso a tutto l’occidente via globalizzazione: si passò dunque attraverso la crisi subprime, con la cartolarizzazione dei mutui, dove si decise di cartolarizzare anche la crisi successiva. Ora invece si sta cartolarizzando il debito da COVID, ma coi tassi già sotto zero. Ossia con zero margini di manovra. In fondo stiamo vivendo la normale fase parossistica del medesimo processo, che è trovare consumi con la “finanziarizzazione“. Furono proprio i clintoniani a costruire il modello e così anche il loro successo economico personale, puntando sull’esplosione della finanza uber alles che portò reddito immediato concentrato nel settore finanza a pena di debito futuro distribuito su tutta la popolazione. Ed oggi con l’inevitabile implosione dei redditi.

Siamo all’ultimo stadio, la financial repression. Ossia abbassare i tassi ad un livello tale da rendere i rendimenti inferiori all’inflazione, erodendo così il debito dietro l’apparenza di una crescita dei corsi azionari ad esempio (…). Questo è il risultato dei tassi negativi, da cui diparte la necessità sistemica di concentrarsi su “altri fattori” per trovare correttivi. Alla fine una crisi del genere senza far crollare le borse è la soluzione sognata dai globalisti di tutti i tempi, che si chiamavano prima dei nostri anni vedi latifondisti, vedi feudatari, vedi nobili e senatori dell’Antica Roma.

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Valori pre-COVID: aggiungeteci qualche decina di trilioni di dollari di debito globale

Lasciamo perdere il percorso economico sottostante, stiamo invece al sintomo principal, di cui al seguito.

Per sostenere i consumi ci vogliono i redditi.

E la gente sta perdendo lavoro nel post COVID, dunque niente reddito, “tendenza” inevitabile. La maggior parte dei paesi d’Europa ad esempio traggono oggi sussistenza dallo Stato che dà da vivere, ossia con maggiori debiti per il COVID per adesso finanziati dalle banche centrali. A dire il vero anche gli USA stanno facendo lo stesso, idem gli UK. Appunto, si chiama financial repression.

Esiste una semplice regola sopravvissuta alla fine del keynesianismo, del monetarismo e delle manipolazioni di mercati di Obama, ossia che l’inflazione si genera in forza di una semplice formula:

(aumento della massa monetaria, ad es. M2 x velocità di circolazione della moneta)

Fino al COVID l’inflazione non saliva perchè l’aumento di M2 non andava in consumi diffusi. Anzi, più tecnicamente, la velocità di circolazione della moneta scese fino al COVID, visto che i soldi generati dai tassi a zero – pur essendo ormai inutile mantenere i tassi bassissimi per stimolare all’economia, trend iniziato dopo la crisi subprime – andavano non in consumi ma primariamente in bond e buybacks di borsa. Ora però, dopo il COVID, la moneta deve e dovrà andare alla gente, per sostenere i consumi diffusi. Ovvero la velocità di circolazione della moneta creata dal nulla aumenterà, generando inflazione.

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L’austerity venne inaugurata nel 1974 e la Germania anche allora ne approfittò

Ossia, generando miseria. Che si chiama stagflazione, in regime di cambi fissi o semifissi (…).

Chiediamoci dunque: se si vuole sostenere l’economia da qui in avanti (sempre generando moneta, ndr) sarà quasi inevitabile innescare l’inflazione? Ovvero – per evitarla, l’inflazione – bisognerà limitare l’aumento della crescita di moneta; dunque aiutare molti ma NON tutti. Lo Stato genererà il denaro che serve per la sussistenza pura, ma non per generare appunto inflazione, onde evitare danni. Tradotto: ci sarà qualcuno che perderà un sacco di soldi e di benessere. E tali soggetti saranno quelli “out of reach” in termini di aiuti di Stato post COVID, ovvero la classe media con risparmi, che pagherà il conto. Sempre lei!

In forza di quanto sopra, la classe media dovrà necessariamente attingere ai propri risparmi per sopravvivere (fatto che di norma NON genera inflazione, ndr); i poveracci invece verranno aiutati, ma giusto per sopravvivere: a parte la tragicità di tale situazione, quello che bisognerebbe chiedersi è cosa succederà se tale processo andasse avanti, che so, 5 o 10 anni. Appunto, si arriverebbe ad una sorta di neofedualesimo. Che poi era il il comunismo di 40 anni fa, dove c’era la classe dei dirigenti di partito sovietici che prosperava e tutti gli altri a fare la fame, ma coi buoni annonari. O anche a qualcosa di peggio (…).

Questa è la nostra analisi della situazione. Stiamo già vedendo la salita dell’inflazione limitatamente ai beni di consumo primario ossia di beni indispensabili. Ovvero, passo successivo, i consumi dei prodotti di sussistenza, in un certo momento da qui alla fine del 2021, cannibalizzeranno i consumi voluttuari. Anche nei Paesi che commercializzano con l’Europa… (Tradotto: si salveranno solo i paesi ovvero le regioni meno globalisti/e e più autarchici/autarchiche).

Da lì in avanti, auguri!

 

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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