Il dramma dei frontalieri che non possono rientrare in Italia

Sui confini italiani esistono frontalieri che lavorano in Svizzera e che la sera fanno ritorno a casa e a cui il passaggio alla frontiera non è mai stato negato. Ugualmente esistono cittadini o residenti svizzeri che hanno interessi di lavoro in Italia e che possono passare la dogana e soggiornare nel nostro Paese fino a 72 ore. Quindi per lavoro si può transitare tranquillamente attraverso il confine italo-svizzero, anche oggi con le restrizioni Covid-19.

Ma esistono anche quei nostri concittadini che hanno portato la residenza in Svizzera ed hanno un permesso B o C e sono iscritti all’AIRE, ma in Italia hanno lasciato mariti o mogli, genitori e figli e magari da lontano li sostengono ancora economicamente.

A costoro attualmente non è ammesso il rientro temporaneo. E nemmeno dal 4 maggio sarà permesso salutare i “congiunti” ma dovranno attendere non si sa quando per riabbracciare i propri cari.

È una denuncia che viene dal Sindaco di Casargo, Antonio Pasquini, che come altri colleghi della sponda comasca del lago, ha ricevuto richieste di chiarimenti e di aiuto. Per questo sarebbe opportuno che questi emigrati, pur sempre cittadini italiani, che magari per una manciata di chilometri si vedono negato il diritto di passare il confine, avessero la stessa possibilità degli altri frontalieri di rientrare temporaneamente per motivi familiari.

Tanto più che, mentre ad alcuni emigrati italiani, disposti a mettersi in quarantena,  è stato negato l’ingresso alle dogane, sulle coste italiane proseguono gli sbarchi degli immigrati clandestini.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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